"Ogni ferita si rimargina,
ma immagina che non si cancella
quello che hai visto."
-Svegliati. Beatrice, diamine, sei sveglia? Ehi!- Mi scosse una spalla, e io scattai a sedere.
In quel momento non volevo che mi toccasse: ne avevo paura persino, quando la notte prima tra le sue braccia ero stata felice.
-Cosa vuoi?- Chiesi. Mantenni la voce più stabile che potevo.
-Dobbiamo andarcene.- Secco, diretto. La realtà mi colpì come un coltello. E tutto ciò da cui con lui ero scappata uscì da dietro l'angolo, dove avevo sempre cercato di stiparlo.
-Come sarebbe a dire che "dobbiamo andarcene"? Così...? Così di punto in bianco?!- Gridai.
-Non volevo che andasse così.- Prese i miei pochi vestiti sparsi per la camera e li ficcò dentro al mio zaino. Sul letto lasciò un paio di jeans puliti, una sua felpa e la mia giacca di pelle.
-Vestiti. Ce ne andiamo. E se credi che non ci sia un motivo di sbagli, solo che ho sempre cercato di tenertelo nascosto. Non volevo andasse così.-
E se ne andò dalla stanza veloce come quando era entrato.
___
Sbattei lo zaino nel piccolo vano sotto al sedile della moto.
-Non essere arrabbiata, Beatrice. Lo faccio per te.- Disse, facendo per mettermi il casco.
-Voglio sapere cosa succede.- Mi allontanai da lui, impedendogli di mettermi quel maledetto casco.
La verità è che facevo la dura ma dentro urlavo tra le lacrime più forte che potevo. Non volevo tornare nel posto in cui ero cresciuta. Mi faceva paura più di quanto fossi disposta ad ammettere.
-Non te lo posso dire.- Tagliò corto.
-Allora non vengo.- Dissi senza più aria.
-Certo. E come ci torni a casa?-
-Che ne so.-
-Ecco. Lasciati mettere il casco.-
-Dimmi perché dobbiamo tornare.-
-Fidati e basta, diamine!-
-Non posso.-
-D'accordo!- Portò le mani alle tempie, come per calmare un rumore troppo alto che impazzava nella sua testa. -I tuoi sono troppo preoccupati. Mi hanmo chiamato decine di volte. Hanno anche chiamato la polizia. Avevo giudicato male la cosa. Non credevo che la prendessero in questo modo.-
In uno scatto avevo già preso il cellulare.
No no no no no no no.
-Rispondi rispondi, ti prego rispondi...-
Ma mia madre non rispose.
Presi un grosso respiro come per riprendermi da un'apnea.
-D'accordo. Andiamo.-
E gli parlai con quel modo un po' sfacciato, senza sapere che era una delle ultime volte che l'avrei guardato negli occhi.
___
Scesi dalla moto così di fretta che per poco non caddi rovinosamente a terra. Mi tolsi in quale modo il casco e glielo lasciai tra le mani, per poi prendere lo zaino e mettermelo in spalla.
-Grazie, Benjamin. Di tutto.- Sussurrai quasi senza guardarlo. A causa di ciò che mi aveva detto la notte prima, ancora non ci riuscivo.
-Te lo meritavi, piccolina.- Un sorriso vacillò sulle sue labbra per il modo in cui mi aveva chiamato.
Gli accarezzai per un attimo il casco come se fosse il suo viso. Ma l'attimo dopo stavo già correndo verso casa mia.
Forse non era esattamente il modo più delicato in cui potevo farlo, ma spalancai la porta urlando "MAMMA!"
Subito la vidi spuntare dalla porta della cucina, con uno strofinaccio che le cadeva di mano.
-Stai bene... Tu sei qui e stai bene...- Sussurrò. Mi venne incontro correndo quasi, e mi strinse forte, come per paura che potessi scappare da un momento all'altro.
-Non hai idea della nostra preoccupazione, Bea...- Disse con tono di rimprovero ma, per contro, anche sollievo. -Mi sono fidata di te e ho cercato di non chiamarti, sai. Ma non farlo mai più.-
-Scusami mamma...- Sussurrai, la testa sulla sua spalla. Però... un momento.
Ho cercato di non chiamarti.
Benjamin aveva detto che i miei lo avevano chiamato tantissime volte, che avevano persino intenzione di far intervenire la polizia.
Mi aveva mentito.
Benjamin mi aveva mentito sulla vera ragione per cui mi aveva riportato a casa.
Avevo gli occhi sbarrati, mi ero immobilizzata. Mi sentii schiacciare dalla certezza che gli fosse successo qualcosa, che avesse bisogno, per una volta, di essere salvato anche lui.
-Dove sei stata Bea? Perché non hai mai chiamato?- Continuava a chiedere mia madre, mentre io mi sentivo girare la testa in modo troppo vorticoso per capirci qualcosa.
-Sono... Io e Benjamin insomma posso... Credo di dovermi andare a fare una doccia ora... Sono stanca sai e ti racconterò tutto ma... Ma sto bene, sono... Sono stata felice...-
-Papà ancora non c'è. Lo chiamo subito. E sì, vatti a fare una doccia: sei gelata. Poi ne parleremo.- Mi ammonì, con quella nota di rimprovero.
Ma in quel momento non mi importava di altro.
Salii le scale e mi chiusi in bagno. Scivolai a terra, vicino alla finestra che mostrava un cielo pallido, e accesi il cellulare che tenevo spento da giorni.
-Dai, idiota.- Lo insultai fino a che non si accese.
Scorsi di poco la rubrica per trovare il suo nome, e chiamai immediatamente.
Rispondi, rispondi, rispondi e dimmi che stai bene. Rispondi...
-Pronto?-
-Benjamin tu... Ti potrà sembrare strano ma... Stai bene?-
Un leggero ridacchiare mi arrivò in risposta.
E immediatamente capii che quella non era la voce di Benjamin.
-Sei preoccupata per lui Angioletto?-
Un brivido mi corse su per la schiena.
-Filippo. Cosa vuoi?-
-Sei tu che hai chiamato, se non sbaglio.-
-Passami Benjamin.- Dissi a denti stretti.
-Ehi, ehi, ehi, calmati. Non hai voglia di parlare con me?- Sentii delle risate di sottofondo, e Filippo sveva la voce di uno che si divertiva un mondo ad alimentarle.
-Filippo. Passami. Benjamin.- Mi accorsi di stringere il cellulare tanto che mi stavo facendo male, ma non osavo allentare la presa.
-Perché non lo vieni a trovare?- Sghignazzò.
Quella paura che mi aveva fatti battere velocemente il cuore tante volte, tornò a picchiarmi sul petto.
-Dove siete?- Chiesi con la gola secca.
-Parco Sempione, ti aspettiamo Angioletto.- Rideva. E non smise quando attaccò il telefono.
È fatta, mi dissi. Il tuo incubo è tornato.
[Frase a inizio capitolo: da "Mille fogli", Coez.]
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bullying
Jugendliteratur"Forse ti vedrò, in classe, con quel tuo solito guardare fuori dalla finestra come se ci fosse davvero qualcosa da vedere. Se ci penso _ voglio dire, se penso a te _ capisco che dopotutto non ho bisogno di nient'altro." 14.12.2017, #11 in teen ficti...
