49.

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"Perché
questo cuore l’ho tirato in faccia,
e scusa se ti è stato male
non l’ho fatto apposta...
Ma il bene che ti voglio è così grande
che neanche lo riesci a capire."

Se ci ripenso ora è strano, pensare a come poche parole avessero sventrato me e la mia vita insieme.
Mi sentii cadere mentre me ne stavo rigida in piedi,
gridai più forte che potevo mentre rimanevo in silenzio,
mi arresi.
Mi lasciai riempire dal vuoto senza più opporre resistenza.
Mi sentii cedere le gambe, il cuore, il collo, la testa, e poi qualcosa mi costrinse a stare in piedi, a non piangere.
Benjamin.
Il mio Benjamin.
Che stava in silenzio ma amava molto più di me, anche se diceva di non esserne capace. Che si credeva un mostro e invece i miei mostri li distruggeva solo prendendomi la mano.
Mi aveva fatto fin troppo male, aveva preso il mio passato per tenerlo al sicuro.
Che gli bastava guardarmi negli occhi per capire che stavo morendo dentro.
Che era l'unico che avrebbe capito tutto, solo guardandomi.
Lo rivedevo ovunque.
Me lo ritrovavo addosso come un vestito troppo stretto da togliere.  Sentivo il suo ultimo abbraccio appiccicato alla pelle, le sue mani tra i capelli, il suo ricordo impigliato tra le labbra che non sarei riuscita a trattenere.
Non volevo muovermi, non riuscivo a piangere. Sentivo dentro solo il vuoto triste di chi sa che quello di cui ha bisogno non c'è più.
Lo avrei abbracciato per tutte le volte che me lo ero impedito, gli avrei parlato fino a che avesse dimenticato tutto.
Mi aveva quasi ucciso e poi mi aveva salvato.
Io avrei solo cercato di salvarlo. 
Ma.
I ma, per me, sono sempre stati categorici, i più negativi del mondo.
E, quel giorno, trovai il più grande ma della mia vita.
Una paura che mi si infilò dentro e cominciò a scorrere nelle vene insieme al sangue. Come sarebbe stato per sempre.
Il camice bianco del medico si avvicinò a me.
Non a Filippo o alla madre di Ben; a me.
Forse aveva visto il terrore nei miei occhi, quello di non rivederlo più, forse mi aveva visto rannichiata vicino al muro mentre piangevo.
Lo guardai un secondo, e bastò.
Mi sentii squarciata in due.
-Benjamin non ce l'ha fatta. Mi dispiace. Mi dispiace tanto.-

[Frase a inizio capitolo: da "Scusa se non ho gli occhi azzurri", Francesca Michielin.]


NON
AMMAZZATEMI
VI PREGO
AL PROSSIMO CAPITOLO
(L'ULTIMO)
CAPIRETE
T U T T O
VI AMO
CIAO

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