Non mi sono lasciata abbattere. Non avrei dato ad Harry modo di farmi sentire peggio ma sopratutto non avrei mai permesso a me stessa di disperarmi per un ragazzo. Mi rifiuto di tentare di capire i comportamenti contrastanti di Harry, non mi importa più se prova o meno qualcosa nei confronti, se le parole che mi ha detto quella sera erano reali o solo comode per allontanarmi.
Non sono disposta ad elemosinare le sue attenzioni o ad aspettare che riveda le sue decisioni. Ha deciso così sapendo le conseguenze, perciò non gli importava così tanto di me in ognuno dei due casi.
Ho messo un muro di mattoni fra me e lui, non un cenno, uno sguardo, un sorriso perché so che non gioverebbe alla mia causa. Ho semplicemente messo un punto e sono andata avanti sperando che prima o poi le sue parole mi escano dalla testa e tutto ritorni alla normalità mentre fingo sia così.
Sono tornata alla mia vita di sempre, quella che conducevo prima di trasferirmi in questa casa, colazione scorrazzando per la metro, sempre di fretta, locali con mondani con ALyssa e Daya. I pomeriggi a studiare e le feste stupide con Irina e Drake.
Per tutta la settima Harry ha tentato di parlarmi, di provare a far finta di nulla e far tornare le cose com'era ma ormai non trovo il senso di fingere ancora e tenermi un peso addosso senza alcun motivo. Ho il diritto di voler stare per conto mio e lui dovrà rispettarlo che gli piaccia o meno.
Trascorro una mattinata frenetica grazie alla verifica a sorpresa di chimica ma riesco tutto sommato a cavarmela per il meglio con il solo costo di un mal di testa lieve che aumenta vertiginosamente quando una volta giunta in mensa vedo Harry accanto a Charlotte.
Distolgo lo sguardo e mi sforzo di non guardarli mai più ma non posso far a meno di chiedermi se siano o no tornati insieme mentre una nuova e strana sensazione sembra corrodermi lo stomaco.
Mi siedo in modo da dargli le spalle e non dover assistere a quella tortura e fingo indifferenza anche con Drake.
"Irina non pranza con noi oggi?"
"Sarà a fare gli occhi da triglia al suo professore di musica. La sua ennesima cotta inconcludente ed impossibile, non temere." mi informa lui, liquidando il tutto con un gesto della mano per farmi capire che non è nulla di serio come del resto quasi tutte le storie di Irina che sembra avere un amore spassionato per le storie impossibile che sembra aver trasmesso anche a me.
"Fantastico, sarà la giornata dell'amore oggi." mormoro più a me stessa che a lui.
"Un'amica di Charlotte prima ha postato una foto di loro due, credo siano tornati insieme." mormora intuendo subito il mio riferimento ad Harry.
"L'amica di Charlotte mi sembra proprio una stronza. Ed Harry anche di più." bofonchio tirando un grosso morso al panino con poca grazia e il muso lungo mentre lui ridacchia.
"L'hai presa con filosofia vedo."
"A proposito di filosofia che voleva Michelle da te?" domando stranita.
"Che ti convincessi a dipingere per loro un qualcosa che non ho ben capito e che serve per la scuola." mormora annoiato.
"Non succederà mai."
"E' quello che le ho detto." risponde lui ammiccando complice. Finisco il pranzo e visto che l'ultima lezione della giornata è saltata esco da scuola e per evitare di dover prendere i mezzi con Harry, passo dal piccolo negozio di ciambelle per prenderne alcune fermandomi anche al negozio dove mi rifornisco per i miei dipinti per prendere qualche tela e alcuni fogli adatti.
"Ciao Pitt. Posso lasciarti la busta?" domando al simpatico ragazzo mezzo addormentato dai capelli rossicci e la faccia paffuta. Annuisce facendomi segno di poggiarla sul bancone e io proseguo per il negozio. Ormai frequento questo posto da anni e lo conosco come le mie tasche, come del resto conosco anche Pitt che è il figlio del vero proprietario e con cui spesso faccio due chiacchiere.
"Allora fiorellino come te la passi?".
"Al solito, mi annoiavo e sono passata di qui. Tu?"
"Lavoro ancora qui quindi non molto bene." ridacchia grattandosi impacciato il mento. Sorrido e noto entrare dalla porta Jamie, normalmente non avrei prestato attenzione a lui ma da quando mi ha dato la sua giacca alla festa ho cambiato idea nei suoi confronti e sono rimasta molto colpita. Forse il mio pensiero su di lui è sempre stato sbagliato.
Porto le mie cose alla cassa e lo osservo con la coda dell'occhio cercare tra i quaderni per poi venire verso di me. Mi fa un cenno di saluto con il capo che ricambio, pago il dovuto e prendo le mie buste per recarmi presso la metropolitana.
Con tutta calma arrivo a casa, dove Marie si è data nuovamente al giardinaggio cambiando i fiori sulle scalette che erano ormai appassiti.
Entro i casa e mi stupisco di trovare Papà, Marie e Harry seduti intorno al tavolo a parlare di qualcosa che sembra serio. MI tolgo il cappotto e ripongo le ciambelle sul ripiano prendendone una e silenziosa mi avvio a passo felpato verso la mia camera.
"Taylor eccoti, ti stavamo aspettando dove eri finita?"
"Dovevo fare alcune commissioni, vi mancava il quarto per la partita a pinnacolo per caso?" ironizzo addentando la ciambella.
"No, volevo chiederti se daresti una mano ad Harry in arte, la vostra insegnante non sembra entusiasta e i suoi voti sono parecchio bassi se non recupera rischia di rovinarsi la media per un'inezia e chi meglio di te?" sorride mio padre cercando di usare le sue doti persuasive.
"No." rispondo soltanto.
"Come no?" domanda lui contrito e sorpreso.
"No, ho già le mie cose da fare. Non ho tempo né voglia. Paga qualcuno." rispondo impassibile finendo con gusto la mia ciambella senza mai voltarmi verso Harry.
"Ma noi due facciamo la stessa classe, sai cosa vuole la professoressa e sai che io non so fare nemmeno uno scarabocchio, potrebbe rovinarmi la media quando a te basterebbero un paio d'ore." si aggiunge lui prendendo forse un minimo di coraggio per parlare e capisco che probabilmente è stata un'idea sua.
"Ore che mi servono per altro, perciò attaccati e tieniti forte. Buona fortuna." rispondo atona reprimendo l'astio per poi voltarmi e procedere verso la mia camera con la mia busta per mettere a posto la roba.
Sono arrabbiata con lui per aver messo in mezzo i nostri genitori nel tentativo di parlare nuovamente con me. Vorrei solo che rispettasse la mia volontà di stargli lontana per un po' come io ho rispettato e accettato ciò che mi ha detto senza fare alcuna sceneggiata e senza invadere i suoi spazi. La situazione è già complicata così, dover vivere insieme, a stretto contatto e lui non sembra per niente volerla rendere più facile.
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Amori Sbagliati (H.S)
FanfictionDovevano essere solo fratelli ma... Fanfiction su Harry Styles e Taylor Hill
