Dave mi accompagnò a casa alle 09.00 p.m. I miei genitori e tutti i ragazzi sapevano già a che ora sarei tornata a casa e con chi ero stata.
Non appena entrai dalla porta, Niall si catapultò da me e stringendomi forte, mi disse: "mi sei mancata. Tutte le ore per cui sei rimasta fuori mi sembravano anni..."
Io: "tranquillo, adesso sono qua e solo per te"
Niall: "lo spero" mi disse sorridendo.
Io: "glielo diciamo ai miei?"
Niall: "è una cosa che devi sentirti tu"
Io: "bhè, ok. Credo allora che questo sia il momento giusto" dissi sorridendo.
Niall: "va bene, dopo cena?"
Io: "dopo cena."
Andammo in cucina, salutai il resto dei ragazzi, i miei genitori e Michele; ci sedemmo a tavola e cominciammo a cenare.
Papà: "vi dovrei dire delle cose ragazzi..."
Liam: "dici a noi?" disse riferendosi alla band.
Papà: "si, a voi"
Liam: "ok"
Papà: "allora, come sapete siamo già a settembre ed i preparativi per il tour sono quasi pronti, abbiamo bisogno solo di qualche accertamento e per fare ciò dovremmo trasferirci tutti a Londra fino alla partenza del tour"
Michele: "per tutti chi intendi?"
Papà: "io ed i ragazzi"
Io: "oh" dissi turbata.
Papà: "che c'è F?"
Io: "bhè...non posso venirci anch'io?"
Papà: "perchè dovresti?"
Mamma: "va bè Mike, è scontato. F si è affezzionata molto ai ragazzi" disse intervendendo.
Io: "già..." dissi guardando uno per uno i ragazzi e sorridendogli.
Papà: "va bene, verrai con me nella casa in cui andrò ad abitare io."
Io: "aspetta, prima io e Niall dovremmo dirvi una cosa..."
Ci alzammo e dandoci la mano, Niall disse: "non so come dirtelo Mike, ma...io e F stiamo..."
Papà: "insieme?"
Io: "si...come lo sai?" dissi sbalordita.
Papà: "non sono stupido, l'avevo già intuito, eravate troppo uniti"
Io: "e quindi?"
Papà: "e quindi niente...accetto questo fidanzamento anche perchè conosco Niall e so che è un bravo ragazzo, ma se solo la fai soffrire, sai che potrei ucciderti con le mie stesse mani?" disse rivolgendosi al mio ragazzo.
In quel momento sentii le mani di Niall, intrecciate alle mie, irrigidirsi e stringermi ancora di più. Era terrorizzato.
Io: "papà smettila! Così lo spaventi!"
Papà: "meglio prevenire che curare, no?"
Sussurai "simpatico" e seguita da Niall mi risedetti sulla mia sedia e continuai a mangiare.
Io: "quindi posso venire anch'io ed andare nella casa dei ragazzi?"
Papà: "se per loro va bene..."
Liam: "si, ovviamente per noi va bene. F è come una sorella ormai"
Papà: "F, voglio che tu capisca che lo sto facendo solo per farti crescere un pò. Hai quasi diciotto anni e devi avere le tue autorità e libertà"
Io: "grazia papà" dissi sorridendogli.
Quando finii di cenare, me ne salii in camera mia sola, a scrivere un pò. Dopo circa mezz'ora che me ne stavo tranquilla nella mia stanza, Harry entrò in camera mia con aria turbata. Chiusi il mio diario e mi diressi da lui.
Io: "hei Harry" gli dissi sorridendo.
Harry: "Ciao F"
Io: "qualcosa non va?" dissi risedendomi sul mio letto a gambe incrociate.
Harry: "bhè no...ma c'ero anch'io a cena..."
Io: "Harold, sai cosa penso su ciò..."
Harry: "si e io non sono qui per farti delle dichiarazioni o qualcosa del genere"
Io: "e per cosa allora?" dissi accentuando un sopracciglio e sbuffando.
Harry: "sono qui per dirti che io potrò anche amarti, ma la tua felicità viene prima di tutto. Se tu sei felice con Niall è giusto che sia così ed io lo accetterò, in qualche modo..."
Le sue parole mi colpirono molto ed una sensazione chiamata "speranza" si fece viva dentro di me, rendendomi incredibilmente felice e facendomi pensare ad un possibile ritorno della magnifica amicizia che c'era prima tra me e lui.
Mi alzai dal letto, mi avvicinai a lui abbracciandolo e gli dissi: "grazie".
Harry: "cercherò davvero con tutte le mie forze di esserti amico..." disse sbuffando e rassegnato.
Io: "apprezzo molto il tuo sforzo Harold, grazie di nuovo" dissi facendo il sorriso più grande a me possibile.
*parla Niall*
Michele: "te lo dico un'altra volta, non farla soffrire. Lei ti ama davvero!"
Io: "tranquillo Michele, la amo anch'io e non le farei mai del male"
Ero in camera del fratello di F poichè mi aveva invitato a seguirlo per potermi parlare. Avevamo chiacchierato un pò su argomenti vari, fino ad arrivare all'argomento "anti-sofferenza F". Michele era davvero molto protettivo nei suoi confronti, avrebbe fatto qualsiasi cosa per lei.
Dopo aver finito di parlare con lui, uscii dalla stanza dirigendomi a quella di F. Non bussai nemmeno ed entrai. Rimasi scandalizzato, ma non molto, dato che quello che trovai non era granchè.
C'era F sdraiata sul suo letto mentre scriveva sul suo diario e Harry che seduto sulla poltrona azzurra della mia ragazza, leggeva qualcosa sul suo telefono.
Feci finta di tossire per farmi notare, e funzionò. Sia F sia Harry alzarono lo sguardo verso di me, dagli oggetti che avevano in mano. F scattò subito dal letto, velocemente mi raggiunse e mi abbracciò.
Io: "che state facendo?"
F: "niente"
Io: "questo l'avevo visto, ma..." dissi guardando Harry con sguardo assassino. All'inizio mi guardò con sguardo interrogativo e poi, ormai annoiato, prese l'espressione caratteristica di quello stato d'animo.
Harry: "ho capito, me ne vado" disse alzandosi dalla poltrona ed uscendo dalla camera.
Quando fu realmente fuori e si chiuse la porta, F mi disse sorridendo: "abbiamo chiarito"
Io: "ahh, davvero?"
F: "bhè si...qualcosa non va?"
Io: "no, solo che ancora io e Harry non ci parliamo e non ci degnamo neanche di uno sguardo"
F: "ma prima ti ha guardato!" disse soffocando una risata.
Io: "F, amore mio, sai a cosa mi riferisco" dissi con tono divertito.
F: "Nialler, amore mio, sai che stavo scherzando" disse soffocando una risata di nuovo.
Io: "bhè, certo"
F: "comunque, vedrai che chiarirete"
Io: "lo spero...comunque, F devo dirti una cosa"
F: "cosa?"
Io: "quando te ne sei andata, tuo padre ci ha detto che dovremo partire per Londra alle 06.00 p.m."
F: "capirai, dista da qui solo mezz'ora di strada..."
Io: "avresti preferito che non te lo avessi detto?"
F: "no, hai ragione" rise "hai finito di parlare?" disse cambiando discorso.
Io: "uhm...si" dissi facendo un sorriso malizioso. Lei si avvicinò a me e prendendomi dalla maglietta, mi disse: "adesso, mio caro, potremmo passare del tempo insieme e soprattutto soli?"
Io: "come desidera, mia cara"
Passammo una serata così, tra baci, abbracci e coccole.
