F: "quindi ho perso la memoria..."
Dave: "già..."
F: "ma come è successo?"
Io: "è stata Victoria"
F: "Victoria? La nostra compagna di classe?" disse guardando Julie.
Julie: "la nostra ex compagna di classe, ci siamo diplomate"
F: "ah già vero, siamo nel 2013. Quindi è stata quella troia..."
Julie: "si, ma adesso è dietro le mura. È in prigione."
F: "perfetto. Comunque scusatemi ragazzi, spero riacchiusisca la memoria il più presto possibile."
Io: "lo spero anch'io" sussurai.
Julie e Dave se ne andarono e rimanemmo da soli con F. Eravamo seduti a tavola per cenare e stavamo parlando del più e del meno.
F: "quindi la mia famiglia è in Italia"
Zayn: "già"
F: "ma voi dove dormite?"
Louis: "quattro nella stanza degli ospiti ed uno in camera con te, ogni sera facciamo una specie di sorteggio."
F: "con me?!"
Louis: "non preoccuparti adesso F, non l'hai fatto per un mese" disse ridendo.
F: "e oggi a chi tocca?"
Harry: "a me, tocca a me"
Io: "ma non abbiamo ancora sorteggiato."
Harry: "ma io non dormo con lei da tanto."
Lo guardai con sguardo assassino e poi dissi: "va bene, solo per questa notte"
Mi alzai dalla sedia e cominciai a sparecchiare.
Avevamo tutti i pigiami e girovagavamo per il piano superiore della casa, tranne F, che ancora ammirava la sua stanza di tutti i cambiamenti che aveva fatto in due anni.
Era già tardi e stavamo entrando ognuno nella propria stanza per andare a dormire.
Ma prima che Harry entrasse in camera di F, lo chiamai, richiuse la porta e si girò verso la mia direzione.
Harry: "che c'è?" disse guardandomi con sguardo annoiato e a braccia incrociate.
Mi avvicinai a lui e gli dissi, minacciandolo: "se solo tu toccherai un capello a F, io..."
Harry: "cosa mi farai? Non state più insieme"
Io: "ma lo siamo stati!"
Harry: "non significa niente! Lei non ricorda niente!"
Io: "e vuoi approfittare di lei, in questo momento di sua debolezza? Lei non ti perdonerà mai quando riacchiusirà la memoria"
Harry: "non mi importa." disse aprendo la porta ed entrando in camera.
Girai le spalle, aprii la porta della camera degli ospiti ed andai al mio letto.
*parla Harry*
Aveva ragione Niall, non mi avrebbe mai perdonato e questo m'importava in fondo, ma non in quel momento, in quel momento non volevo ascoltare nessun moralista e volevo godermi quel poco tempo che mi rimaneva con F.
Io: "F? Posso straiarmi accanto a te?"
F: "non so..."
Io: "non preoccuparti, voglio solo la tua amicizia. Nient'altro."
F: "è solo che io non ti conosco bene..."
Io: "ok, non fa niente..."
F: "va bene ok, vieni qui" disse continuando a sbattere la mano sulla parte di letto vuota e con il sorriso sul viso.
Mi straiai sul suo letto e portai il mio braccio sulle sue spalle.
Io: "se vuoi puoi appoggiare la tua testa sul mio petto, a me non da fastidio"
F: "meglio di no, grazie lo stesso"
*parla F*
Non sapevo a che ora mi svegliai, so solo che ritrovai le mie mani strette a quelle di Harry e la mia testa sul suo petto.
Mi alzai e lo lasciai sul mio letto a dormire. Era così dolce e premuroso con me. Anche se non mi ricordavo completamente di lui, credevo ci fosse qualcosa che ci teneva uniti in passato, qualcosa che ci legava.
Mi lavai, mi vestii, mi resi il più presentabile possibile e scesi sotto.
Non c'era completamente nessuno, guardai l'orologio e rimasi a fissarlo per qualche secondo incredula dell'orario.
Avendo molto tempo a disposizione, decisi di preparare una colazione abbondante.
Dopo aver finito di cucinare, misi la tovaglia sul tavolo e ciò che avevo preparato. C'erano uova fritte e bacon per ciascuno, un vassoio pieno di graffe e frittelle, una bottiglia di vetro piena di latte e una tazza per ciascuno piena di cappuccino, accompagnata con un cornetto.
Soddisfatta del mio lavoro, guardai l'orario, erano le dieci, avevo impiegato a preparare tutto due ore. Salii le scale ed iniziai ad urlare i nome dei ragazzi per svegliarli, ma niente, non davano nessun segno.
Entrai in camera mia e vidi Harry ancora straiato sul mio letto. Iniziai a chiamarlo sussurando 'harry, harry' o 'hey harry svegliati', ma niente non mi rispondeva, continuava a dormire beato come prima.
Decisi di passare alle maniere forti. Scesi sotto, presi due padelle e risalii sopra. Decisi di mettermi direttamente sul corridoio così si sarebbero svegliati anche gli altri. Aprii tutte e due le porte e cominciai a camminare avanti e indietro, muovendo le padelle una contro l'altra e continuando ad urlare i nomi dei ragazzi. Continuai fino a quando vidi i ragazzi fermi sui sogli delle porte a guardarmi, dovevo essere molto ridicola in quel momento.
