Giada
21 Maggio 2011
Non dormo mai bene quando sono preoccupata e stanotte, non ha fatto eccezione!
Il silenzio attorno a me fa intuire che abbiamo lasciato il porto e che con tutta probabilità i ragazzi si sono già immersi. Ci tenevo ad andare con loro, almeno fino a ieri, ma dopo la serata disastrosa che abbiamo vissuto, le mie priorità sono cambiate.
Esco dal letto strascicando il mio corpo stanco e per un attimo mi sento il quadruplo dei miei anni. Ho dormito veramente poco e sono certa che più tardi il mal di testa verrà a farmi visita, ma prima ho una faccenda da risolvere, per questo mi lavo, mi vesto, e vado a cercare mio padre.
Lo trovo nel suo ufficio e mi fermo a osservarlo un po' dall'uscio. È perso nei suoi pensieri e non si è ancora accorto di me. È cambiato negli ultimi anni, invecchiato forse, ma resta comunque un uomo affascinante, magnetico. I capelli lisci e leggermente lunghi, sempre tirati all'indietro in una piega ordinata, gli carezzano la nuca e come la barba si sono tinti un po' di bianco. Il suo fisico muscoloso è ancora tonico e possente, e gli conferisce quell'aria minacciosa che ha sempre avuto da che ne ho memoria. Il suo sguardo è diverso, almeno quando si posa su di me, una volta era gioioso, ora sembra sempre cupo e preoccupato.
Quando avverte la mia presenza, si gira a osservarmi e mi saluta normalmente, come se ieri non fosse accaduto nulla.
"Buongiorno tesoro, hai dormito bene?" Mi regala un sorriso e torna alle sue scartoffie, come sempre troppo preso dai suoi affari per intuire il mio turbamento.
"Poco e male a dire il vero! Il resto dell'equipaggio è in mare?" Chiedo per riconquistare la sua attenzione.
"Hanno detto che volevi parlarmi e che non saresti andata con loro, quindi si sono immersi venti minuti fa. Vuoi raggiungerli? Hai cambiato idea?" Ignora la mia risposta e si concentra solo sulla domanda, tipica azione diversiva dei Ricciardi, la uso anch'io. Del resto è più facile sentire solo ciò che ci conviene!
"Andrò la prossima volta." Entro nella stanza e mi avvicino a lui." Puoi dedicarmi cinque minuti?" Chiedo aspettando che posi le carte che ha in mano.
" Ti ascolto Giada, dimmi." Mi accomodo e lo guardo mentre incrocia le mani sotto il mento.
"Perché mi hai portato a quella cena ieri?" Pongo la mia prima domanda restando calma, non voglio indispettirlo, ma provare a capire cosa l'ha spinto a organizzare quel teatrino.
"Siamo in vacanza insieme, perché avrei dovuto lasciarti qui da sola?"
"Non sarebbe stata la prima volta e lo avrei preferito!"
"Le altre volte tua madre è rimasta con te!" Ribatte prontamente.
"Perché mi hai fatto mettere quel vestito? E perché ero l'unica donna? Quelli non mi hanno tolto gli occhi di dosso neanche un secondo. Mi sono sentita un pezzo di carne all'asta del miglior offerente; ho bisogno di capire quali erano le tue intenzioni, papà?" Esprimo i miei pensieri senza più girarci attorno. Se al suo posto ci fosse stata mamma, non avrei osato essere così esplicita, ma lui è sempre stato più incline a perdonarmi le rare alzate di testa. È stato un padre moderno e dalle ampie vedute, capace di farsi rispettare e amare senza essere temuto.
"Andiamo per ordine." Risponde tranquillo, come sempre padrone della situazione. "Punto primo: Ti ho fatto indossare quell'abito perché volevo mostrare a tutti quanto bella è mia figlia e temevo che vestita in modo diverso ti saresti sentita inadatta alla raffinatezza del locale in cui siamo stati ospiti. Secondo punto: Eri l'unica donna perché all'ultimo minuto Maria e Sofia, moglie e figlia di Garritano, hanno dato forfait. Terzo: ti guardavano perché sei bellissima e le cose belle si ammirano tesoro, dovrai farci l'abitudine. Crescere vuol dire anche questo, imparare a gestire sguardi inopportuni e situazioni scomode. In fine mi vedo costretto a ricordarti che sono tuo padre, ho a cuore il tuo benessere e le scelte che faccio sono solo per garantirti un futuro migliore."
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Il Prezzo Della Vendetta
RomanceGiada è sempre stata felice, ha vissuto in un posto incantato come la principessa di una favola. Amata, ammirata, protetta, non si è mai guardata attorno come avrebbe dovuto, fin quando quello stesso mondo che gli aveva dato tutto non si è preso una...
