Raul
21 aprile 2018
Gli anniversari sono importanti! Lo sono quelli dei lieti eventi, ma ancor di più quelli legati alle brutte esperienze; che ci piaccia o no ci riportano indietro nel tempo e ci obbligano a rivivere il passato anche quando vorremmo solo dimenticarlo.
Domani, come ogni 22 aprile degli ultimi sei anni, alle ventidue e quarantacinque, la campana della chiesa di Diamante suonerà quindici rintocchi a martello in memoria del defunto Domenico Ricciardi: il mio migliore amico. Quest'assurda tradizione non è come potrebbe sembrare un omaggio, ma un promemoria per tutti i Diamantini. L'ennesima dimostrazione di forza dei Ferraro: i padroni di questa città.
Ho perso tutto con la morte di Domenico e sono rimasto con la testa piena di sensi di colpa che si materializzano nei miei sogni tramutandoli in incubi spaventosi, soprattutto in questo periodo dell'anno in cui tutto si fa più vivido e intenso.
Sono uscito da casa stamattina con il desiderio di sfuggire ai miei ricordi e al senso di panico che mi provocano. Ho cercato di soffocarli spompando i miei muscoli correndo, spingendomi allo stremo, ma non ci sono riuscito. Nemmeno la bellezza di Diamante all'alba, che di solito lascia senza fiato, mi ha distolto dal rimuginare sul passato. Anche perché diciamoci la verità, questa città è stata testimone di ogni momento importante della mia vita, ogni suo scorcio mi riporta indietro a giorni lontani in cui avevo ancora Domenico e la speranza di poter restare con Giada, sua sorella, per sempre. Lei è il mio tormento più grande, un rimpianto che pesa sul mio cuore, l'unica ragazza che amerò per sempre. Non importa che sia scappata, che abbia tagliato i ponti con tutti noi, il mio stupido muscolo cardiaco non ha mai smesso di custodire gelosamente ogni istante vissuto insieme. Ed è così che mi sono ritrovato alla baia dei gabbiani, il suo posto preferito! Guidato dall'istinto o forse dal masochismo, ho raggiunto il piccolo molo che sua nonna Ester ha fatto costruire quando eravamo piccoli e ormai stremato, dopo aver percorso dieci chilometri di lungomare correndo, mi sono piegato con le mani sulle ginocchia e ho chiuso gli occhi in attesa che il mio cuore rallentasse.
È bastato un rumore però, per farmi rialzare lo sguardo. Con i sensi in allerta ho scandagliato il panorama circostante finché non ho scorto una figura incappucciata. Ferma, in piedi su uno scoglio, quella che da lontano sembra una donna, mi osserva accendendo la mia curiosità.
C'è qualcosa di familiare in lei, nella sua fisionomia... sento il bisogno di scoprire chi è, di sapere perché il suo sguardo mi inquieta tanto. È inutile negare che una parte del mio cuore ha già ricominciato a sperare che sia lei, mentre l'altra teme che lo sia veramente.
Prendo coraggio e corro nella sua direzione, ma la donna misteriosa intuendo le mie intenzioni fugge. I suoi piedi sembrano volare sulla spiaggia e, nonostante i miei sforzi, non riesco a raggiungerla. Per questo mi fermo, ormai rassegnato! Osservo il punto in cui è scomparsa mentre i miei battiti tornano regolari e la mia testa si libera dall'annebbiamento causato dall'illusione. Ho creduto per un attimo che potesse essere lei e questo è bastato a mandarmi in tilt. Sono stato uno stupido! Mettermi a inseguire una donna su una spiaggia deserta di primo mattino è da idioti! Quella poverina deve essersi terrorizzata. Che cosa mi è saltato in mente? E com'è possibile che dopo sei anni io sia ancora in questo stato pietoso? Arrivare a immaginarmela, a scambiarla per un'altra, è da malato mentale! Ed io mi rifiuto di impazzire. Non posso permettermelo!
Torno a casa combattendo contro le sue immagini che la mia mente continua a evocare. Ripenso a tutte le sue prime volte, quelle che ha avuto con me per lo meno, e mi chiedo quanti altri ci saranno stati nel suo letto in questi anni e quanti nel suo cuore. Mi ritrovo a trattenermi dall'impulso di spaccare tutto mentre fotogrammi della nostra vita insieme invadono la mia mente. Cazzo quanto fa male! Soffro come il primo giorno, come quella maledetta notte quando il sangue di Domenico ha annegato il nostro amore. Da allora fino ad oggi non c'è stato istante in cui io non abbia rimpianto le mie scelte.
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Il Prezzo Della Vendetta
RomanceGiada è sempre stata felice, ha vissuto in un posto incantato come la principessa di una favola. Amata, ammirata, protetta, non si è mai guardata attorno come avrebbe dovuto, fin quando quello stesso mondo che gli aveva dato tutto non si è preso una...
