capitolo 16

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Raul

20 giugno 2011

A volte non basta che un pericolo sia scampato per ritornare a respirare con regolarità. Non è sufficiente aver assistito con i propri occhi alla conclusione positiva di una vicenda per smettere di avere paura, non quando sarebbe bastato un millesimo di secondo di ritardo per perdere tutto.

Sono arrabbiato! Con me stesso, con Giada, con il mondo intero. E lo ero anche l'altra notte! E dato che non riuscivo a calmarmi, dopo aver aiutato i ragazzi a raggiungere la casa di Ester, me ne sono tornato sul Blue Star e non sono ancora sceso.

Con il suo gesto avventato quella ragazzina ha rischiato di rovinare tutti noi: suo fratello portandolo giù con sé, il mio che non si sarebbe mai più ripreso dopo averli visti cadere da lì, e sua nonna che abita proprio sulla collinetta che sovrasta quel maledetto scoglio e che ad esso è collegata da appena quaranta scalini. Avrebbe distrutto i suoi genitori portandogli via due figli in un colpo solo; la mia famiglia; e me, che preferirei vederla all'altare cento volte e non in un'altra situazione simile a quella vissuta l'altra notte. Lei però non ci ha pensato a noi, è stata egoista, immatura, e per la prima volta nei suoi diciotto anni si è dimostrata incapace di comprendere la gravita delle azioni commesse. Immagino fosse disperata, ma sono certo che se non avesse bevuto come ha fatto, non ci saremmo ritrovati nella stessa situazione.

Non avrei mai pensato di dover ringraziare Dio per la presenza di Ferraro, ma se non fosse arrivato lui, non so se Davide ed io saremmo riusciti a tirarli su. Non riesco a togliermi la scena dagli occhi, la rivedo come se fosse in loop e fa un male cane. Inoltre, alimenta la mia rabbia e il mio dolore per tutta questa storia.

So che dovrei andarla a trovare, che provare a parlarci potrebbe aiutarmi a capire, ma non sono certo di riuscire a dominarmi, anzi, sono sicuro che finirei per urlarle in faccia.

Non mi sono spostato dal posto in cui avevo ancorato la barca la notte del suo compleanno, ogni tanto alzo lo sguardo e provo a vedere se riesco a scorgerla da lontano. Con il cannocchiale si vede bene la casa di Ester, ed è lì che lei si è rifugiata, coccolata da sua nonna che in lacrime quella notte ci ha medicati tutti e tre. Ha anche abbracciato Valerio, ringraziandolo per l'aiuto che ci aveva dato; confondendomi con il suo gesto e la sua gentilezza per quel ragazzo che era comunque il responsabile di tutto. Anche per questo me ne sono andato, l'ambiguità dell'intera situazione era insopportabile tanto quanto il silenzio ostinato di Giada. Ester mi ha seguito provando a farmi cambiare idea, ha fatto leva sul bisogno che i miei amici avevano di me, ma ancora una volta ho preferito andare via perché a differenza sua sapevo che Domenico e Davide avevano solo bisogno di rimettere ordine nella loro testa e questo preferivano farlo da soli, proprio come me.

Il mio migliore amico è conciato male, per non far strisciare Giada sugli scogli mentre li tiravamo su, si è scorticato la schiena e ha una spalla dolorante per la fatica fatta nel sorreggerla. Lei ha delle ferite lievi, come me che a parte qualche graffio più profondo, non ho nulla, ma le cicatrici che questa storia ci ha lasciato sono incise sulle nostre anime e non sui nostri corpi, lì dove nessuna medicina può guarirle.

Mancano pochi minuti alle quattro del pomeriggio, tra poco Dom e Davide mi raggiungeranno, mi hanno chiesto di vederci lontano da casa di Ester per parlare e io li ho invitati qui. Mi sento al sicuro a bordo del caicco, è strano come quello che è successo su questa vecchia barca l'abbia resa preziosa per me. È quasi come la casa in cui sono cresciuto, o il nascondiglio di quando ero bambino; un pezzo di mondo in cui rintanarmi quando tutto fa paura, il mio rifugio.

Non so cosa vogliono dirmi, ho perfino paura a scoprirlo, ma non mi sono mai tirato indietro davanti a nulla prima di Giada e devo tornare a essere quel Raul; quello che affronta la vita di petto, con coraggio. Lei mi rende debole, l'amore lo fa! Nonostante tutto però, non mi pento di niente, non di averla amata, né di essermi dichiarato. Non di aver comprato questo caicco né di aver disertato la festa per il suo compleanno. Sono certo che anche con la mia presenza lei sarebbe finita sempre su quello scoglio, pronta a spezzare la sua vita e la mia.

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