Capitolo 42

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Giada

Diego esce dal bagno come una furia, con il suo beauty case in mano si precipita giù per le scale ed io lo seguo. Mette nel borsone le ultime cose e si volta a guardarmi. Immagino si aspetti che gli dica qualcosa, che mi rimangi le mie parole, ma non sono stata io la bugiarda tra i due. Irritato dal mio silenzio fa un profondo respiro e si avvicina, allunga una mano per farmi una carezza e istintivamente mi allontano prima che riesca a toccarmi.

"Non posso crederci... siamo già al punto in cui non vuoi essere neanche sfiorata?" Domanda incredulo.

"Mi dispiace, sai che ho un brutto rapporto con le bugie e le omissioni, non riesco a far finta di nulla." Mi allontano dalla ringhiera della scala che negli ultimi istanti mi ha fatto da sostegno e frappongo il divano tra me e lui.

"Come sempre non concedi attenuanti, vero?" Mormora astioso raggiungendo la porta d'ingresso.

"Conoscendomi avresti dovuto prevederlo." Gli faccio notare sempre con tono privo d'inflessione perché non voglio che capisca l'inferno che ho dentro.

"Non voglio perderti Giada, non dopo tutto quello che ho dovuto fare per averti." Non aspetta una mia risposta, va via lasciando l'uscio aperto, proprio per sottolineare le sue ultime parole.

Ed io aspetto giusto il tempo che la sua auto oltrepassi il cancello prima di gettarmi a capofitto tra i file che gli ho sottratto.

Senza sosta, per tutto la mattina e per gran parte del pomeriggio, spulcio foto, messaggi, video, e mail, ma sia il computer sia il telefono principale sono puliti. Ho lasciato per ultimi i file relativi al cellulare nascosto perché una parte di me aveva bisogno di prepararsi al peggio. E adesso, anche se non sono pronta, non posso più rimandare. Ho poco più di un'ora di tempo prima che Valerio passi a prendermi per andare da Andrea, e devo ancora cambiarmi, ma decido ugualmente di dare un'occhiata ai messaggi in entrata. C'è un numero di telefono ricorrente, ed è proprio quello che lo stava chiamando quando era sotto la doccia. Nei messaggi indica date, orari, e luoghi, di quelli che sicuramente saranno incontri, ma purtroppo tutti gli appuntamenti sono già avvenuti. Non ho l'autorità per richiedere un'intercettazione telefonica, ma posso provare ad aggirare i canali ufficiali. Durante l'addestramento ho scontato qualche ora di punizione proprio nell'ufficio che si occupava di monitorare le chiamate delle persone sotto controllo e oltre alla trafila legale, ho imparato anche quella non autorizzata. Purtroppo è una procedura che richiede molto tempo, cosa che adesso non ho. Per questo spengo il PC e vado a prepararmi per la cena con il mio nipotino.

Valerio passa a prendermi puntuale, è teso e nervoso, trascorre tutto il viaggio al telefono per risolvere un problema con un carico che nella nottata dovrebbe giungere in porto

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Valerio passa a prendermi puntuale, è teso e nervoso, trascorre tutto il viaggio al telefono per risolvere un problema con un carico che nella nottata dovrebbe giungere in porto. Riattacca solo dopo aver spento l'auto e da quel momento in poi indossa i panni del perfetto zio. Andrea si mostra subito felice per la nostra visita e monopolizza l'attenzione per tutta la serata. Quando ci mettiamo a tavola per la cena, mi stupisce chiedendo alla madre il perché dell'assenza di Raul, e Tiziana, dopo avergli risposto che lo zio aveva un impegno di lavoro, mi spiega che una volta a settimana cenano tutti insieme. Mi volto a guardare Valerio, sorpresa da questa rivelazione, e lui intuendo le mie perplessità mi spiega che il loro rapporto è cambiato. " Non siamo più cane e gatto, adesso c'è più di un motivo per collaborare e fidarci l'un l'altro." Dice indicando il bambino e i suoi genitori. " Perdere Domenico ci ha dimostrato che da soli non si è mai al sicuro, si ha sempre bisogno della famiglia pronta a guardarti le spalle." Continua poi mentre io guardo Davide annuire per farmi capire che anche lui la pensa così, ma mi piacerebbe conoscere l'opinione di Raul. Mi risulta difficile pensare a lui che collabora con Valerio, anche prima di sapere che avrei dovuto sposarlo lo ha sempre detestato.

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