capitolo 23

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Giada

27 giugno 2011

È passata una settimana dal mio incontro con Valerio e dalla ritrovata libertà. È stato strano dopo tanto tempo rimettere piede fuori di casa, soprattutto considerando che in un certo senso non mi sento più la stessa persona che ero prima. Adesso, quando qualcuno mi guarda, non posso fare a meno di chiedermi se sa chi sono realmente e di farmi decine di pippe mentali. Comunque, certa che logorarsi nell'opinione altrui non risolverà i miei problemi, dopo le prime uscite mi sono imposta di non farci molto caso e mi sono dedicata a Davide. Siamo andati al mare, a fare trekking nei boschi, e a risistemare il garage in cui lui e i ragazzi suonano. È stato scioccante per me vedere il modo in cui lo aveva ridotto; la sera dei provini per il talent show, dopo essersi presentato ubriaco alle registrazioni, è andato lì e ha spaccato tutto. I nostri amici non sono riusciti a fermarlo e mi ha raccontato che quando il mattino seguente si è svegliato nella sua stessa devastazione si è sentito morire. Ha deciso di farsi prestare dei soldi dal padre per riacquistare gli strumenti per gli altri, ma che non suonerà più. Dice che non ha senso farlo, visto che la famiglia ha altri piani in serbo per lui. Abbiamo parlato anche di questo, della paura che gli fa l'idea di dover gestire gli affari paterni, e purtroppo non ho potuto tranquillizzarlo in quanto, a parte ciò che mi ha detto Valerio, io non so davvero nulla di quello che Sebastiano fa, né di quello che si aspetta da Davide. Nonostante le nostre impegnative chiacchierate, mi è sembrato più tranquillo e questo mi fa ben sperare. Oggi non ci siamo ancora visti, mi ha detto che doveva incontrare i ragazzi per andare a scegliere gli strumenti nuovi ed io ho declinato il suo invito a seguirli quando ho saputo che Teresa sarebbe rimasta a casa. In questa settimana ho provato a chiamarla, a cercarla, ma lei è stata molto abile a evitarmi. Immaginavo si sarebbe arrabbiata per il modo in cui sono sparita dalla circolazione, ma Davide mi ha assicurato di averle spiegato che ero in punizione. Comunque sia, visto che non sono ancora disposta a rinunciare a lei, ho recuperato il mio scooter rimasto a casa dei miei, e da circa un'ora aspetto seduta sul muretto di fronte al suo palazzo che lei rientri, con i rumori del mare che mi fanno compagnia da oltre la strada. Lo sciabordio delle piccole onde sotto il pontile di legno che conduce al molo, i versi dei gabbiani, e i bambini che giocano sereni, sono lo sfondo perfetto per questo assolato pomeriggio di fine giugno. Sono riuscita a uscire da casa senza secondini al seguito e la sensazione di libertà che provo in questo istante non ha prezzo, anche se tutti i discorsi che Valerio mi ha fatto, mi spingono a guardarmi attorno più spesso di quanto vorrei. Non ho paura, ma non sono neanche tranquilla.

Quando Teresa torna a casa in tenuta da mare, sono già le diciotto. La mia amica, dopo avermi notata, si ferma sul marciapiede a pochi passi da me e l'ostilità che mi mostra mi spiazza.

"Cosa ci fai qui?" Mi domanda arrabbiata.

"Sono venuta a cercare te, mi sembra ovvio!"

"Ora che mi hai trovata te ne puoi andare!" Mi oltrepassa ed io la afferro per un braccio facendola fermare.

"Che ti prende?" Domando confusa dalla sua reazione.

"Mi prende che tra te e quell'altro matto di Davide avete mandato tutto a puttane, ecco cosa mi prende! Quell'idiota non fa che bere e sniffare, tu sparisci senza lasciare tracce, e ... io ... merda ..." Sembra non riuscire a trovare le parole ed io la incito con un gesto della mano. " Non so cosa diavolo è successo durante la vostra vacanza, ma una cosa è certa, il suo stato pietoso ha a che fare con te e se tanto mi dà tanto la tua punizione non è casuale. Cosa avete combinato, Giada?"

"Assolutamente nulla! Io sono finita in punizione per aver cantato in pubblico e sono venuta a sapere dei problemi di Davide solo una settimana fa, quindi non so quale film tu ti sia fatta, ma credimi Teresa non è colpa mia se lui sta male."

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