Giada
Non faccio in tempo a varcare la porta che il suono del mio telefono mi blocca. Il nome di mia madre lampeggia nel display e le mie sopracciglia s'inarcano per la sorpresa.
"Mamma... dimmi?" Le rispondo titubante mentre Raul si avvicina per ascoltare la nostra telefonata.
"Tesoro, stai bene? Ci hanno detto che c'è stata una sparatoria lì da te." Il suo tono preoccupato mi porta a rassicurarla subito sulle mie condizioni.
"È tutto a posto, stai tranquilla. Sai come vanno queste cose, no?" Mi mantengo vaga, non so fino a che punto lei sia al corrente dei fatti.
"Giada, tuo padre sta venendo lì, non ha voluto portarmi con sé, ti supplico stai attenta a ciò che fai."
Mi volto a guardare Raul, e dal suo sguardo schifato comprendo che gli stessi pensieri che stanno attraversando la mia mente popolano la sua. Che razza di significato ha l'avvertimento di mia madre? E cosa sa mio padre della sparatoria? Quando Armando ci ha detto che il suo uomo era stato messo fuori combattimento ho dato per scontato che papà fosse all'oscuro dell'agguato e che i Garritano avessero agito a sua insaputa, ma adesso no ne sono più certa.
"Non capisco cosa intendi mamma?" Le domando per farla sbilanciare.
"Niente tesoro, so come sei fatta e quando sei sotto stress la tua indole polemica prende il sopravvento, cerca di restare calma. Tuo padre non è tuo nemico e qualsiasi cosa sia successa in passato, fidati di me, ha una spiegazione valida."
E questo, cosa vorrebbe dire? Lei sa? E se sì, perché lo giustifica? Il suono del campanello interrompe le mie riflessioni, saluto mia madre e incontro lo sguardo scettico di Raul.
"Tua madre sa tutto, il suo era un avvertimento. Andiamocene, adesso!"
Scuoto la testa e mi avvicino a lui, alzandomi sulle punte dei piedi lo bacio con tutto l'ardore che ho. Mi spingo contro il suo corpo e lo faccio indietreggiare, quando è al di là dell'uscio di casa mi stacco leggermente. "Non deve vederti qui, è importante che lui non sappia che ci siamo riavvicinati. Perdonami per quello che ho fatto e per ciò che farò adesso." Con tutta la forza che ho, lo spingo e lui cade a terra mentre io rientro nel tunnel e chiudo la porta. Corro verso l'interno della casa ignorando i suoi pugni contro il portone blindato, facendo finta di non sentire la morsa che mi stringe il petto. È arrivato il momento di chiudere la partita. Attivo le telecamere interne alla villa e accolgo il mio ospite.
"Papà, che ci fai qui?" Il mio giardino è sgombro, gli agenti della DIA se ne sono andati, ma dubito che Bernardi non abbia lasciato nessuno di guardia. Per sicurezza faccio partire una chiamata verso il cellulare del direttore sperando che intuisca in che situazione mi trovo.
"Sono venuto a vedere come stai? Abbiamo saputo che i Garritano sono stati qui!" Inespressivo, ecco come appare ai miei occhi. Non c'è apprensione nel suo tono, né preoccupazione.
"Sto bene!" Gli dico facendogli cenno di entrare in casa.
"Cosa volevano da te, ti hanno detto qualcosa? E perché hai chiamato la polizia e non me?" Comincio ad intuire il motivo della sua visita, sta sondando il terreno.
"Sarà stato qualche passante a chiamare gli sbirri, io avevo tutto sotto controllo. Sai che sono brava con questa." Sfilo la pistola dalla fondina e gliela mostro, le sue spalle s'irrigidiscono e la sua mascella ha un guizzo che non riesce a nascondermi. Ed io sono felice che lui abbia capito che non è il solo a giocare.
"Hai colpito dieci uomini, Giada, come giustificherai questa cosa con la polizia, e perché non ti hanno portata con loro?" Le sue sono false domande, in realtà mi sta comunicando che sa che faccio parte della DIA. Lo intuisco dal suo sguardo duro, severo come quando mi rimproverava da piccola.
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Il Prezzo Della Vendetta
Любовные романыGiada è sempre stata felice, ha vissuto in un posto incantato come la principessa di una favola. Amata, ammirata, protetta, non si è mai guardata attorno come avrebbe dovuto, fin quando quello stesso mondo che gli aveva dato tutto non si è preso una...
