Giada
"Mohamed, vieni fuori, fatti vedere!" Il tono del mio futuro marito non è per nulla cordiale e l'espressione nel volto dell'uomo che ho davanti è altrettanto battagliera. Un terzo individuo ci raggiunge nella stanza, che improvvisamente è diventata troppo stretta, e informa il suo capo che Valerio non è da solo: ha con lui una dozzina di uomini e il fratello del ragazzo. Ci metto un secondo a capire che sta parlando di Raul e la preoccupazione per la sua incolumità si aggiunge all'ansia per la sorte di Davide. Mohamed mi guarda e avvicinandosi mi fa indietreggiare fino a sbattere con le spalle al muro. "Sanno che sei qui?" Chiede puntando i suoi occhi rabbiosi nei miei. La verità esce dalla mia bocca prima che il mio cervello possa realizzare che mentire sarebbe stato meglio, mi ascolto dire "No" e maledico la mia stupidità.
"Portala via Sadir, consegno loro il ragazzo e ti raggiungo da Hassan." Vorrei oppormi, gridare e chiedere aiuto, ma sono paralizzata dalla paura. Mi sento come se la mia mente avesse smesso di funzionare, sento e vedo tutto ciò che mi circonda, comprendo anche la pericolosità della situazione, ma non riesco a pensare! Cerco di riscuotermi mentre cammino a fatica davanti al mio secondino che mi spinge senza nessuna gentilezza, ordino ai miei neuroni di riattivarsi e di riflettere, ma dall'angolino buio in cui sono andati a nascondersi, non giunge nessun segnale. Ho le mani e le ginocchia che bruciano da impazzire a causa dei tagli che mi sono fatta cadendo, e il sudore e lo sporco che solleviamo camminando non aiutano per niente. Il ragazzo armadio continua a trascinarmi da uno stanzone all'altro intimandomi di non fare rumore e intanto da lontano ci giungono le voci concitate di Valerio e gli altri. Non capisco cosa si dicono, ma il tono non promette bene! Non so come andrà a finire, però di una cosa sono certa, se dovessero avere la peggio, non sarà per niente piacevole rivedere Mohamed! Devo trovare un modo per scappare e per liberarmi di Sadir. Comincio a guardarmi intorno in cerca di qualcosa da usare come arma e nel frattempo provo a convincere me stessa che posso farcela, lotto con mio fratello e Davide da quando ero una bambina e qualche colpo buono ogni tanto sono riuscita a sferrarlo. Evito di ricordare che quelle con i ragazzi erano lotte all'ultimo solletico e ripenso alle poche mosse di autodifesa che mi hanno insegnato in caso qualche idiota mi avesse importunato, forse potrei usare quelle... o forse sto solo farneticando. Quando avvisto una spranga di ferro, un po' di speranza riaffiora nel mio cuore, fingo di inciampare e mi lascio cadere a terra, Sadir molla la presa per non fare la mia stessa fine e con tutta la rapidità di cui sono capace, lo colpisco. Lui si protegge con le braccia e impreca nella sua lingua madre. Cerca di togliermi la mia arma improvvisata dalle mani, lottiamo, e mentre siamo impegnati in un tira e molla che sicuramente mi vedrà sconfitta, la voce di Raul immobilizza il mio aggressore.
"Lasciala andare o ti faccio saltare la testa." Mi volto a guardarlo e mi sembra di non riconoscerlo. Il suo volto è una maschera di rabbia e determinazione, avanza e fissa Sadir senza battere ciglio tenendo l'arma che ha in pugno puntata contro di lui. Nessun tentennamento, nessuna incertezza, neanche quando Valerio ci raggiunge impugnando un'altra pistola e con un'espressione in volto molto simile alla sua.
"Sadir, amico mio, non lo sai che le cose degli altri non si toccano?" Gli chiede l'ultimo arrivato guardandolo in modo truce.
"E da quando la figlia di Ricciardi è una cosa tua?" Chiede il mio carceriere rinsaldando la presa attorno al mio polso e tirandomi a sé con lo scopo di usarmi come scudo.
Per un solo istante, mentre Valerio risponde, mi volto a guardare Raul e lo trovo ancora più vicino, il braccio nella medesima posizione e i lineamenti del volto sempre tesi e concentrati. È impercettibile il movimento della sua mano quando carica il corpo in canna e lieve la presa sul grilletto, non lo avevo mai visto così ed è inevitabile chiedermi fino a che punto si spingerà.
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Il Prezzo Della Vendetta
RomansaGiada è sempre stata felice, ha vissuto in un posto incantato come la principessa di una favola. Amata, ammirata, protetta, non si è mai guardata attorno come avrebbe dovuto, fin quando quello stesso mondo che gli aveva dato tutto non si è preso una...
