Giada
22 aprile 2012
Un forte rumore di vetri che s'infrangono interrompe il mio sonno, istintivamente guardo fuori dalla finestra prima di alzarmi e noto che è ancora l'aurora. Disorientata raggiungo il piano inferiore e l'espressione atterrita di mia nonna mi fa tremare le ginocchia. La raggiungo evitando di tagliarmi con i cocci sul pavimento e la scuoto leggermente per farle alzare il volto. I suoi occhi sono pieni di lacrime e l'espressione addolorata del suo viso fa scattare tutti i miei campanelli di allarme. "Che succede nonna?" Scuote la testa e si asciuga le guance mentre la faccio sedere su una sedia. "Non ricominciare con le tue scene mute, dimmi cos'hai visto stavolta, per favore?" Sono certa che abbia avuto una delle sue visioni, premonizioni, sensazioni, o quello che diavolo sono e dopo l'ultima volta voglio essere pronta ad affrontare ogni eventuale disastro.
"Non lo so tesoro... c'era tanto sangue e dolore... disperazione."
Nonna si strofina la faccia con le mani e sembra così fragile e spaventata da terrorizzare anche me. Cerco comunque di tranquillizzarla, anche se un senso di panico silenzioso e strisciante ha già preso possesso della mia mente. "Nonna è normale che la tua psiche ti faccia questi strani scherzi, sono successe troppe cose brutte negli ultimi mesi, vedrai che stavolta è solo stress e che non accadrà nulla."
"Vorrei tanto che tu avessi ragione piccola mia." Mi accarezza il volto con una mano mentre l'altra raccoglie le lacrime che continuano a scorrere sul suo viso.
"Fidati di me, andrà tutto bene!" La abbraccio e resto con lei proponendole di organizzare un pranzo domenicale per la nostra famiglia e i Mancuso. Dopo qualche protesta riesco a convincerla dicendole che così ci avrà tutti sott'occhio per gran parte della giornata e ottenuto il suo consenso, avviso gli altri. Cuciniamo fianco a fianco tutta la mattinata e gli altri ci raggiungono poco prima mezzogiorno. Racconto solo a mamma del nuovo allarme gatto nero ed esattamente come me, si rabbuia immediatamente. Fortunatamente durante il pranzo Domenico, Raul e Davide diventano argomento di conversazione e distrazione per tutti visto lo stato pietoso in cui si trovano. I primi due a causa degli esami che stanno preparando e l'ultimo per colpa della notte in bianco passata dopo un'abbuffata di cibo spazzatura. Per un attimo anch'io dimentico lo stato di allerta in cui siamo e mi lascio andare a risate di cuore che sanno di un passato ormai troppo lontano. Eravamo felici una volta, tutto sembrava perfetto, ed io credevo davvero al lieto fine. Adesso so per certo che la vita è un percorso in salita disseminato di ostacoli che raramente ti regala istanti di felicità e proprio per questo, se hai la fortuna di viverne uno come noi adesso, devi godertelo fino in fondo.
Restiamo insieme tutto il giorno, ceniamo intorno alle diciannove con gli avanzi e verso le ventuno ci salutiamo. Rimaste sole, nonna si ritira in camera sua e dalla mia la sento chiaramente intonare il Rosario. Non so se prega per lo scampato pericolo o perché è ancora in ansia, ma sentirglielo fare risveglia i timori momentaneamente accantonati.
Il cellulare che suona mi riscuote dai miei pensieri, e il nome di Valerio che lampeggia sullo schermo mai come adesso mi sembra un cattivo auspicio.
"Dobbiamo vederci, adesso!" Ordina non appena rispondo saltando come sempre i convenevoli.
"Ci vediamo al piccolo molo, ok?" Non chiedo neanche cosa vuole, so per certo che non sono buone notizie.
"Tra cinque minuti!" Riattacca senza darmi il tempo di rispondere ed io chiamo Raul per avvisarlo mentre mi infilo le scarpe.
"Ciao, volevo dirti che Valerio mi ha chiesto di vederci, gli ho dato appuntamento al piccolo molo tra cinque minuti."
"Non potevi rimandare a domani, è tardi piccola e in giro non c'è nessuno, non mi piace questa storia. Ti ha detto che vuole?"
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Il Prezzo Della Vendetta
RomanceGiada è sempre stata felice, ha vissuto in un posto incantato come la principessa di una favola. Amata, ammirata, protetta, non si è mai guardata attorno come avrebbe dovuto, fin quando quello stesso mondo che gli aveva dato tutto non si è preso una...
