capitolo 21

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Giada

20 giugno 2011

Valerio poggia la sua fronte sulla mia e chiude gli occhi. Il suo respiro è affannoso ed è visibilmente scosso; per questo, nonostante non mi senta a mio agio standogli così vicina, cerco di non allontanarmi da lui in maniera brusca. Non so come interpretare la sua reazione, ma non sono disposta a concedermi il lusso di comprenderla in questa posizione; sono più che certa di aver bisogno di recuperare il mio spazio personale. Mi serve una scusa e la necessità di avere altre informazioni mi dà un ottimo spunto per spingerlo a ritrarsi. "Valerio..." Richiamo la sua attenzione e aspetto che si riscuota dall'apparente trance. "Ti va di spiegarmi in cosa consistono gli affari della nostra famiglia?" Mi lascia andare ed espira rumorosamente, i suoi occhi mi scrutano con attenzione prima di parlare, ma poi si distolgono dalla mia figura e si puntano verso il mare.

"Non hai ricevuto abbastanza informazioni per oggi?" Domanda massaggiandosi la nuca con un tono serio ma pacato.

"C'è tanto ancora da sapere!" Incurvo le spalle e mi mostro rassegnata all'inevitabile. A questo punto è meglio scoprire ogni cosa.

"Come vuoi..." Sospira sconfitto e dopo qualche minuto di silenzio inizia a parlare: " La mafia non è più quella di una volta, credo che questo ti sia chiaro. In qualche modo si è evoluta restando fedele a se stessa, ha trovato altri modi di fare soldi, nuovi canali per ottenere ciò che vuole, e collaboratori insospettabili che ci facilitano le cose. Di base c'è sempre la gerarchia: un capo famiglia che nel nostro caso è mio padre; due vice, Pietro e Sebastiano; un consigliere Don Armando Carrisi; dei capodecina che fanno da tramite tra i capi e i picciotti; i soldati e gli avvicinati. Ognuno ha un compito, ma tutto passa al vaglio delle nostre tre famiglie. Mio padre si occupa del traffico di armi, della droga, e del racket. Tuo padre gestisce la parte economica: gare d'appalto, investimenti nazionali ed esteri, acquisizioni, riciclaggio e roba del genere. Sebastiano invece segue l'andamento dell'economia Diamantina, lui si accerta che i conti della città siano perfetti ed ha sempre superato immacolato i controlli della finanza; è il migliore nel trasferire capitali all'estero, e si occupa inoltre del traffico di escort. Carrisi tiene i contatti con le altre famiglie insieme a me. I soldati eseguono gli ordini e gli avvicinati sono collaboratori esterni: politici, poliziotti, finanzieri, banchieri, tutta gente che si vende per un po' di contanti. Tutto ruota intorno al potere che il denaro dà, più soldi facciamo più il nostro giro d'affari si ingrandisce. Mio padre ha voluto espandersi anche territorialmente, delle nove province Siciliane ne controlliamo due e stiamo pian piano invadendo la terza, ma questo ci crea parecchi nemici." Riprende fiato per un solo istante e mi dà modo di osservarlo. È evidente, dal modo in cui parla, che quella del mafioso è l'unica vita che conosce. Esattamente come il padre la sera del mio compleanno non è per nulla turbato da ciò che mi sta dicendo, a differenza mia che ascolto con sempre più fatica. " Le altre famiglie non vedono di buon occhio le mire espansionistiche di mio padre e tollerano a stento i suoi metodi poco ortodossi. Subiamo spesso attacchi dagli altri padrini, ma finora abbiamo avuto la meglio..." Si volta a guardarmi e credo abbia letto il disgusto che traspare dal mio viso. Droga, armi, prostituzione, sono questi i traffici che hanno pagato la mia casa, le auto, e tutti i beni della mia famiglia. Quanto sono stata stupida a non capire prima? Era logico che tutto il lusso che mi ha sempre circondato non potesse avere origine da un lavoro onesto! Persa nei miei pensieri guardo Valerio senza vederlo realmente, poiché la mia mente sta comprendendo che tutto ciò che possiedo è frutto del dolore e della sofferenza altrui.

"Credo che per oggi possa bastare!" Esclama lui dopo qualche minuto di silenzio. "Vieni ti accompagno in casa." Aggiunge porgendomi la mano, ma mi rifiuto di prenderla e anche di mostrargli quanto le sue rivelazioni hanno ferito la mia anima.

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