Raul
22 Agosto 2011
Sono passate otto settimane da quando Domenico ha portato via Giada e Davide, e da allora nessuno in famiglia ha avuto un attimo di respiro. Il mio amico è tornato a casa quattro giorni dopo aver consegnato i ragazzi allo zio Carmelo e, anche lui come me, si è messo a disposizione dei nostri padri per aiutarli a cercare Hassan. Quest'uomo, assai più pericoloso del fratello, ha fatto perdere le sue tracce, si è come volatilizzato, e questo rende tutti molto nervosi. Sappiamo, grazie alla cattura di uno dei suoi fedelissimi, che aspetta il momento giusto per attuare la sua vendetta e che nel suo mirino non ci sono solo Giada e Davide, ma anche noi. Giustamente, vuole vendicare la morte del fratello e di quegli uomini che erano la sua famiglia surrogata, ma purtroppo per lui nessuno di noi ha intenzione di dargli questa possibilità.
La cosa peggiore di questa caccia all'uomo sono gli appostamenti, ci siamo combinati come gli sbirri, nascosti negli anfratti in attesa di cogliere i criminali sul fatto, con la sola differenza che noi non possiamo definirci "il braccio duro della legge", ma esattamente il contrario.
Stasera, come nelle altre notti passate in auto a fissare l'entrata del magazzino diroccato di turno, ho avuto modo di ripensare agli ultimi momenti trascorsi con Giada e neanche in quest'occasione, sono riuscito a sfuggire al tornado di emozioni che rivivere quel giorno scatena. Ripenso in continuazione alla paura che ho avuto quando Teresa mi ha chiamato; alla fatica che ho fatto per restare lucido e capire come muovermi; all'ira che mi ha travolto quando ho visto Sadir strattonare Giada e usarla come scudo; al lampo di delusione che è apparso nei suoi occhi dopo che ho nominato Arianna; al modo in cui tenendo lo sguardo basso è uscita dal salone di casa mia senza neppure farmi un cenno; e alle conclusioni che la sua insicurezza le ha fatto sicuramente trarre su tutta questa storia. Mille volte ho pensato di afferrare il telefono e scriverle un messaggio in cui spiegarle che per me Arianna è solo un alibi, una copertura di cui mi sto servendo per restare al di sopra di ogni sospetto, ma poi mi metto nei suoi panni e capisco che sapere queste cose non la farebbe sentire meglio. Ho litigato con Domenico per questa storia per settimane intere, l'ho accusato di avermi deliberatamente costretto a ferirla, e lui ha difeso strenuamente la sua scelta, convinto di aver agito per il bene della sorella. Non mi stupisce che non sia riuscito a mettersi nei miei panni, lui non è mai stato innamorato, non ha mai provato la bruciante sensazione di dover rinunciare a ciò che di più caro ha al mondo, non è mai stato costretto a vedere un altro al suo posto, né può capire quanto mi faccia soffrire l'idea che tra Giada e Valerio possa nascere un sentimento reale. Vorrei tanto che potesse vedere con i miei occhi e sentire con il mio cuore poiché solo allora, forse, comprenderebbe il mio tormento, la fatica che faccio per continuare a comportarmi come gli altri si aspettano da me, e l'amore incondizionato che provo per quel piccolo terremoto che ha il suo stesso sangue. Si sa però che, molto spesso, anche chi ci conosce a fondo non è capace di comprendere le nostre azioni.
Infatti, anche con mio fratello è andata male. In queste settimane di lontananza l'ho sentito spesso, ma non appena mi sono azzardato a chiedergli dell'amica, mi ha minacciato di non rispondermi più al telefono se l'avessi nominata ancora. Le sue parole sono state dure quanto quelle di Domenico e le rammento ancora con chiarezza: "Non hai il diritto di chiedermi come sta, tra tutti noi tu sei stato quello che l'ha ferita di più. Eri l'unico che poteva aiutarla, ma il tuo orgoglio di merda ti ha fatto rifiutare l'offerta di Ferraro e adesso che ti piaccia o no c'è sempre lui accanto a lei. Sei mio fratello e ti voglio bene, ma pretendo che mi lasci fuori dal casino che hai combinato, io non ti chiederò di Arianna e tu di Giada, altrimenti non ti rispondo più." Naturalmente gli ho promesso che non avrei più fatto domande, ma ho aggirato l'ostacolo rivolgendomi a Rosy, la figlioccia di zio Carmelo che vive con lui e la moglie Rosaria da quando i suoi genitori sono stati uccisi in un agguato di mafia. Io e la ragazza ci conosciamo da qualche tempo, ha un anno in più di Giada e Davide e spesso durante l'inverno scorso, per permetterle di seguire i suoi corsi Universitari, Domenico ed io l'abbiamo ospitata a casa nostra a Palermo. Purtroppo però da quando mio fratello è riuscito a conquistare il cuore della mia informatrice, gli aggiornamenti non sono più frequenti. Immagino che lei preferisca stare con Davide piuttosto che tampinare Giada, e devo anche essere felice di questo, perché la loro storia ha restituito al mio fratellino nuova linfa vitale.
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Il Prezzo Della Vendetta
RomanceGiada è sempre stata felice, ha vissuto in un posto incantato come la principessa di una favola. Amata, ammirata, protetta, non si è mai guardata attorno come avrebbe dovuto, fin quando quello stesso mondo che gli aveva dato tutto non si è preso una...
