Giada
Mi lascio Raul alle spalle e corro nella sala monitor, ho bisogno di cancellare i messaggi inviati ai miei colleghi in modo da eliminare ogni prova del suo coinvolgimento nella sparatoria. Mentre lo baciavo, ho sfilato dalle sue mani la pistola che gli avevo dato. La ripulirò e sosterrò la tesi che, spostandomi da una parte all'altra del tetto, ho colpito io tutti gli uomini di Ivan. Non voglio che sia coinvolto anche in quest'altra faccenda.
Impiego circa dieci minuti per sistemare la situazione usando un programma di messaggistica che mi permette di modificare il testo degli SMS inviati e raggiungo gli altri nel giardino.
*-*§*-*
Miranda Lentini, ispettrice capo della Polizia di Stato, lavora per la DIA da quattro anni. È brava nel suo lavoro, molto, ed è lei a capo della mia squadra di supporto. Non mi sorprendo quando mi si avvicina con il telefono in mano e me lo porge, né quando mi guarda aspettando che lo prenda e le spieghi.
Io però, resto zitta e ferma e le cedo l'onere di rompere il silenzio.
"Ci hai messo poco a salutare il tuo amico, devo ammettere che è molto più attraente di quanto mi aspettassi, peccato per quei quindici anni che ci separano altrimenti ci avrei fatto un pensierino." È palese che voglia provocarmi, ma gli anni passati a fingere sono serviti a prepararmi a queste situazioni.
"Non so a cosa si riferisce." Simulo una faccia sorpresa e lei abbozza un sorriso.
"Non lo sai... così come non sai com'è cambiato il testo del messaggio che mi hai inviato, vero?"
"Mi perdoni, ma credo di non seguirla." Il ruolo dell'innocentina non mi si addice molto, lo capisco dalla sua espressione e so anche che la sua parola vale più della mia, tuttavia ho imparato che a questo gioco vince chi non ha niente da perdere e in questo caso nessuno è più adatto di me.
"Consegnami le armi con cui hai sparato, Ricciardi, entrambe."
Le porgo il mitra che tengo ancora in mano e la pistola su cui ho lasciato le mie impronte dopo aver tolto quelle di Raul. Ho sostituito i caricatori con due vuoti che tenevo in casa per evitare di pulirli e risparmiare tempo. Non sono certa di aver fatto un lavoro impeccabile ma dovevo pur tentare.
"Sai sapevo che sarebbe finita così... chi nasce in questo ambiente difficilmente riesce a scrollarselo di dosso in maniera definitiva. Diego Ferris l'ha dimostrato in questi giorni e tu stanotte. Cancellare le prove della presenza di Mancuso qui è stata una mossa intelligente, anche se a me non servono per sapere che lui era su quel tetto con te, io l'ho visto! Per il futuro ricordati che ti tengo d'occhio e che, tu ed io, abbiamo un conto in sospeso. Odio essere raggirata ragazzina, soprattutto dalla feccia come te."
La osservo andarsene con le mie armi in pugno e mi concedo di respirare di nuovo normalmente. Sapevo che c'era il rischio che avessero usato dei visori notturni, di norma è la prassi, la mia speranza era che fossero a una distanza tale da non riuscire a distinguere i volti delle persone, a questo punto so, di aver preteso troppo.
Osservo i miei colleghi far tutti i rilevamenti del caso, i paramedici caricare sulle ambulanze gli uomini feriti e l'alba di un nuovo giorno sopraggiungere spietata. Sono stanca e vedere il direttore Bernardi che avanza verso di me, prosciuga le mie ultime energie. Lo saluto come da rituale scattando sull'attenti e lui mi fa il cenno di riposo.
"La Lentini era piuttosto arrabbiata per i tuoi giochetti, voleva farti rapporto."
"Dovrebbe farlo se è certa di ciò che ha visto."
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Il Prezzo Della Vendetta
RomansaGiada è sempre stata felice, ha vissuto in un posto incantato come la principessa di una favola. Amata, ammirata, protetta, non si è mai guardata attorno come avrebbe dovuto, fin quando quello stesso mondo che gli aveva dato tutto non si è preso una...
