28- Devo esserne lusingato?

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Ormai è tutta la serata che Hoseok se ne sta seduto sulla sua sedia, facendo finta che tutto vada bene. Muove le gambe nervoso ed è rosso come un peperone, partecipa alle conversazioni, ma in certi momenti fissa, perso, un punto sul tavolo, rimanendo completamente zitto. Ho cercato varie volte di provare con il mio potere, ma non c'è verso di calmarlo o aiutarlo. Molto probabilmente, nel suo DNA si nascondono più geni da licantropo di quanto pensassimo. La luna piena non da problemi ai mutaforma, ma già il modo con cui è stato infettato, comune ai licantropi, doveva farci destare qualche sospetto. Non avendo uno screening dei suoi geni è difficile indovinare certe cose. Provo ad avvicinarmi a lui e mi avverte con lo sguardo di stare indietro, ma lo ignoro spudoratamente. I presenti sono occupati in una discussione, quindi ne approfitto per poggiare, per l'ennesima volta, la mano sulla sua coscia. Può far finta di non aver niente di gonfio in mezzo ai pantaloni, ma io lo vedo e in questo momento sono l'unico a poterlo aiutare. Ho sentito parlare di Licantropi mandati a pascolare lontano dalle proprie compagne per il pericolo di metterle incinte, difatti, è il momento in cui le compagne sono piú fertili e la luna rendendo tutti più attivi, rischia di far fare alla natura il suo decorso molto vivacemente se il tutto non viene controllato. Sapere che anche Hoseok sente quel bisogno mi fa eccitare, non sono la sua compagna in calore. Eh beh, vorrei anche vedere. Però dal comportamento di prima mi ha fatto capire quanto mi voglia. Avvicino le due sedie, poggiando la mano sul suo pacco. Lui sussulta, afferrandomi la mano e stringendola con cattiveria, faccio finta di niente e la muovo sulla povera erezione strozzata nei pantaloni. Socchiude leggermente gli occhi e per un millisecondo non deve combattere contro la sua natura. Però si piega su se stesso, emettendo uno strano verso e scappa fuori. Ho percepito il suo cuore deragliare verso la tachicardia, non regge più nulla .

"Mi sa tanto che io e Hoseok andiamo a casa. Penso sia tornato..."

"A vomitare" Suga conclude la frase per me.

"Capisco, salutamelo, penso che non sia in buone condizioni. Non l'ho mai visto correre cosí veloce" Aggiunge Alvin.

"Già, grazie per la serata." Abbiamo già pagato il conto, quindi non ci sono problemi. Peccato per il cocktail, ho fatto finta di assaggiarlo e lo lasciato a luna. Devo essere sembrata una mammoletta. Saluto nuovamente tutti e Suga mi accompagna verso il mal capitato che ritroviamo dietro al locale a vomitare la poca acqua che ha bevuto, appoggiato ad un albero.

"Che gli succede?" Chiede giustamente, porgendomi la giacca di Hoseok.

"Quella, la luna gli sta rendendo la vita difficile, anche se in realtà non dovrebbe fargli nulla." Indico la grossa e luminosa palla bianca nel cielo dondolandomi sui piedi.

"Il tuo amico è cocciuto, dovevamo andare via prima, ma è voluto restare con voi" Sbuffo, so che Hoseok l'ha fatto in buona fede, ma non può resistere ancora. Suga mi ascolta arricciando il naso per i versi del castano.

"Non penso ci sia altro da vomitare" Gli comunica cercando di sollevargli un braccio, Hoseok grugnisce scostandolo e Suga lo lascia lì. Alzo gli occhi al cielo.

"Porca miseria" Hoseok prova ad alzarsi, ma i conati non lo lasciano vivere. Gli appoggio le mani sulle spalle ignorando i suoi tentativi di allontanarmi. Il suo calore ribolle anche attraverso il tessuto della camicia, sembra un forno.

"Andiamo a casa" Gli annuncio. Deve sfogarsi e lasciarsi andare prima di arrecare danni a se stesso e a gli altri.

"No" Risponde impassibile. Perchè cazzo è cosí testardo?

"Non fare il coglione o ti spedisco con un calcio nel suo stesso vomito" Forse Suga sa essere piú convincente di me, visto che Hoseok si drizza immediatamente in piedi con gli occhi rossi e lucidi. Si asciuga il sudore sulla fronte con la mano e gli passo la giacca per coprirsi il cavallo dei pantaloni. Solo lui sa come resistere a tutte quelle sensazioni.

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