28. One punch

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Qualcosa gracchiò, facendomi corrugare le sopracciglia dal fastidio.
Aprii gli occhi, che si erano incollati per il sonno, e notai di essere ancora nei pressi del Platano Picchiatore.
La neve mi copriva le gambe e i piedi, perciò mi stiracchiai scrollandomela di dosso.
Faceva davvero freddo, come avevo fatto ad addormentarmi durante una nevicata?
Guardai le mie mani e trovai le dita intorpidite e con una malsana sfumatura bluastra.
Qualcosa gracchiò nuovamente.
Sollevai lo sguardo, dunque non me lo ero immaginata...
Davanti a me, su una roccia che sporgeva dal terreno, si ancorava una bellissima ed enorme fenice dalle piume color fuoco.
- Ma cosa....-
Il pennuto girò la testa da un lato, e mi fissò con i suoi inquietanti occhi bianchi.
Avrei dovuto darle da mangiare qualcosa?
Poi improvvisamente, la fenice dispiegò le enormi ali, e davanti ai miei occhi prese fuoco gracchiando.
"Fantastico, la prima volta che vedo una fenice è nel giorno del suo falò" pensai strizzando gli occhi per quella forte luce.
Il fuoco crebbe, e da esso prese forma una figura umana, che mi guardava con un sorrisetto ironico.
-Castiel!- esclamai sorpresa.
-Ti piace il mio nuovo trucchetto? Personalmente penso sia molto d'effetto- disse lui tutto fiero.
Sbattei le palpebre sorpresa, e mi sentii sorridere.
-Dovresti lavorare sul verso, è estremamente fastidioso- sentivo il mio mento tremare mentre parlavo, e anche Castiel lo notò, e venne a sedersi accanto a me.
-Tranquilla non brucio- mi rassicurò lui mettendomi un braccio attorno alle spalle.
Il suo calore mi fece tirare un sospiro di sollievo e mi raggomitolai vicino a lui.
Sembrava avere una temperatura corporea di circa quaranta gradi, e in pochi minuti smisi di tremare.
- Lo sapevi che anche i maghi possono morire di ipotermia?- mi chiese lui sfregandomi un braccio per farmi scaldare.
-Avevo la mia fiamma...- notai il barattolo vuoto, abbandonato per terra ai miei piedi.
- Che resta accesa finché il mago è sveglio-
-Grazie per la lezione di sopravvivenza- dissi alzando gli occhi al cielo.
Guardai il Platano e lo vidi scuotere i suoi rami per togliersi di dosso la neve.
-Dove sei stato in questo tempo...? Ero preoccupata per te- dissi senza un filo di imbarazzo.
Mi sentivo a mio agio con Castiel, come con un mio migliore amico.
Lo sentii sospirare e alzai lo sguardo verso di lui, trovandolo a fissare la foresta in lontananza.
- Un po' qui, un po' la... ho cercato di seguirli-
Lo guardai confusa, senza capire subito il significato delle sue parole.
- Ho cercato di trovare il loro nascondiglio, di scoprire qualcosa in più sui loro piani... ma senza grandi risultati- ammise lui frustrato.
- Non avresti dovuto- dissi subito -Sei anche tu un bersaglio per loro, avrebbero potuto catturarti...-
-So badare a me stesso...- i suoi occhi bianchi mi guardarono con un lampo divertito -...molto meglio di quanto sappia fare tu, Miss "facciamoci una dormitina nella neve"-
Sbuffai.
- Non dovresti essere con il tuo fidanzatino biondo ossigenato?- chiese.
Storsi le labbra -Al momento non mi parla molto...-
- Ci credo, dopo quello che ha fatto suo padre...-
Lanciai un'occhiataccia a Castiel -Lui non è suo padre- dissi decisa.
-Pensi davvero che lui meriti che tu lo difenda?-
-Sì, ne sono convinta-

Scorpius's pov
"Che idiota" pensai mentre mi allontanavo dal Lago Nero e ripercorrevo la collina, ovviamente la scusa di James era stata "Oh tranquillo Scorp, sarà nelle cucine a ingozzarsi di cibo... o nella sala comune...dovrei approfittare per andare anche io nelle cucine in effetti... tranquillo che non è rimasta da sola tutto il tempo, Rose è intelligente"
E detto ciò se ne era andato di corsa a cercare altro cibo.
E pensare che mi stava cominciando a star simpatico.
Ma dove diavolo si era cacciata?
Avevo controllato praticamente tutto il castello, e Lily mi aveva detto che non era nella sala comune.
Mi avviai verso l'unico posto che mi era rimasto da controllare, anche se non potevo credere che fosse lì con questo freddo e questa neve...
Mi chiesi cosa le avrei detto, una volta che l'avrei trovata. Insomma non potevo uscirmene così dicendo "Oh ti cercavo perché ero preoccupato per te dato che non è sicuro che tu stia da sola"
Certo, non dopo come mi ero comportato negli ultimi giorni...
Non credevo che mio padre potesse infangare ancora il nostro nome in questo modo... eppure lo aveva fatto.
E quello che mi spaventava di più, non era pensare che sarebbe tornato tutto come al primo anno, una volta sparsa la voce, quando tutti mi guardavano come fossi il figlio di un mangiamorte.
Nah, non era questo.
La mia paura era che lei mi guardasse così.
Eppure la dolce Rose non sembrava farlo... Ma avrebbe dovuto odiarmi per il male che le avevo portato, per aver messo a rischio la sua vita e quella delle persone che più ama.
Se non avessi passato il Natale da lei, non sarebbe mai successo...
Come potevo guardarla, dopo quello che la mia famiglia aveva fatto alla sua di nuovo?
Eppure mi mancava, per Salazar se mi mancava!
Ecco perché la stavo cercando da solo per il castello come un idiota.
Forse anche per scusarmi con lei per star facendo l'idiota? Non lo sapevo bene.
Non passai per la solita stradina, dato che quel giorno non avevo voglia di evitare i rami del Platano per scoprire se Rose fosse nel suo nascondiglio.
Feci il giro da dietro e avvicinandomi pian piano alla rientranza nel terreno che cercavo, sentii subito la sua voce.
- Si, ne sono certa- disse con il suo tono che non ammetteva repliche.
Purtroppo udì anche un'altra voce, che fece un sospiro.
Mi avvicinai di qualche passo e notai per primo i capelli color fragola di Rose, e subito dopo che era abbracciata a un ragazzo...
E non era uno qualunque.
Strinsi i denti, riconoscendolo anche di spalle.
Castiel strinse a sé Rose, facendole poggiare la testa sulla sua spalla, e lui mise il mento sulla sua.
Era di profilo, ma lo vidi sorridere.
Ruotò lievemente la testa verso di me, e il suo sorriso si allargò, maligno più di una serpe.
Raggelai sul posto, combattuto dal desiderio di schiantarlo, e quello di andarmene furioso.
No non potevo schiantarlo, avrei rischiato di ferire anche lei.
Voltai le spalle a quella scena e mi diressi a grandi passi lontano, tornando indietro.
No.
No lei non potrebbe mai farmi una cosa così, e poi non ci eravamo mica lasciati... o lei pensava di si?
In effetti non mi stavo comportando più da suo ragazzo... Ma questo....
No, non poteva lasciarmi per quel quel... quel coso.
Diedi un calcio furioso a un sasso, che volò a qualche metro di distanza.
Lei non poteva correre subito tra le sue braccia, non era affatto giusto.
Lei mi amava, ne ero certo.
Non riuscivo a smettere di pensare, mentre sentivo il cuore pulsarmi nelle tempie.
E allo stesso tempo un nodo che mi chiudeva la gola.
Avevo bisogno che lei stessa mi dicesse che non era vero, che mi ridesse in faccia e mi dicesse che avevo capito assolutamente male.
Che mi dicesse di amarmi, magari. Si quello sarebbe stato ottimo.
-Perché quell'aria ferita, Malfoy?- disse una voce che non riconobbi, facendomi sobbalzare.
Alzai lo sguardo, che a quanto pare avevo tenuto puntato a terra, e vidi a pochi passi da me un uomo mastodontico.
Da sotto la mantella scura, spuntavano ciocche color cioccolato, e il suo viso squadrato non mi era per niente familiare.
O forse si...
Ma certo, era l'uomo a cui Rose aveva incendiato il mantello con un incantesimo non verbale.
Mi tastai subito le tasche cercando la mia bacchetta, e appena la trovai mi trovai anche l'uomo a un palmo dal mio naso.
Come aveva fatto a muoversi così velocemente?
-Nulla di personale, ma ci servi- disse sorridendo e mettendo in mostra alcuni denti d'oro.
Indietreggiai di un passo alzando la bacchetta, ma lui si mosse fulmineo e l'ultima cosa che vidi fu il suo pugno colpirmi.

Angolo Autore
Salve a tutti! Questo capitolo è più breve dei soliti, e sono consapevole che non succedono troppe cose, ma volevo farlo finire così.
Spero vi sia piaciuto ^-^

~Rose e Scorpius~ "Secrets"Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora