43. Brutta giornata

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-Per Merlino! Weasley!- esclamò la professoressa McGranitt.
Il professor Paciock mi guardava semplicemente senza parole.
-Rose... cosa diamine è successo?- chiese Hagrid lasciando cadere a terra il suo ombrello rosa.
Mi abbassai facendo scivolare Castiel a terra.
Reggerlo sulla spalla era stato un sforzo enorme, ero quasi certa di aver fatto un allungamento ai muscoli del braccio.
L'ifrit, illuminato dai Lumos delle bacchette, giaceva a terra in un sonno sereno, con l'espressione più pacifica che gli avessi mai letto in volto.
-Esigo una spiegazione!- tuonò la preside; con un colpo di bacchetta fece zittire l'allarme che risuonava nel castello.
-Beh... è stata una nottata movimentata- dissi facendo spallucce, e subito feci una smorfia per via della spalla dolorante con cui avevo tenuto Castiel.
In quel momento calò l'adrenalina, e mi resi conto di quanto l'aria della notte fosse gelida e mi trapassasse il pigiama.
-Immediatamente nel mio ufficio!- tuonò la McGranit, fece segno al professor Paciock di prendere Castiel.
Se lo caricò in spalla come se pesasse quanto un manico di scopa, e iniziò a incamminarsi con la preside verso il castello.
Li seguii a malincuore, stringendomi le braccia dal freddo e battendo i denti.
Appena arrivammo in corridoio, notai subito qualche studente sbirciarci, curiosi di conoscere la causa dell'allarme.
-Venti punti in meno a Tassorosso e Serpeverde! Ora tornate subito nei vostri dormitori!- esclamò la McGranitt.
La folla subito si disperse.
-Neville, temo dovrai svegliare Madama Chips-
-Non ci sarà problema, probabilmente è già sveglia come tutto il castello...- rispose il professore di erbologia, e si diresse con Castiel in spalla verso l'infermeria.
Io seguii l'anziana strega, stupendomi del passo veloce e vigoroso che riusciva a mantenere.
Almeno, lo sforzo di starle dietro mi fece passare il freddo.
-Sorbetto al limone- disse lei una volta che fummo di fronte ai gargoyle che presidiavano il suo ufficio.
I due colossi di pietra le fecero un inchino e si spostarono per farla passare.
La seguii per la scalinata a chiocciola, e appena arrivammo nello studio, sentii gli occhi di tutti i presidi nei ritratti puntare verso di me.
-Una Weasley... non si smentiscono mai...- ghignò Severus Piton appena passai di fianco al suo ritratto.
Phineas Nigellus sembrava d'accordo con lui, e si girò su un fianco borbottando.
Albus Silente invece mi scrutava con uno sguardo indecifrabile, da sopra gli occhiali a mezzaluna.
Fu ancora peggio non riuscire a capire cosa pensasse.
-Siediti- disse la preside, dato che ero rimasta in piedi davanti alla sua scrivania.
Obbedii e appena mi fui sistemata, un vecchio cappello logoro e rattoppato, appoggiato sulla scrivania, parlò:
-Che errore madornale che feci... che vergogna per la nobile casata dei Grifondoro...- borbottò mentre le pieghe della stoffa si aprivano agli angoli della bocca.
-Devo ricordarti che era la mia casata? Torna a dormire!- gli tuonò la preside.
Il cappello riprese le sue normali sembianze in un attimo.
-Cosa ci facevi fuori dal castello, di notte?- mi chiese incrociando le braccia al petto e squadrandomi.
Decisi che era meglio optare per la verità, in fondo lei mi avrebbe capito... era colei che comprendeva maggiormente il pericolo che Antares Blackswan rappresentava.
-Castiel mi ha portato nella Foresta Proibita, avevamo un appuntamento con un vampiro-
Sentii molti presidi nel ritratto trattenere il fiato e subito dopo confabulare tra loro.
-Ti rendi conto che la Foresta Proibita... si chiama "proibita" per un motivo? È la seconda volta che vai lì nel cuore della notte! Quaranta punti in meno a Grifondoro!-
Mi sentii sprofondare nella sedia.
Erano tantissimi, il giorno dopo i miei compagni mi avrebbero odiata...
-Suvvia Minerva...- intervenne qualcuno, mi voltai vedendo il ritratto di Silente sorridere.
-Sono certo che la signorina Weasley avrà avuto un motivo per fare ciò che ha fatto...-
-Ciò non toglie che ha infranto le regole di questa scuola! Quaranta punti sono più che giusti...- ribatté la McGranitt.
-Certo... non posso darti torto. Eppure sarei curioso di sapere perché questa giovane strega abbia incontrato un vampiro.- insisté l'ex preside.
-Mi sembra sia viva e vegeta, che importa?- si intromise Piton, alzando gli occhi neri al cielo.
-La tua mancanza di tatto, Severus, non mi stupisce affatto- ribatté comprensivo Silente.
-Non credi che dovresti dormire, Albus?- ribatté il Serpeverde.
-E tu?- chiese con un sorriso Silente.
-Signori! Mi dispiace interrompervi ma ho uno studente da mettere in punizione!- li fermò la McGranitt.
Me ne resi conto solo in quel momento: oltre ad aver fatto perdere moltissimi punti alla mia casa, mi avrebbe aspettato anche una punizione.
E stavolta non ci sarebbe stato Scorpius con me.
-Perché avresti incontrato un vampiro?- mi chiese nuovamente la preside.
-Questo Fergus... aveva informazioni sull'esercito di Antares Blackswan- risposi sinceramente.
-Fergus Nightingale? È uno dei vampiri più antichi e pericolosi della Gran Bretagna!- esclamò Phineas Nigellus, scattando a sedere nel suo ritratto.
-Era- risposi lanciandogli un'occhiata.
La McGranitt mi guardò interrogativa, e le spiegai brevemente come erano andate le cose, e cosa avevo dovuto fare per difendermi.
-Quindi mi stai dicendo che hai volontariamente ingannato un vampiro ultra centenario per estorcergli informazioni... mi auguro ti ritenga fortunata ad essere viva...- la preside si appoggiò stancamente allo schienale della poltrona, con un'espressione vuota.
-Non sono mai stata in pericolo, sono in grado di difendermi- affermai con naturalezza.
-Aha! La fierezza e superbia dei Serpeverde!- borbottò il Cappello Parlante facendomi sussultare.
-Ti avverto, intromettiti un altra volta e finisci nel Pensatoio. In un brutto ricordo, ci tengo a sottolineare- borbottò la preside, e mi parve di vedere il cappello rabbrividire.
-Ero già a conoscenza del fatto che avesse reclutato i dissennatori... ma il resto... non osavo immaginarlo- mormorò la preside premendosi le tempie con le magre e grinzose dita.
-Gli Inferi saranno un problema... grazie per avermelo riferito signorina Weasley- disse con un sorriso stanco.
Sorrisi a mia volta e mi alzai.
-Questo, di certo, non le esclude una punizione.
Aiuterai il professor Lupin a spremere le larve di Normandia... le sue scorte sono quasi esaurite-
Rabbrividii immaginando cosa avrei dovuto fare l'indomani.
-Il signorino Collins si unirà a te, appena uscirà dall'infermeria-
Impiegai qualche secondo per capire che stava parlando di Castiel.
Non mi ero mai chiesta quale fosse il suo cognome.
-Torna nel tuo dormitorio, e restaci- concluse la McGranitt.
Mentre uscivo, vidi di sfuggita la preside parlare con il ritratto di Silente.
Probabilmente era preoccupata quanto me.
-Rose, cosa hai combinato?- mi chiese mia cugina Dominique appena entrai nel dormitorio.
Alice Paciock era a sua volta seduta sul letto, aspettando una mia risposta.
Lily dormiva tranquilla invece, sapendo già cosa era successo.
-Niente. Ora sono stanca. A domani- tagliai corto infilandomi sotto le coperte, e tirandomele fin sopra la testa.
Le sentii rimettersi a dormire.
Mentre le palpebre mi calavano, sempre più pesanti, mi domandai come stesse Castiel.
Cosa gli era accaduto? Quando avrebbe ripreso conoscenza?
Mi crogiolai nella sicurezza che fosse vivo, eppure la causa del suo svenimento non riuscivo a spiegarmela.
Tra qualche ora sarebbe sorta l'alba, e sarei andata a trovarlo in infermeria prima delle lezioni.
Mi addormentai aspettando quel momento.
Appena chiusi gli occhi, qualcuno mi scosse per il braccio facendomeli riaprire di scatto.
-Perché non mi lasciate dormire?- borbottai immergendomi ancora di più sotto le lenzuola.
-Sono le sette, Rosie- disse la voce di mia cugina Lily.
Era vero, schiudendo gli occhi vidi i raggi del sole trapassare le coperte rossastre.
Eppure mi era sembrato di aver dormito solo cinque minuti.
Mi alzai traballante e mi preparai, rischiando di riaddormentarmi mentre mi lavavo i denti.
Uscendo dalla sala comunque raccontai alle mie cugine e Alice ciò che era successo quella notte, e Lily mi ricordò che dopo pranzo avevamo la prova di Trasfigurazione.
Trasformare un puntaspilli in un riccio.
Charlie non mi avrebbe perdonato un insufficenza, così chiesi a Dominique (che era la più preparata) se poteva prestarmi il suo puntaspilli.
Avrei usato la pausa pranzo per esercitarmi, sperando che bastasse.
-Mamma ti disereda se vai male a Trasfigurazione- mi rimbeccò mio Fratello Hugo, mentre a colazione ignoravo la torta di zucca per esercitarmi.
-Lo farà ugualmente, quando riceverà il gufo della McGranitt. L'ho combinata grossa- risposi distrattamente.
-Puoi dirlo forte!- esclamò Lorcan Scamander, lanciandomi un'occhiataccia
-Nessuno ci ha fatto perdere così tanti punti della casa quest'anno, tranne te- aggiunse.
Alzai gli occhi al cielo e presi le mie cose, andandomene.
In fondo non avevo fame, e l'infermeria avrebbe aperto tra pochissimo.
Appena uscii dalla Sala Grande, mi scontrai battendo la testa contro con un Serpeverde.
-Tutte a me oggi!- borbottai, piegandomi per raccogliere la borsa.
-Buongiorno anche a te- disse freddo Scorpius, appena mi rialzai e lo riconobbi.
Incrociò le braccia al petto e mi fissò duramente con i suoi bellissimi occhi azzurri.
-Nottata impegnativa?- chiese con una smorfia.
-Si... abbastanza... - mormorai a disagio.
-Si può sapere cosa sei andata a fare nel bosco con quell'Ifrit?- chiese di colpo.
Boccheggiai -Ma che dici... guarda che era per una cosa importante!-
-Lo sa tutta la scuola che la McGranitt vi ha beccati insieme...- continuò Scorpius
-Certo! Come se andassi a farmi le passeggiate al chiaro di luna con lui! Per tua informazione mi ha portata ad un appuntamento con un vampiro, non a raccogliere margherite!- stavo cominciando ad arrabbiarmi, e la mancanza di sonno non aiutava.
Notai che molti si erano fermati per origliare e presi Scorpius per un braccio uscendo in cortile, e allontanandoci dalla folla.
Ci fermammo davanti alla fontana circolare.
-Un vampiro? Ma sei impazzita?- chiese lui corrugando le sopracciglia.
-Sono perfettamente in grado di cavarmela da sola!- ribattei.
Perché tutti mi credevano una svitata per aver affrontato un vampiro?
-Lo vedo! Infatti non hai avuto bisogno del mio aiuto, ma di quello di Castiel sì!- ribatté Scorpius stringendo i denti.
-Ma... è stata una cosa inaspettata, e poi me la sono cavata da sola...-
-Perché lo hai fatto?- mi interruppe bruscamente.
-Perché aveva delle informazioni sul figlio di Voldemort- bisbigliai, per farmi sentire solo da lui.
-Non potevi lasciare che se ne occupasse il Ministero? Lo sai che lo stanno cercando!- esclamò.
-Il Ministero non ha avuto una visione profetica sulla battaglia che distruggerà questa scuola! Dovevo fare qualcosa!-
Scorpius rise amaramente, e si passò una mano tra i capelli biondi, evidentemente frustrato.
-Potevi non fare tutto da sola! Anzi! Potevi chiamare me, ma hai preferito lavorare insieme a quel coso!- disse furente.
Non seppi cosa rispondere.
Aveva ragione, avrei dovuto andare con lui.
Scorpius prese dalla tasca della tunica una pergamena e me la mise in mano, sibilando -Tieni, ti servirà per le fantastiche avventure! Io ho chiuso-
Dopodiché mi voltò le spalle e tornò nel castello senza più voltarsi indietro.
Osservai la bianca Mappa del Malandrino, e mi chiesi cosa intendesse Scorpius...
Eppure cercavo di ignorare la verità: aveva chiuso con me.
Non potevo dargli torto, presa com'ero dai recenti avvenimenti, ero stata una pessima ed assente fidanzata.
Misi la pergamena nella borsa, e ricacciando indietro le lacrime mi diressi verso l'infermeria.
Non volevo dare la soddisfazione a coloro che mi fissavano, di vedermi piangere.
Entrai, trovandola semivuota, e cercai con gli occhi la chioma rossiccia di Castiel.
Eppure in quella stanza c'era solo un Corvonero e un Grifondoro bruno, a qualche letto di distanza da dove mi trovavo.
-Oh, Madama Chips!- esclamai sollevata appena la vidi apparire dal ripostiglio.
-Stavo cercando...-
-Castiel Collins- rispose prontamente lei, sistemandosi gli occhiali dalla montatura sottile sul naso adunco.
Mi fece un cenno con la testa di seguirla.
Ero abbastanza confusa vedendo che si fermava di fronte al letto del Grifondoro bruno.
Mi avvicinai e rimasi a bocca aperta riconoscendolo: era lui.
Riconobbi il suo viso dormiente, eppure i capelli avevano un colore corvino, e le linee rossastre che gli percorrevano le braccia erano sparite.
Sembrava così... normale.
-Te lo spiegherà meglio lui, ma non è sempre stato un Ifrit. Era colpa del vampiro che hai ucciso, e ora... Oh! Arrivo signor Davis!- esclamò dimenticandosi della mia presenza e corricchiando dal Corvonero.
Cosa significava? Castiel non era nato come Ifrit?
Ero molto confusa.
Mi sedetti sul bordo del suo letto e notai che, invece delle linee, aveva una macchia rosata sull'avambraccio, vicino alla piega del gomito.
La osservai meglio, e mi resi conto che era l'impronta di una mano.
Della mia mano.
Mi tornò in mente la volta in cui lo avevo afferrato, per fermare la lite tra lui e Scorpius, ustionandomi.
Come era possibile che gli fosse rimasto come marchio?
Per esserne certa, mi avvicinai piano e feci combaciare la mia mano con quell'impronta.
Erano identiche.
Appena toccai la sua pelle fredda, il suo braccio si mosse velocissimo e mi afferrò, facendomi gridare dallo spavento.
Castiel si rizzò a sedere e aprì gli occhi, guardandomi.
Non erano più innaturalmente bianchi, ma di uno strabiliante verde smeraldo.

~Rose e Scorpius~ "Secrets"Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora