31. Nella foresta

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L'uomo aveva tratti molto comuni. Naso dritto e occhi dal taglio medio.
Capelli castani scuro e lisci e di statura raggiungeva il metro e settanta circa.
Era di poche parole, si limitava a camminare assicurandosi di tanto in tanto che io lo seguissi.
Non potevo reggere a lungo il gioco, dovevo trovare un modo per sbarazzarmi di lui.
La soluzione mi si parò davanti agli occhi in lontananza, dopo una ventina di minuti che camminavamo.
Non seppi come ringraziare Merlino per la mia fortuna.
Enzo il centauro stava passeggiando per i boschi.
Dovevo agire in fretta.
Mi concentrai sull'incantesimo da fare, guardando la mia bacchetta stretta nella mano dell'uomo.
Nella mia mente esplose uno "Stupeficium!"
L'uomo venne scagliato in là da un lampo rosso apparso dal nulla.
Recuperai la mia bacchetta da terra e raggiunsi Enzo, che si era fermato a osservare la scena.
-Rose Weasley, che casualità rivederti ora- disse lui un poco confuso.
Sorrisi - Non dirlo a me-
-Immagino non fosse un tuo amico- mormorò guardando il corpo a terra.
- No... Enzo mi serve il tuo aiuto. Hanno rapito mia cugina. Tu conosci bene la foresta...- ricordai il Legilimens fatto a Ivan -...sapresti condurmi verso una grotta, alla cui entrata ci sono le radici di un albero nero. Tengono rinchiuse delle creature lì, anche un centauro. L'ho visto.-
Enzo guardò il cielo nero.
-In effetti ci chiedevamo che fine avesse fatto Jeremia...Marte è particolarmente luminoso stasera, nonostante ci sia la luna piena...- sussurrò tenebroso, i capelli ondulati e castani gli scendevano sulle spalle.
-Enzo concentrati!- insistetti.
- Ho un ricordo di un posto del genere, ci sono stato con la mia amica Denise... lei ha maritato il mio amico Devon... i loro nomi iniziano entrambi con la D... Ma dopo la D c'è la E. Come Enzo...- riflettè lui tutto concentrato.
- Mi puoi portare in quel posto? È importante!-
- Non puoi affrontare i rapitori di tua cugina da sola.- disse lui semplicemente.
Quindi oltre ai suoi discorsi, mi ascoltava anche.
-Devo andare- conclusi.
I suoi occhi grigi si strinsero pensierosi.
-Chissà se Mikael, John e Kyle sono in giro...e Devon ovviamente...-
- Quindi?- ripetei.
Il centauro si chinò, invitandomi a salire sul suo dorso.
-Ti porterò fino a lì, giovane strega- annunciò Enzo
Non me lo feci ripetere due volte e salii in sella.
Il viaggio nella foresta fu estenuante.
Enzo non faceva che parlare, e il nome di Denise rispuntò fuori molte volte.
Dopo un po', sbucammo in una radura tra gli alberi, grande quanto una stanza.
La caverna ornata di radici nere si ergeva di fronte a noi.
Scesi facendomi un po' male alla caviglia e ringraziai Enzo.
-Ti servirà un aiuto, giovane strega. La tua bacchetta non basterà-
Sorrisi e qualcosa nella mia tasca cominciò a muoversi.
Tirai fuori lo spioscopio, la cui trottola girava all'impazzata.
-Ho ben più di una bacchetta a mia dispisizione- mormorai fissando l'oggetto e rimettendolo in tasca.
-Ti saluto, Rose- annunciò lui serio.
-Stammi bene Enzo... se ne esco viva ti porto una Burrobirra, così potrai finalmente assaggiarla- dissi con un sorriso.
Le sopracciglia di Enzo schizzarono verso l'alto. Si voltò, ancora sorpreso, e se ne andò lentamente.
Una volta dissoltosi lo scalpiccio dei suoi zoccoli, nella foresta piombò il silenzio.
Erano certamente lì dentro.
La mia mano sudava impugnando la bacchetta.
Ero una Grifondoro, potevo farcela...ma mi serviva un aiuto.
Enzo aveva ragione, andare da sola era una missione suicida.
-Castiel!- pensai più intensamente che potei.
Un turbine di fuoco apparve accanto a me e sussultai d'istinto.
Una volta dissoltosi trovai un Castiel seccato a braccia incrociate, che mi guardava duramente.
Oggi indossava una tunica nera con ricami dorati.
- Oh, grazie per esserti degnato di venire ad aiutarmi!- sibilai - Non avresti dovuto sentire poco fa, che ero in pericolo?-
Castiel alzò gli occhi bianchi al cielo.
-Ero in dolce compagnia, se permetti, io non vivo per servirti, Rose Weasley.-
Sbattei un paio di volte le palpebre sorpresa.
-Oh... ehm... okay. Scusa... se vuoi torna pure dalla tua dolce compagnia...- mormorai delusa.
Castiel sbuffò infastidito -E lasciarti entrare in quella grotta da sola? Scordatelo.-
Mi rincuorai un poco, e annuii.
-Nervosa?- mi chiese lui piano, forse notando le mie occhiate verso l'entrata buia.
- No, sono una Grifondoro, sono coraggiosa- dissi decisa, stringendo la bacchetta nel pugno.
-Si, lo sei...- aggiunse lui -...il coraggio è affrontare a testa alta la paura. E tu te la stai cavando alla grande, strega- concluse lui con un sorriso.
Sentii un po' della tensione sollevarsi dal mio petto, e ci decidemmo a entrare nella grotta.
Avrei voluto Scorpius con me, in quel momento.
- Dove accidenti è Mellburn? Sarebbe dovuto essere già arrivato con la ragazza!- tuonò qualcuno.
Io e Castiel ci fermammo nel tunnel buio, lanciandoci un' occhiata prima di proseguire lentamente verso la luce.
Una volta arrivati, sbirciai cautamente nella stanza.
Era come la ricordavo, circolare e dal soffitto basso, enormi catene pendevano dai muri e ad esse però, erano incatenate più creature dell'altra volta.
Una decina di maghi accerchiava l'uomo che sedeva sulla grossa poltrona, al centro della stanza, lo stesso che avevo visto nel pensatoio della McGranitt. Antares Blackswan.
-Vuole che vada a cercarli, signore?- chiese uno.
Raggelai facendomi piccola nel cunicolo.
-Non ancora...fatela smettere!- esclamò Antares.
Solo in quel momento mi accorsi di Dominique.
Era al centro della stanza, con mani e piedi incatenati.
Il mascara le era colato lungo le guance in grosse righe nere di lacrime.
Ma i suoi occhi, oh i suoi occhi in quel momento erano una furia.
Non più ambrati e gentili, ma gialli quasi, fissavano furiosi gli uomini.
Dalla sua gola proveniva un ringhio basso e cupo di rabbia.
- Non la passerete liscia, bastardi!- gridò lei scuotendo le catene.
-Crucio!- qualcuno le lanciò una fattura e Dominique ricadde a terra gridando di dolore.
Mi apiattii contro il muro affondando le unghie nel braccio di Castiel, tutta tremante.
Lui mi fece segno di fare silenzio.
-Voglio restare da solo- disse ad un tratto il loro capo, facendogli segno con la mano di andarsene.
Il gruppo di maghi iniziò subito a muoversi, uscendo da un altro cunicolo nel muro.
Il mago si alzò dalla sedia, e si avvicinò lentamente a Dominique.
La ragazza si era tirata su in ginocchio, e lo fissava con disprezzo.
-Se tua cugina non arriverà...- disse lentamente e rilassato -...io ti ucciderò-
Lo disse con una dolcezza disarmante.
- Cosa vuoi da Rose?- chiese Domi.
-È speciale... mi serve- rispose lui.
-Per cosa?- insisté lei.
Lui la guardò sbuffando, infastidito dalle sue troppe domande.
-Tutti gli Striges hanno della magia aggiuntiva...è quello che li rende speciali... - iniziò lui a spiegare -...ma in genere non sono né abili ad accedervi, né ad usarla. Come quel vostro amico biondo, che è stato incapace di difendersi...ad ogni modo, la magia di Rose è speciale, più forte. Si può dire che sia unica nel suo genere... delle Fate dell'acqua le hanno dato un sigillo che blocca parte delle sue potenzialità, ma senza esso... avrebbe abbastanza potere per far piegare una città ai suoi piedi.-
Strinsi i denti immaginando quell'immagine.
-A me sembra più il tuo grande sogno, invece che il suo- ribatté Dominique.
- Oh! Non importa! Non mi importava nemmeno che tu sapessi, ho fatto questo discorso per Rose che ora é nascosta in quella galleria- disse l'ultima frase alzando la voce.
Era fatta, il momento era giunto.
Camminai lentamente con Castiel al mio fianco, finché non entrai nella stanza scarsamente illuminata.
Dominique mi fissava con un misto di terrore e confusione, vedendomi lì.
-Sei libera di andare- disse a Dominique -Anche se tornassi al castello, non arriveresti in tempo con i rinforzi. Ce ne saremo già andati da qui, a breve- le spiegò Antares porgendole la bacchetta dopo che con un colpo della sua aveva aperto le catene di Dominique.
La ragazza alzò subito il braccio con la bacchetta, ma l'uomo glielo afferrò.
-Ti consiglio di fare la brava e andartene, se non vuoi che io ci ripensi- le sibilò minaccioso a un centimetro dal naso.
Dominique si alzò traballante, mi si avvicinò piano e io la abbracciai.
-Vai al castello- le sussurrai tra i capelli.
- Rose...no...- mormorò lei con un singhiozzo.
-Tranquilla, andrà tutto bene. Vai!- la spinsi in direzione dell'uscita e lei corse via piangendo.
-Nel caso non fossi stato chiaro, tu non vieni con noi- disse Antares guardando truce Castiel, come se lo disgustasse la sua sola vista.
-Nel caso non fossi stato chiaro...- ribattè Castiel avanzando di un passo-...lei non viene con te-
L'uomo rise, di gusto.
Puntò svelto la bacchetta contro alcuni barili accatastati al muro, e da essi uscì tutta l'acqua che contenevano.
Antares la fece volare verso Castiel, che venne intrappolato in una bolla trasparente.
Si dimenava per liberarsi e uscire.
Cercai di lanciare un incantesimo, ma Antares lo schivò.
Dopodiché si decise a liberare Castiel, lasciandolo ricadere a terra.
Mi avvicinai a lui, che tossiva e spuntava acqua.
I segni rosso fuoco sulle sue braccia si stavano spegnendo, diventando neri e opachi.
- No...- mormorò lui allibito.
Poi un Expelliarmus lo colpì in fretta, facendolo volare dall'altra parte della stanza.
-Sapevi che basta un po d'acqua per neutralizzare un Ifrit?-
Ero ancora in ginocchio, scossa, guardando Castiel che non si rialzava.
-Ora siamo solo io e te Rose... vorrai combattere?-

Angolo Autore

Primo giorno libero dal lavoro * fa un balletto *
Ho potuto scriverlo solo oggi scusatemi molto.

~Rose e Scorpius~ "Secrets"Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora