21. Fuoco Ardente

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Corsi finché non arrivai in cortile.
Raggiunsi il muretto della fontana e mi ci appoggiai con le braccia, guardando il mio riflesso nell'acqua.
Stavo piangendo.
Da quando io, Rose Weasley, piangevo per un ragazzo? O piangevo in generale?
Ero sempre stata forte, determinata, e mi resi conto che effettivamente in quel momento stavo piangendo principalmente per la frustrazione.
La maggior parte delle volte, le persone piangono per questo, non per il dolore.
Essendo ancora orario di lezione il giardino era vuoto, buttai la mia borsa a terra e immersi le mani a coppa nella fontana per lavarmi il viso e cancellare ogni traccia delle lacrime salmastre.
Mi sedetti sul bordo e presi un profondo respiro.
Scorpius mi aveva giocato davvero un brutto tiro.
Non pensavo l'avrebbe mai fatto...e non pensavo nemmeno che avrebbe usato il suo unico Verita Serum per me...
- Che succede?- chiese una voce che avevo imparato a riconoscere ormai.
Non mi ero accorta che nel mio campo visivo erano entrate delle lucide scarpe nere, classiche dell'uniforme.
Alzai lo sguardo e trovai Castiel davanti a me, con le braccia incrociate al petto e lo sguardo duro.
- Cosa ci fai qui?- chiesi con voce ancora roca, perciò mi schiarii la gola.
- Ho sentito quello che stavi provando, così ti ho raggiunta...- fece una pausa e si sedette sul bordo della fontana con me -...te l'ho detto, anche se non lo vuoi accettare, noi Ifrit abbiamo una connessione con le streghe a cui ci leghiamo.-
Tirò su le maniche della tunica, scoprendo le linee rossastre che vi correvano sopra.
-Hai intenzione di stare lì a girarti i pollici?- chiesi ridacchiando alla vista della scena.
Castiel sorrise -Finchè non mi dirai cos'è successo, sì-
Sospirai passandomi una mano tra i capelli e feci spallucce.
-Malfoy mi ha messo il Verita Serum nel succo di zucca. Assurdo eh? Quel bastardo mi ha fatto dire di tutto, mi sono resa ridicola perché costretta a dirgli cosa provo per lui... e sa cosa sei, a proposito...-
Corrugò le sopracciglia guardandomi, assurdo come potessi addirittura vedere del fuoco in quelle iridi bianche.
-Hey hey, sono stata costretta a dirgli di te, non ti farei mai scoprire...-
- Non è questo il problema- rispose lui subito a denti stretti.
Si alzò camminando avanti e indietro davanti a me.
-E ti chiedi perché ho cercato di allontanarti da lui?- chiese con l'espressione più allibita che potessi leggergli in volto -È così meschino...-
- Non starai parlando di me, spero- disse una voce.
Castiel si girò e io mi sporsi per vedere meglio.
Scorpius ci aveva appena raggiunti, aveva i capelli scompigliati e il fiatone.
Buttò il borsone a terra e si avvicinò deciso a Castiel.
Oh oh, la cosa poteva solo degenerare.
- Se hai qualcosa da dirmi, perché non me la dici in faccia...coso- sibilò Scorpius guardandolo con astio; nonostante Castiel lo superasse un poco in altezza, il Serpeverde non sembrava esserne intimidito.
- Sai una cosa? Posso anche non essere un mago, non avere una bacchetta o tingermi i capelli di biondo come fai tu...- vidi una vena pulsare sulla tempia di Scorpius, a quella affermazione -...ma di certo sono più uomo di te. Guardati! Sei così meschino e codardo da costringere una donna a dire di provare qualcosa per te! Sei davvero patetico!-
- Io sarei patetico?!- rispose Scorpius alzando il tono della voce.
-Hey ragazzi...- dissi alzandomi e avvicinandomi cautamente a loro.
-Tu sei patetico! Continui a ronzare attorno alla mia Rose come una fastidiosa mosca, nonostante lei ti abbia già detto che non ti vuole tra i piedi!-
Sussultai appena sentii quel "mia" ma l'espressione carica di odio di Scorpius, mentre guardava Castiel, mi fece continuare a stare sull'attenti.
- Io la proteggo, dai vermi senza spina dorsale come te- sibilò Castiel e vidi un bagliore rossastro illuminargli per un'attimo gli occhi.
Non seppi mai perché, ma in quel momento vidi quell'Ifrit sotto un'altra luce: vidi qualcuno che si preoccupava davvero per me, e che cercava di proteggermi nonostante il modo in cui lo avevo trattato...certo magari le sue convinzioni erano sbagliate, ma il motivo per cui faceva tutto ciò era giusto.
-Tornatene nella foresta da cui sei uscito, sudicio animale dal sangue sporco- sibilò Scorpius furente di rabbia.
Castiel si scrocchiò le nocche -Ora ti spacco la faccia- enunciò con il sorriso più sadico che gli avevo mai visto in volto.
-Fermo!- dissi afferrandolo per il braccio e facendolo voltare verso di me.
Non avevo mai toccato i tatuaggi che correvano sulle braccia di Castiel, e in quel momento capii perché non avrei mai dovuto nemmeno farlo.
Gridai tirando indietro la mano, che si staccò pian piano come se vi fosse rimasta incollata, mentre il bruciore peggiore della mia vita mi fece appannare la vista dalle lacrime.
Tra di esse vidi la mia mano, completamente coperta di sangue.
Cercai di moderni le labbra per non urlare ancora, ma era praticamente impossibile.
-Rose- disse Castiel guardandomi sconvolto.
Mi piegai in due dal dolore atterrando sull'erba con le ginocchia e con la mano buona gli feci segno di non toccarmi.
-Castiel...ahhhrg-
"ROSE! Sopporta il dolore, contieniti!"
-Castiel...per favore va' via...ci vediamo dopo- dissi con voce strozzata.
- Mi dispiace... non pensavo che...- cominciò lui, ma fortunatamente mi ascoltò.
Si prese i capelli tra le mani, e ringhiando dalla rabbia, svanì in un turbine di fuoco.
-Rose!- Scorpius si precipitò al mio fianco passandomi una mano sulla schiena per calmarmi -shhh non piangere...a-adesso ti...ti porto in infermeria, starai bene...Non guardarti la mano! Cazzo...- alzai la testa e vidi i suoi occhi correre da una parte all'altra, in preda al panico.
Notammo entrambi la professoressa McGranitt correre verso di noi, ma si bloccò vedendomi, dietro di lei un piccolo gruppo di studenti che bisbigliavano tra loro fissandomi.
-No...- mormorai guardandoli tra le lacrime. Non volevo sentirmi ancora più umiliata in quel momento.
- Che avete da guardare?- gridò Scorpius al gruppo, con un tono rabbioso che fece paura persino a me -Andatevene!-
Vidi la McGranitt girarsi verso gli studenti, e tuonare loro di tornare in classe. Questi ultimi indietreggiarono e fecero come gli era stato detto, tornando nel castello.
-Malfoy, Weasley...che è successo?-
Vidi Scorpius boccheggiare, letteralmente, mentre non trovava le parole per dare una spiegazione alla preside.
-Vieni, ti porto da Madama Chips- disse la McGranitt prendendomi per una spalla con delicatezza e facendomi alzare dal prato.
Mi imposti di non guardare in che stato era la mia mano, che continuava a pulsare dal dolore.
Scorpius ovviamente ci seguì, così mi concentrai sul guardare lui invece che la mia ferita.
Era ancora preoccupato, ancora turbato, ma riusciva a mostrarmi il suo bellissimo sorriso nonostante tutto.
-Ancora qui Weasley? Vuoi affittare una camera?- chiese sarcastica Madama Chips quando entrammo, ma appena la paffuta infermiera vide la mia mano, indicò subito un letto su cui farmi sedere e prese a rovistare nell'armadio bianco dei medicinali.
-Ora dimmi che è successo- disse con tono severo la preside, mentre mi sedevo e poggiavo la mano col palmo all'insù su un tavolino davanti a me.
Evitavo di guardare in che condizioni fosse, ma non era facile.
Almeno finché Scorpius non si sedette accanto a me e mi afferrò l'altra mano, stringendomela con sicurezza.
D'un tratto era molto più facile.
-Allora?- insistette la McGranitt.
- Cosa? Ah sì...- dissi distogliendo lo sguardo da quello di Scorpius.
-Beh...è stato per colpa di un pacchetto di Bolle Bollenti difettoso... penso fosse incantato in realtà, mi hanno bruciato la mano. Assurdo eh?- dissi con una risata.
-Sin troppo- si intromise Madama Chips - Non è possibile che delle gomme ti abbiamo sciolto la pelle di tutto il palmo-
Rabbrividii e Scorpius mi strinse la mano più forte
Guardai la preside, e vidi dalla sua espressione che non mi credeva affatto.
La vecchia strega si girò verso Scorpius - Mi dica lei cos'è successo veramente, signorino Malfoy-
Strinsi forte la mano di Scorpius, evitando di guardarlo.
Sperai con tutte le mie forze che non mi avrebbe tradita.
- Non lo so professoressa...quando sono arrivato, Rose era già in questo stato- disse lui con il tono più calmo e controllato che gli avessi mai sentito.
Lo guardai di sottecchi e lui ricambiò il mio sguardo, sicuro di sé.
-State mentendo!- esclamò la McGranitt furiosa.
-Weasley sappi che scriverò alla tua famiglia!- minacciò lei.
-Faccia pure, la prossima settimana torno da loro per le vacanze di Natale...li affronterò allora- dissi con uno sguardo innocente e facendo spallucce.
La preside girò i tacchi e se ne andò furiosa.
- Ti farà male, cara, ma nell'arco di qualche giorno dovrebbe guarirti. Tranquilla però, far ricrescere la pelle non sarà mai brutto quanto far ricrescere le ossa!- disse lei allegra.
-Tutto ciò mi consola molto- dissi guardando divertita Scorpius.
Appena Madama Chips mi toccò la mano con un unguento freddo, stritolai quella di Scorpius stringendo gli occhi dal dolore.
-Scusa...- gli dissi. Lui mi accarezzò la mano con il pollice
-Nessun problema, rossa-
Mi sforzai di fare la dura e non ricominciare a piangere, mentre l'infermiera mi medicava.
Dopo aver applicato un generoso strato di crema, così generoso da coprire il colore della mia mano (lo so perché avevo sbirciato dopo un po') me la fasciò con una garza bianca.
-Prima di andare a dormire torna qui stasera, devo cambiarti la fasciatura e metterti altra crema. Vieni anche domani pomeriggio.-
Annuii e io e Scorpius ci alzammo uscendo dall'infermeria.
-Perché mi hai raggiunta in cortile?- chiesi d'un tratto mentre passeggiavamo per i corridoi.
-Beh...dovevo farlo... nonostante il professor Lupin mi abbia minacciato di darmi un Troll in pozioni se fossi uscito dalla porta...-
Sorrisi guardandolo -E tu sei uscito lo stesso?-
- Solo dopo essermi concesso di voltarmi, guardarlo con un sorriso di sfida, e poi uscire di corsa dall'aula-
Risi dandogli uno spintone con il braccio buono - Hai rovinato la tua eccellente media in pozioni per me?-
-Farei molto più di questo, per te- disse lui dolcemente.
Ci fermammo e io strizzai gli occhi cercando di guardarlo, ma era difficile farlo con il sole in faccia.
- Sai...- disse prendendo tra le mani uno dei miei riccioli e osservandolo ammirato -...i tuoi capelli hanno lo stesso colore delle fragole, sotto la luce del sole- fece un passo avanti avvicinandovi il viso e lo sentii ispirare una grossa boccata.
- hanno anche il loro stesso profumo...di fragole...-
Era così vicino che potevo sentire il suo profumo di sabbia scaldata al sole e mare salmastro, le sue iridi azzurre erano ancora più chiare grazie al sole che si specchiava in esse.
- Io lo devo sapere...perché hai usato il Verità Serum su di me...- chiesi trattenendo il fiato.
-Dovevo sentirti dire la verità, ne avevo bisogno- mi accarezzò una guancia con la mano, e io sperai non sentisse il rumore del mio cuore che martellava in gola.
-Piccola Rose...non riuscivi ad ammetterlo nemmeno a te stessa, ero stanco di aspettare- disse Scorpius.
Mi circondò i fianchi con un braccio, attirandomi a se.
-Aspetto da troppo tempo- mormorò, dopodiché annullò la distanza che separava i nostri visi, e mi baciò.
Le sue labbra si muovevano decise sulle mie, mentre mi stringeva a se.
Uno sfarfalliò si mosse nel mio stomaco, ricambiai il suo bacio mentre chiedevo gli occhi, il sole che filtrava tra le mie palpebre chiuse mi fece vedere rosso.
Li aprii appena non sentii più la morbidezza delle sue labbra, e presi una grossa boccata d'aria siccome avevo smesso di respirare senza accorgermene. Poggiò la fronte sulla mia -Stai tremando...- mi fece notare Scorpius, mentre ero ancora avvinghiata a lui. Il suo fiato sfiorò le mie labbra, e io mi sentii morire di dolcezza.
-Scusami...-
-Shhh- mormorò lui e piegò la testa, prendendomi il mento tra le dita e baciandomi ancora.

~Rose e Scorpius~ "Secrets"Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora