35. Bionda

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Rose's pov

Mi rigirai nella mano la boccetta di vetro rosa.
Aveva la forma di un cuore allungato, identica a quella che vendevano ai Tiri Vispi Weasley, ma io ero l'unica a sapere che, a differenza di ciò che pensavano tutti, non avevo tra le mani un filtro d'amore.
Continuavo a guardare il liquido al suo interno, trafitto dagli ultimi raggi del tramonto.
Come poteva un Verita Serum aiutarmi a sconfiggere il nemico?
Come potevo fermare Antares Blackswan?
In fondo era il figlio di Voldemort... questo compito sarebbe dovuto toccare ad Albus, o Lily, o a James.
Oh beh, in effetti a James magari no...
Io però, una Weasley, cosa centravo con tutto ciò?
Abbassai il braccio smettendo di fissare la boccetta, e sbuffai.
Certo, io ero speciale, eppure mi domandai perché dovessi esserlo proprio io.
Il fardello che ne conseguiva, mi faceva rimpiangere la normalità.
Mi alzai dal letto e riempii la ciotola dell'acqua di Peony, la quale ci si tuffò subito felice.
La stavo trascurando decisamente troppo.
"Come fai con tutti, ultimamente" sussurrò la mia coscienza.
Presi piuma e pergamena, e scrissi un messaggio per Charlie, dopodiché porsi la lettera a Peony.
La civetta fece un verso basso e girò la testa da un lato, offesa.
Allora le diedi tre cubetti di pancetta, che le migliorarono decisamente l'umore.
Fuori dalla gabbia, prese subito la lettera con il becco e uscì dalla finestra, stagliandosi nel cielo che diventava di un blu sempre più scuro.
In quel momento sobbalzai, presa alla sprovvista da un rumore alle mie spalle.
Sulla porta del dormitorio c'era una ragazza, affiancata da un grosso baule nero.
Era di media statura, magra ma con le curve al punto giusto.
Indossava la divisa dei Grifondoro e si guardava attorno neutrale.
I capelli di un dolce color miele le scendevano in onde sulle spalle.
-Tu saresti?- chiesi d'istinto, anche se il baule mi faceva già presagire la risposta.
La ragazza abbassò gli occhi leggermente a mandorla su di me, e si avvicinò di qualche passo con un mezzo sorriso.
- Io sono Evelyn Beauchamp- disse con uno spiccato accento francese, sbattendo le lunghe ciglia dorate.
Passarono un paio di secondi di silenzio, nei quali fissai il vuoto  domandandomi se io fossi stata in fila  dal paninaro, quando Dio distribuiva la bellezza.
-Oh... ehm, io sono Rose Weasley- dissi raggiungendola e porgendole la mano, fingendomi un minimo amichevole.
Appena me la strinse, percepii una scossa.
Non seppi come, ma fui certa che anche lei l'avesse sentita.
La sua espressione cambiò leggermente.
-Da dove vieni?- le chiesi, abbastanza stupidamente.
-Beauxbatons- rispose secca lei.
-Già...- dissi spostando il peso sull'altra gamba e guardandomi attorno.
-Quel letto laggiù è libero, benvenuta. Ora devo andare...- dissi frettolosa prendendo la bacchetta e la borsa dal comodino.
Uscii salutandola brevemente con la mano.
Quell'incontro però mi aveva turbata, volevo subito delle spiegazioni.
Raggiunsi il secondo piano, e trovandomi davanti ai due gargoyle mi resi conto che non sapevo nemmeno la parola d'ordine.
La McGranitt per ora era off limits.
Uscii in giardino dirigendomi verso il punto di incontro con Charlie.
Avrei preferito i Tre Manici Di Scopa, ma la preside aveva vietato le uscite a Hogsmeade.
Alzai la testa, e nel blu scuro del cielo vidi in lontananza le sagome nere dei Dissennatori.
Non si sarebbero avvicinati, ce lo avevano assicurato, ma io li consideravo ugualmente una minaccia.
Quale viscida creatura poteva fare una cosa del genere? Rubarti i ricordi più felici?
Rabbrividii e scesi velocemente la collinetta che portava al campo da Quiddich.
Gli spalti però erano vuoti, Charlie non era ancora arrivato, quindi mi sedetti.
Pensai che nell'attesa non mi avrebbe fatto male esercitarmi.
-Expecto Patronum- sussurrai agitando la bacchetta di fronte a me.
Dalla punta uscì la solita nuvoletta argentea, che prese la forma di una fenice.
Mi esercitai per circa un quarto d'ora, a mantenere intatto il patronus, e a non rompere l'incantesimo.
Alla fine ero così concentrata, che notai Charlie solo quando fu di fianco a me, in piedi.
Si sedette sistemandosi il foulard nero.
Misi via la bacchetta e mi voltai verso di lui.
-Cos'è questa storia? Una nuova studente arrivata casualmente in questo periodo?-
Charlie alzò subito le mani al cielo -Calma, calma! Ci abbiamo già pensato anche noi, cosa credi- sbuffò alzando gli occhi al cielo.
- La McGranitt ovviamente non si fida, potrebbe essere un'infiltrata di Antares, certo. Nonostante ciò, non poteva chiudere le porte di Hogwarts ai nuovi studenti, solo per questa minaccia...-
Charlie aveva ragione, e il fatto che la McGranitt non si fidasse di lei mi rincuorò un po'.
-Inoltre l'hai vista? Cos'è una Veela? Il carattere da arpia ce l'ha...- iniziai e Charlie concordò subito con me ridendo e iniziammo a spettegolare.
- Io la terrò d'occhio- affermai una volta che fu passato il momento di leggerezza.
Charlie sospirò guardando il campo con un sorriso -Sapevo che l'avresti detto-

Castiel's pov

Sospirai sistemandomi la scomoda divisa scolastica e accelerai il passo, lasciandomi la foresta alle spalle.
Come avevo previsto, la perlustrazione della grotta era stata un fallimento.
Non c'era nulla, o almeno nulla che il Ministero non avesse trovato prima.
In effetti non sapevo perché ci fossi andato lo stesso, ma di certo non poteva essere perché me lo aveva chiesto Rose.
Io sono un Ifrit, di certo non il famiglio di qualche strega...
I miei pensieri virarono nuovamente su di lei, e mi chiesi se avesse fatto qualche progresso, a differenza di me.
Sperai di no.
Mentre risalivo la collinetta, e superavo il salice bruciato, notai una ragazza avvicinarsi con passo svelto.
Qualcosa non andava.
Avevo studiato il viso di ogni studente, prima che partissero per le vacanze, in modo da poter riconoscere ogni eventuale estraneo.
E lei lo era.
I tratti del viso non erano comuni, tutto sommato era di una bellezza particolare.
La cosa strana però, era che il suo sguardo non aveva ancora incrociato il mio, mentre mi si avvicinava.
Tutte mi guardavano, mi davano  almeno una sbirciatina con la coda dell'occhio.
-Ciao- dissi lanciandole il mio sguardo più seducente, mentre mi passava di fianco.
La bionda, tuttavia, rispose con un "ciao" senza nemmeno guardarmi, pareva quasi infastidita.
Mi bloccai sul posto e lei mi superò riempiendomi le narici di un profumo di vaniglia.
Ciò che era appena successo, decisamente non era normale.
La ragazza aveva ormai quasi superato il Lago, che passo svelto!
Dovevo agire in fretta.
Mi tolsi la mantella e la appesi  all'albero bruciato, dopodiché diventati una spira di fuoco e planai veloce verso la ragazza.
La raggiunsi in un paio di secondi, e, come mi aspettavo, lei si girò per controllare in lontanza.
Di certo vide la tunica, e pensò che mi ero fermato lì, ma perbacco! Doveva vederci come una talpa la ragazza.
E, inoltre, era sicura della distanza che supponeva ci fosse tra noi, la quale rendeva impossibile il poterla raggiungere.
Già, ma io ero un Ifrit.
Serpeggiai rasente al terreno seguendola silenzioso nel bosco.
Mandò al tappeto qualsiasi creatura della foresta cercasse di infastidirla, senza il minimo sforzo.
Si allontanò molto, abbastanza da superare i confini di Hogwars.
Ad un certo punto, infatti, si fermò di colpo e si smaterializzò.
Ripresi sembianze umane.
Dovevo scoprire chi era quella ragazza, sapere se qualcuno l'aveva vista; l'unico modo era chiedere a Rose.
Presi le sembianze di una fenice infuocata, e tornai verso il castello.
Non fu difficile trovarla: mi venne la pelle d'oca, quando le fui vicino.
Era nel cortile della scuola, appoggiata al muretto della fontana, insieme a Charlie. Si facevano luce con le bacchette.
Salutai entrambi con un cenno della testa, e interruppero la conversazione voltandosi verso di me.
-Charlie, come va?- chiesi focalizzando l'attenzione su di lui e stringendogli la mano.
-Bene amico, tu?- disse lui ridacchiando.
Mi aveva chiamato amico. Beh, dai, non mi risultava stomachevole: infondo Charlie lo trovavo simpatico.
- Non c'è male. Posso rubartela per qualche minuto?- chiesi facendo un cenno del capo verso Rose.
Charlie assottigliò lo sguardo, e poi guardò anche la rossa.
-Accidenti, qui si sta facendo un gran casino con le ship...- borbottò lui accigliato andandosene.
Guardai la rossa - Cosa vuol dire?- chiesi confuso.
Rose scosse i riccioli che mandarono riflessi rossi sotto la luce del suo Lumos.
-Lascia stare. Dovevi parlarmi di qualcosa?- chiese diretta.
-Sì- dissi prendendomi la libertà di sedermi sul muretto della fontana accanto a lei.
Perché non avrei dovuto?
- Ho visto un volto nuovo tra gli studenti: media statura, bionda, Grifondoro...-
Rose serrò le labbra rosee in una linea dura.
Incrociò le braccia al petto.
-Evelyn Beauchamp- disse lei facendole il verso con un terribile accento francese.
-E tu come la conosci?- aggiunse con sguardo sospettoso.
-L'ho vista vicino al Salice bruciato, si dirigeva verso la Foresta Oscura. L'ho seguita...-
-E perché avresti dovuto seguirla?- mi interruppe, nuovamente con una domanda, e ancora più irritata di prima.
-Ha resistito al mio fascino! Era ovvio fosse sospetta- conclusi con tono ovvio.
Rose alzò gli occhi al cielo facendo una smorfia.
- Cosa hai scoperto seguendola?- mi chiese giocherellando con la bacchetta luminosa.
-Ha superato il confine e si è smaterializzata. È sospetto- dissi semplicemente.
Lei annuì, guardando nel vuoto.
-Eccoti- disse una voce, che ci fece sobbalzare.
In un attimo lo sgorbio dai capelli da principessa comparve davanti a noi.
Lanciai un'ultima occhiata a Rose, che guardava dispiaciuta il biondo, e mi voltai allontanandomi dai due, e diventando pian piano fuoco.

-Angolo Autore
Salve a tutti! Volevo ringrqziarvi, questa storia ha raggiunto i 6k e i 400 voti, grazie a tutti! È un traguardo molto importante per me.
Spero che il capitolo vi sia piaciuto!

~Rose e Scorpius~ "Secrets"Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora