-Sicura che non hai fatto finta?- mi chiese James guardandomi stranito.
-Come si può fingere di non sbattere le palpebre per più di un'ora?- ribatté Lysander, sollevando gli occhi dal libro di Aritmazia giusto per lanciare un'occhiata di sufficienza a James.
Eravamo tutti riuniti nella sala dei Grifondoro vicino al camino scoppiettante.
Dominique aveva trasfigurato dei cuscini in comode poltrone rosse, in modo che ci sedessimo tutti.
-E poi...- aggiunse il suo gemello, Lorcan -...c'eravate tutti no? Lo aveve visto con i vostri occhi!-
-Io no- ribatté mio fratello Hugo, che, essendo più piccolo di me di un anno, aveva lezioni diverse.
Beh, non che Divinazione potesse avere chissà quali argomenti da insegnare.
-E poi- aggiunse Hugo squadrando Lorcan -tu perché non c'eri?- chiese con fare sospettoso.
-Perché era a gingillarsi con la professoressa Pawell- disse distrattamente mia cugina Lily.
Lorcan parve molto scocciato.
Non era facile essere amici di Lily, senza che il suo potere influenzasse i suoi rapporti.
-Pensavo ci fossimo riuniti...- disse Dominique, interrompendo il litigio che stava scoppiando tra Lily e Lorcan -...per discutere della visione di Rose, la prima vera visione mai avvenuta in una lezione della Sybil-
-Come mai non c'è quel figaccione che ti gira sempre intorno, Rose?- si intromise Alice Paciock, rimuginando meditabola.
-Non contarci, Alice, quello ha occhi solo per Rose- commentò Lily.
-Non ci stavo contanto! A me piace già qualcuno!- ribatté la mora arrossendo.
-Moriamo tutti dalla voglia di scoprire chi...- borbottò annoiato James, tenendosi il viso con una mano.
-Ragazzi! Non distraetevi!- insistette Dominique.
Il gruppo si voltò verso di me, Lysander chiuse il libro di Aritmazia appoggiandolo sulle gambe.
-Beh.. penso si trattasse di una giornata di giugno...- iniziai ricordando la visione -... la McGranitt era preoccupata per un eventuale attacco che la scuola avrebbe subito-
-Da parte di chi?- chiese curioso Lorcan.
-Del figlio di Voldemort- rispondemmo io e Lily all'unisono.
Un brivido scosse collettivamente i presenti, appena sentirono quel nome.
-Pensavo fosse finita con i nostri genitori...- ammise Alice Paciock, improvvisamente più pallida di prima.
-Non ha un figlio- disse calmo Lysander.
-Si invece... nato fuori dal matrimonio di Bellatrix Lestrange, che era stata costretta da Voldemort stesso a sposare un mangiamorte purosangue-
-Perché nessuno ne era a conoscenza, allora?- chiese mio fratello.
-Ha cambiato cognome... si fa chiamare Antares Blackswan- risposi.
I presenti si lanciarono occhiate scettiche.
-Siete proprio ottusi!- gridò d'un tratto Dominique alzandosi in piedi, e lanciando un'occhiata di fuoco a Lysander.
-Rose lo ha affrontato! Io c'ero! Ho provato sulla mia pelle la maledizione Cruciatus! Sapete una cosa?- chiese ironicamente guardando i presenti, contenendo a stento la sua furia.
Lo scintillio nei suoi occhi nascondeva uno spirito furioso, degno della sua discendenza da Veela.
-Chiunque abbia dei dubbi, può anche sgombrare! Trovo inaccettabile che non crediate alle nostre parole, sebbene Lily possa confermarle e sia io che Rose le abbiamo vissute! Vergognatevi!-
I gemelli abbassarono il capo, evitando di guardarla in faccia.
-Io ovviamente vi credo- disse Hugo.
-Anche io- concordò James -Voi due siete liberi di andarvene a dormire- disse rivolto a Lys e Lorcan.
I due scossero la testa.
-All'inizio credevo..- continuai prendendo a camminare avanti e indietro -...credevo fosse un fanatico, che catturava le creature magiche per disprezzo e le torturava imprigionandole...-
Presi un profondo respiro, le mani mi tremavano un poco a parlarne.
-Ma ora che ho avuto la visione... credo che le stia 'addestrando' le sta probabilmente incantando con la maledizione Imperius, affinché combattano per lui. Vuole creare un piccolo esercito, composto non solo dai suoi seguaci, ma anche dalle più svariate e potenti creature. Molte delle quali, si credeva non esistessero...-
-Il Ministero sospetta qualcosa, sa che lui è in circolazione...- disse Dominique -... sono certa che stiano già prendendo provvedimenti...-
-Non lo so...- ammisi
-Dobbiamo informare i nostri genitori, tua madre lavora al Ministero del resto...- disse James.
-Dopo l'attacco che abbiamo subito a casa nostra durante le vacanze di Natale, credo lo sappiano già- rispose mio fratello Hugo.
-Quello che so- dissi per concludere -è che non è da escludere che Hogwarts sarà sotto attacco tra qualche mese... dobbiamo prepararci all'idea-
-Rose...- disse Hugo -... se lui sta formando un esercito, non dovremmo farlo anche noi?-
-Siamo solo dei ragazzini, Hugo- si intromise Lysander -Questa cosa è troppo grande per noi...-
-No- disse James con fervore, e tutti ci voltammo a guardarlo stupiti - I nostri genitori avevano la nostra stessa età quando affrontato Voldemort in persona! Se loro ce l'hanno fatta, possiamo farcela anche noi!-
Il gruppo soppesò le sue parole in silenzio, con lo sguardo puntato verso il camino.
-Dovremmo allearci con qualche creatura magica- intervenne giustamente Alice -saremmo almeno ad armi pari... i centauri potrebbero...-
-I centauri ci hanno aiutato una volta- la interruppe Lily -Non amano rischiare, preferiscono la tranquillità; dubito vorranno immischiarsi in una cosa così grossa-.
-Certo...- mormorai pensierosa.
Regnò qualche secondo di silenzio in cui ognuno di noi rimuginava tra sé e sé.
-Sarebbe comodo...- dissi io dopo un paio di minuti di silenzio -...sapere quali creature Antares sta soggiogando. Conoscere i nostri nemici potrebbe darci un vantaggio-
Annuirono tutti, senza però rispondere.
-Posso aiutarvi io- ruppe il silenzio una voce che avevo ormai imparato a riconoscere.
Mi voltai e dietro di me trovai Castiel, nella sua impeccabile uniforme di Grifondoro.
La cravatta leggermente slacciata, i capelli spettinati, si appoggiava pigramente a una colonna della sala comune, tenendo le mani nelle tasche dei pantaloni con fare disinvolto.
Lo faceva apposta ad assumere pose da modello?
Pensavo proprio di sì.
-Non sei stato invitato alla nostra riunione- gli risposi.
-Lo so, piccola- disse scostandosi dal muro e avvicinandosi piano al nostro gruppo.
-Si da il caso però, che io possa sapere quali sono le creature che sottometterà quello svitato- disse con nonchalance.
Alzai gli occhi al cielo.
-Non mente- si intromise Lily, guardandolo con gli occhi verde gatto, con la sua classica espressione indecifrabile.
"Grandioso" pensai sbuffando mentalmente.
Sussultammo tutti per un rumore improvviso.
Il sonoro russare di James invase la stanza.
Si era addormentato sulla poltrona in una posizione scomposta, con gambe e braccia a penzoloni fuori dai braccioli.
-Ecco qualcuno per cui non eserciti alcun fascino- dissi ridacchiando.
-Stai ammettendo che su di te lo esercito, quindi?- chiese lui ammiccando.
Alzai gli occhi al cielo e gli mostrai il dito medio.
Castiel parve molto divertito dal gesto.
-Ragazze, noi lo sopportiamo abbastanza quando dormiamo...-disse Lorcan alzandosi e indicando James. Il suo gemello Lysander fece lo stesso, mettendosi sottobraccio il libro di Aritmazia.
-...Direi che è il caso di trascinarlo in sala comune- fecero per prenderlo entrambi da un braccio, quando Dominique li fermò alzandosi e impugnando la bacchetta.
-Fatemi strada, ragazzi- disse con tono regale.
Dopodiché agitò la bacchetta in modo complicato e sussurrò -Levicorpus-.
James levitò alzandosi dal divano, il tutto continuando a dormire, mentre Dominique seguiva i due gemelli verso il dormitorio maschile, con mio cugino sospeso a mezz'aria.
-Alice!- esclamò d'un tratto Lily, facendo sobbalzare la mora -Domani avrò un test a sorpresa sulla pietra di luna, devi assolutamente farmi copiare i tuoi appunti! Lo so che è tardi, ti prego...-
Alice Paciock la guardò per un momento confusa, dopodiché annuì sorridente. Ormai conosceva bene mia cugina.
Si allontanarono entrambe entrando nel dormitorio delle ragazze.
-E rimasero in tre- borbottò mio fratello Hugo, ancora seduto sulla sua poltrona, che guardava aspramente Castiel.
-Infatti del tre si dice il terzo incomodo...- borbottò Castiel alzando gli occhi bianchi al cielo.
Hugo si alzò.
-Posso fidarmi a lasciarti con lui?- mi chiese guardandomi con molta serietà.
-Si, Hugo. Lui mi proteggerebbe da tutto- dissi spontaneamente, sapendo che era vero.
Hugo mi fece un cenno col capo, dopodiché lanciò un'ultima occhiata di fuoco a Castiel e se ne andò nel dormitorio maschile salendo la scala a chiocciola.
-Se ti sbrighi a dirmi i nomi delle creature, posso racimolare ancora qualche ora di sonno- dissi sbrigativa, girandomi verso Castiel.
Mi superava in altezza di almeno una quindicina di centimetri.
Non mi piaceva che mi guardassero dall'alto, mi faceva sembrare più piccola e fragile di quanto fossi.
-Come siamo dolci stasera- mormorò lui con un sorrisetto.
Alzai un sopracciglio, iniziando a battere con la punta del piede per terra, impaziente e troppo stanca per stare ai suoi giochini.
-Come desideri. Ti devo portare nella Foresta Oscura, afferra il mio braccio- disse lui sbrigativo.
Rimasi a bocca aperta.
-Per prima cosa... non ci si può smaterializzare dentro il castello, secondo... mi brucerai toccandoti e poi... perché dovrei venire in una foresta nel cuore della notte con te?- chiesi con una risata.
-Io non mi smaterializzo, divento fuoco e raggiungo i posti in fretta... in teoria posso portare qualcuno con me. Non ho mai provato-
Lo guardai di sbilenco, trovando quell'idea molto surreale.
-Non ti brucerai toccandomi, non sono arrabbiato in questo momento, a meno che tu non abbia paura che io possa bruciare di passione per te- disse lui con un sorriso affascinante.
Scoppiai a ridere sentendo però un calore salirmi in faccia, per via della sua frase spudorata.
-E per ultimo... un vampiro mi fornirà le informazioni che ci servono. Ho un incontro con lui stanotte e tu devi esserci. Tutto chiaro?-
Lo guardai confusa. Sapevo che non mi avrebbe fatto correre pericoli, sebbene stessimo per incontrare un vampiro.
Eppure una domanda mi rimbalzava in testa -Perché devo esserci anche io?-
Lui strinse le labbra. Evidentemente avrebbe preferito che non gli facessi questa domanda.
-Beh la sincerità è la via migliore... questo è quanto: in cambio delle sue informazioni ho fatto un patto, secondo il quale io gli avrei portato una fiala di sangue di strega vergine, per le sue informazioni-
Spalancai la bocca indignata -Stai scherzando?- chiesi in un sussurro.
-No, ora per favore afferra il mio braccio- disse lui nuovamente, porgendolo.
-Cosa ti fa pensare che io accetti, o che io sia...- non finii la frase, lui aveva capito.
-Io percepisco che sei pura, Rose, e sinceramente ti reputo anche abbastanza sveglia e dolce da esserlo. Possiamo andare? Hai una fiala con te vero?-
Annuii spiazzata.
Non sapevo bene come reagire alla situazione.
-Tu sei pazzo...- mormorai.
-No, il vampiro che mi ha chiesto sangue di vergine lo è... andiamo per favore? Ti riporterò alla sala comune in un lampo.- promise lui.
Afferrai il suo braccio decidendomi e un calore improvviso mi pervase.
Il mio corpo venne schiacciato da una pressione inesistente, in tutti i punti, come quando ci si smaterializza.
Eppure non bruciai, anzi mi sentii scivolare via e vidi il paesaggio della sala comune passarci accanto velocemente.
Ci ritrovammo nella notte, fuori dal castello, ad una velocità incredibile.
Viaggiavamo a raso sull'erba, volando sopra essa. Non vedevo più il mio corpo, che ero certa essere fatto solo di fuoco, ma solo l'orizzonte.
"Wow, non sono morta" pensai con un poco di gioia.
"Ti avrei fatta correre un simile pericolo?" Rispose Castiel insinuandosi nei miei pensieri.
Preferii non sapere fino a che punto eravamo collegati, quindi restai mentalmente in silenzio.
Attraversammo alberi dai grossi tronchi, e dopo un paio di secondi, quando ormai eravamo nella foresta, mi sentii trascinare verso l'alto, e la pressione suo mio corpo scomparve.
Fu come riprendere a respirare dopo essere stati a lungo in apnea, senza saper praticare un incantesimo testabolla.
Presi consapevolezza del mio corpo abbastanza alla svelta, siccome Castiel picchiettava la manica del mio pigiama.
Sussultai rendendomi conto del dolore, dato che aveva preso fuoco.
-Ehm sono cose che possono succedere, è andata piuttosto bene no?- disse lui con un sorriso, che mi fece bruciare ancora di più la scottatura.
Avrei voluto prenderlo a schiaffi.
Un ramo scricchiolò alle nostre spalle, e mi voltai vedendo una figura incappucciata emergere da dietro una quercia.
-Lumos!- esclamai tirando fuori la bacchetta in una frazione di secondo.
La luce biancastra illuminò un viso pallido e un paio di scintillanti canini, che sorgevano da sotto il labbro superiore.
Era il vampiro.
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~Rose e Scorpius~ "Secrets"
FanfictionÈ il quinto anno ad Hogwarts per Rose Weasley. Un altro normale anno, in cui non sarebbe successo niente come nei precedenti. O almeno così pensava. Le cose nella scuola di magia e stregoneria cominciano a farsi burrascose quando Rose e Scorpius, gr...
