Un ramo scricchiolò alle nostre spalle, e mi voltai vedendo una figura incappucciata emergere da dietro una quercia.
-Lumos!- esclamai tirando fuori la bacchetta in una frazione di secondo.
La luce biancastra illuminò un viso pallido e un paio di scintillanti canini, che sporgevano da sotto il labbro superiore.
Aveva uno sguardo austero, come quello che avrebbe dovuto avere un principe di molti secoli addietro.
Gli occhi rosso sangue piccoli e a mandorla, sormontavano zigomi alti e pronunciati.
Indossava un lungo mantello nero, che faceva sembrare la sua carnagione ancora più bianca e spettrale.
L'avrei scambiato per un cadavere, se i suoi occhi non si fossero mossi verso Castiel e il suo sorriso non si fosse allargato, mostrando una fila di denti altrettanto bianchi e affilati, ma mai quanto i canini che sembravano zanne.
-Sei in ritardo, Ifrit- mormorò il vampiro con tono seccato.
-Sono qui, no?- replicò Castiel, venendomi più vicino.
Gli lanciai un'occhiata e vidi che era molto teso.
-E questa deliziosa signorina...- continuò il vampiro squadrandomi da capo a piedi con un'espressione famelica in volto -...Somiglia in maniera incredibile alla mia terza moglie, del lontano quattrocento... Roxana...-
-Roxana fa rima con putt...- mormorò Castiel di fianco a me, e scoppiai a ridere senza riuscire a trattenermi.
-Ifrit, non insultare il lavoro di Roxana prima di diventare mia moglie- puntualizzò il vampiro, ma sembrava anch'egli divertito.
-Come ti chiami?- chiesi di punto in bianco al succhiasangue.
-Fergus, mia cara- rispose lui galante.
Tuttavia il suo aspetto faceva risultare la sua galanteria davvero stomachevole.
-Bene, Fergus. Posso darti del "tu"? Castiel mi ha riferito che hai delle informazioni per noi- dissi con voce ferma e decisa.
Avrei negoziato con un vampiro, e il mio coraggio da Grifondoro mi avrebbe aiutato a restare impassibile.
-Esattamente. Conosco le creature che Antares ha reclutato nel suo esercito... come il tuo amico Ifrit ti avrà preannunciato, ogni cosa ha un prezzo- disse lui appoggiandosi alla quercia più vicina.
Mi parve di vederlo ingoiare l'acquolina che gli si era formata al pensiero del mio sangue.
Facendolo passare per un gesto casuale, mi asciugai sul pigiama i palmi sudati dalla tensione.
-Come posso sapere che, una volta avuto il mio sangue, tu mi dirai ciò che voglio sapere? Potresti prenderlo e andartene, o addirittura attaccarmi...- ribattei considerando seriamente quella possibilità.
Tuttavia restai a guardarlo a testa alta.
-Signorina, io sono un vampiro di parola. Non macchierei mai secoli di impeccabile reputazione in questo modo...-
Sentii Castiel accanto a me spostate il peso da un piede all'altro, a disagio.
Forse lui non era molto d'accordo con questo Fergus.
-Siccome sei così un galantuomo...- iniziai abbozzando un sorriso -... non ti dispiacerà darci prima le informazioni di cui necessitiamo, e poi ottenere il sangue. Vero?- chiesi con l'espressione più genuina che mi riuscisse.
Fergus ridacchiò -Beh, come posso dire di no a uno sguardo così adorabile?- rispose facendomi l'occhiolino.
Sentii il pudding che avevo mangiato a cena minacciare di risalirmi in gola.
-Tuttavia... se la tua parola non venisse mantenuta, mi arrabbierei molto. Non ti conviene vedermi arrabbiato, Signorina-
La minaccia nella sua ultima frase era evidente. Sentii il cuore cominciare a martellarmi nelle orecchie, come a volermi far scoppiare i timpani.
Anche Fergus riusciva a sentirlo? Non lo sapevo.
In effetti se fossi stata più attenta a lezione di Difesa contro le Arti Oscure quando avevamo trattato i vampiri...
-Non sono molte le informazioni che sono riuscito a racimolare... la sua cerchia è molto riservata e ristretta. Tuttavia spiandoli sono riuscito a scoprire da cosa sarà composto il suo esercito...-
Lasciò passare qualche secondo di suspence, e proprio quando fui sul punto di chiederglielo, lui continuò.
-Come suo padre prima di lui, ha ritenuto saggio creare un esercito di morti viventi-
I miei occhi si spalancarono appena lo sentii.
-Inferi...?- bisbigliai mentre raggelavo dal terrore.
-Esattamente... molto difficili da eliminare... ne ha parecchi- confermò Fergus.
Guardai Castiel e lui ricambiò con la stessa espressione terrorizzata.
-Beh oltre a loro, ha reclutato anche una bella mandria di Troll. Come ben saprai quelle teste di rapa sono ottimi artigiani, e hanno amorevolmente costruito delle splendide catapulte... ma non voglio divagare-
Una fugace immagine di Hogwarts colpita da una sfera di pietra infuocata mi attraversò la mente.
-E infine, tutti i Dissennatori che sono rimasti in circolazione... non ti sei mai chiesta perché abbiano inspiegabilmente abbandonato il Castello in questi giorni?-
Effettivamente non li avevo più visti volteggiare ai confini di Hogwarts.
-È tutto?- chiesi.
Fergus annuì.
-Ti ringraziamo- disse Castiel accanto a me, e mi sorpresi di tali parole.
-Fergus...- dissi appoggiando la bacchetta illuminata a terra, in modo da avere le mani libere.
Iniziai a tormentarmi le unghie.
-Vedi... il problema è che è venuto fuori un piccolo malinteso... io non sono vergine.- finii guardandolo dritto negli occhi.
Castiel accanto a me, si strozzò con la saliva e cominciò a tossire rumorosamente.
Fergus sorrise, quasi comprensivo.
-Apprezzo che tu abbia posato la tua bacchetta a terra, strega, facendomi capire che non vuoi attaccarmi. È un bel gesto per la tua specie...- gli sorrisi a mia volta, grata che avesse capito.
-Tuttavia non sono un idiota. Sento il profumo di Narciso del tuo sangue... solo le donne pure hanno questo odore. Non mi puoi ingannare, Signorina. Ora ti chiedo di darmi il sangue che mi spetta- ribadì lui, e stavolta si tolse l'espressione da gentiluomo e intravidi uno sguardo da predatore che mi fece indietreggiare.
Almeno era ciò che volevo lui vedesse.
-Io...- mormorai aggrappandomi al braccio di Castiel, il quale fece un passo avanti per proteggermi.
Fergus gustò la mia reazione come se fosse Ambrosia, e un sorriso di trionfo gli si aprì in volto.
-Vorrà dire che mi prenderò ciò che mi spetta con la forza... ma prego cara, finisci quello che stavi dicendo- disse lui sicuro di sé, staccandosi dal tronco della grossa quercia.
Feci un passo in avanti superando Castiel, e un sorriso sadico mi si dipinse in volto.
Avevo messo Fergus abbastanza a suo agio da sottovalutarmi: con la mia bacchetta a terra doveva darmi per spacciata.
-Io credo che mi rifiuterò di far bere il mio sangue a una schifosa creatura come te!- esclamai furiosa.
Fergus ringhiò scoprendo le zanne e si mise in posizione di attacco.
Appena lo vidi scattare verso di me, e fu molto veloce, portai le braccia in avanti verso di lui, pensando intensamente "Lumos Solem!"
Dei raggi di luce dorata e calda uscirono dai miei palmi andando a colpire dritto il vampiro, che si bloccò a mezz'aria ad un passo dall'afferrarmi.
Il suo gridò fu stridente come un artiglio che gratta una lastra di vetro.
La sua pelle fu avvolta dalla luce e divenne sempre più rossa e luminosa, finché Fergus, con mia grande sorpresa, esplose in un turbine di cenere.
-Che schifo!- esclamai cercando di scuotermi i capelli per togliermela di dosso.
Recuperai la mia bacchetta dal mucchietto di cenere per terra, e mentre mi rialzavo sobbalzai sentendo un altro botto dietro di me.
Castiel era caduto a terra, apparentemente svenuto.
Mi inginocchiai accanto a lui facendo luce con la bacchetta e lo toccai prima con un dito per assicurarmi che non bruciasse.
Quando ne fui sicura, lo scossi per un braccio e gli diedi degli schiaffi sulla guancia.
-Castiel! Che ti succede... accidenti!- borbottai.
Come ce ne saremmo andati da quella foresta?
Ero da sola con un Ifrit svenuto e un vampiro carbonizzato nel bosco, ben al di fuori dei confini del castello.
Decisi di farmi forza e mi misi la bacchetta tra i denti.
Cercai di non farmi stordire dal fascio di luce e afferrai Castiel per un braccio.
Era incredibilmente pesante, e mi ci vollero svariati tentativi per riuscire a farlo appoggiare alla mia spalla.
Finii quasi per stramazzare al suolo, ma tenni duro e mi focalizzai sul mio obbiettivo.
Immaginai la capanna di Hagrid, come un pensiero fisso, e, al meglio delle mie forze, feci una piccola piroetta storta su me stessa.
Sentii lo spazio comprimermi e tentare di soffocarmi, ma tenni duro e strinsi Castiel ancora di più a me, per non perderlo in pezzi durante il tragitto.
Appena atterrammo sull'erba mi accasciai a terra e ripresi fiato, mentre un allarme assordante esplose nell'aria.
Non sapevo bene da dove venisse.
Fatto sta che Hagrid balzò fuori dalla sua capanna in un lampo con il suo ombrello rosa puntandomelo contro, e strabuzzò gli occhioni appena mi riconobbe.
In un sonoro pop apparve davanti a me anche la professoressa McGranitt insieme al professor Paciock, entrambi puntandomi la bacchetta in faccia.
Beh, almeno sapevo che le misure per le materializzazioni erano efficienti...
-Weasley?- esclamarono tutti sorpresi.
Lasciai andare Castiel,che cadde sull'erba e mi rialzai con le gambe molli dallo sforzo, togliendomi la bacchetta dai denti.
-Buonasera...- dissi con un filo di voce.
Sapevo già di essermi cacciata in un grosso guaio.
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~Rose e Scorpius~ "Secrets"
Hayran KurguÈ il quinto anno ad Hogwarts per Rose Weasley. Un altro normale anno, in cui non sarebbe successo niente come nei precedenti. O almeno così pensava. Le cose nella scuola di magia e stregoneria cominciano a farsi burrascose quando Rose e Scorpius, gr...
