L'ossofast aveva rimesso davvero in sesto la mia caviglia, purtroppo giusto in tempo per la punizione della McGranitt.
-Non dovresti andarci, in fondo ti sei ripresa da poco- insistette Albus guardandomi contrariato mentre sistemavo le lenzuola bianche dell'infermeria.
-Non penso che la preside sarebbe d'accordo- borbottai sbuffando.
Avevo perso sin troppe lezioni per i miei gusti, inoltre questo posto tutto disinfettato mi metteva angoscia, ed ero sola per la maggior parte del tempo, (Theresa Bils, Tassorosso mezza svenuta al fondo dell'infermeria, non era molto di compagnia).
-É per un certo Hyperion...- chiese Albus con un sorrisetto maligno.
-No- puntai i piedi guardandolo fisso -Non mi importa se mia madre e Draco Malfoy si piacevano ai tempi della scuola, i loro figli non sono destinati a stare insieme. Capiscilo Albus Severus Potter!-
Solo perché era lui stesso un Serpeverde e amico del biondino, tendeva a fantasticare sul mettere insime sua cugina con il suo migliore amico.
-Lui mi parla spesso di te- ribatté Albus.
-E io so che non è vero-
-Tu credi di saperlo- insisté
-E tu credi di sapere troppe cose. A ognuno il suo-
Finii di allacciarmi le scarpe e il Serpeverde mi accompagnò nei corridoi semideserti.
Salutai Nick-Quasi-Senza-Testa che ricambiò facendomi un inchino e staccandosela mostrando il collo spezzato.
Albus ebbe un brivido di disgusto.
-Volevo avvisarti...- iniziò schivando una rana morta lanciatagli dall'odioso Pix -che Hugo ha avuto la premura di aprire la tua strilettera al posto tuo-
-Strilettera?? Addirittura?- chiesi stupita.
-Si, sai per il casino che hai combinato, la McGranitt ha scritto alla tua famiglia e...-
-Grazie Albus, la so questa parte- lo interruppi.
-Ce da dire però che il tuo gufo é arrivato in un momento fantastico. Tutta la Sala Grande era piena zeppa- disse Albus ridacchiando al ricordo probabilmente.
-Devo ricordarmi di ringraziare Hugo- borbottai.
Arrivati davanti all'aula di Trasfigurazione, intravidi Scorpius appoggiato alla parete in pietra e la McGranitt in piedi, con indosso un vestito lungo rosso sangue e un'espressione severa.
-Ci vediamo domani Rose- disse subito Albus facendo un cenno Scorpius e sgattaiolando via.
Piccola infida serpe codarda.
-Signorina Weasley, felice che lei si sia ripresa- disse freddamente la preside.
-Grazie, io sarei felice di sapere cosa sia successo- dissi sfidandola.
-E io di tornare alla sala comune- borbottò Scorpius.
La preside sospirò infastidita.
-Potrà tornarci alle dieci e mezza precise, signor Malfoy.-
Si girò verso di me avvicinandosi di qualche passo, la sua espressione mi fece scendere un peso nello stomaco.
-Signorina Weasley, lei invece viene con me- disse con un tono che non ammetteva repliche.
Scorpius replicò lo stesso -E io dovrei fare tutto da solo?- chiese indignato.
-Affatto, la signorina Blaiker la aiuterà, ha qualche ora di punizione da scontare anche lei-
Fantastico, la mia biondina preferita pensai immaginandoli a fare tutt'altro che lavoro.
-Seriamente? La mia punizione è gia abbastanza dura così....-
-Buona serata signorino Malfoy- concluse seccamente la McGranitt, mi fece un rapido cenno con gli occhi e girò i tacchi incamminandosi per il corridoio.
Immaginai che si aspettasse che la seguissi, ma dovetti quasi correre per starle dietro.
Pimpante la nonnina eh.
-Dove stiamo andando?- le chiesi.
-Nel mio ufficio-
Calò il silenzio e la seguii fino al secondo piano.
I Gargoyle, appena la videro, si spostarono immediatamente.
Salii la scalinata a chiocciola con un pizzico di curiosità.
Non avevo mai visto ancora l'ufficio del preside, (solo la scalinata da cui era sceso Scorpius qualche settimana prima). Mamma me l'aveva descritto solo di sfuggita a volte.
Mi trovai in un ampio spazio circolare, adornato con un mobilio antico in mogano. Le pareti erano piene di quadri, raffiguranti tutti i presidi di Hogwarts.
Passandoci vicino, riconobbi Silente, che mi squadrò da sotto gli occhiali a mezzaluna, con un sorriso stanco.
Mi voltai e riconobbi, in base a quanto mi era stato raccontato da zio Harry, il Pensatoio.
Salii un paio di gradini e mi sedetti su un'enorme poltrona rossa imbottita, davanti alla scrivania.
Su di essa vi era appoggiato, come per caso, un vecchio cappello polveroso.
Il cappello si animò e, appena mi notò, produsse quasi una smorfia tra le pieghe di tessuto.
-Rose Granger Weasley- disse lui con voce roca -che delusione...i tuoi genitori sono i salvatori del mondo magico....-
Mi mossi a disagio sulla poltrona, ma dove era sparita la McGranitt?
Non mi ero nemmeno accorta che fosse andata via, ero stata troppo presa dal guardare i quadri.
-Non ti seguo- gli dissi.
-Beh, se non ti ho messo in Corvonero, un motivo ci sarà, Gioia-
Il cappello parlante mi aveva seriamente chiamata Gioia? Finsi di evitare il commento sulla mia poca arguzia e gli lanciai un'occhiataccia.
-Mi pare di avere almeno il coraggio, sennò non mi avresti messa tra i leoni, Caro- dissi beffarda.
-Hai anche una lunga lingua da serpe. Come saprai non sei l'unica della tua famiglia a cui l'ho detto, ma tu saresti stata davvero bene tra i Serpeverde-
Questo era troppo.
Mi alzai e lo afferrai di scatto, il cappello si agitò sotto la mia presa maledicendomi.
Ero tentata di buttarlo tra le fiamme del camino, interrompendo generazioni di smistamenti in questa scuola, quando un gatto grigio-tigrato balzò sulla scrivania soffiandomi contro e rizzando il pelo.
Sia io che il cappello rimanemmo in silenzio a fissarlo; il gatto balzò giù tramutandosi a mezz'aria nella professoressa McGranitt.
-Posalo là nell'armadio, Weasley- disse, osservando con uno sguardo di rimprovero il mio comportamento infantile.
Mi presi comunque la soddisfazione si buttare il cappello a casaccio nell'armadio, senza troppa delicatezza.
-Sieda- disse la preside mettendosi dietro all'ampia scrivania, tornai alla poltrona maledicendo Merlino per tutte le figuracce che mi faceva fare.
La preside finì di rispondere a qualche gufo, e mi guardò di sottecchi:
Finsi di trovare interessante la ciotola di caramelle alla liquirizia, ma quando una di esse ebbe uno spasmo e si mosse, persero tutto il loro fascino ai miei occhi.
-Sai perché sei qui-
-Come ha giustamente sottolineato quel simpatico cappello, non sono molto perspicace- risposi.
Mise via la piuma d'oca e mi guardò incrociando le mani sul tavolo.
-Metti il libro qui- disse semplicemente.
Ah
Mi sentii cadere dalle nuvole, non avevo minimamente preso in considerazione questa possibilità. Come aveva fatto a scoprirlo?
Lo presi dal taschino interno della tunica, era ancora avvolto nel panno marroncino di Lily.
-Almeno sei onesta- borbottò -Non ho idea di come tu sia entrata in possesso di questo libro, ma di certo non doveva succedere...-
Fece un sospiro, un sospiro stanco.
-Ma del resto, questo libro é fatto per essere trovato- aggiunse.
-Come é possibile?- chiesi.
In risposta, la preside tolse il panno che lo avvolgeva.
Il libro cambiò subito dimensioni e colore.
Sulla copertina apparve il nome
Minerva McGranitt
-Questo libro cambia in base a chi lo trova- spiegò coprendolo di nuovo -e tutti coloro che lo leggono trovano quello a cui sono destinati ad andare incontro.-
-Allora perché non usarlo?- chiesi.
-Perché è sbagliato, perché non puoi cambiare i fatti, non importa di quanto ne sei a conoscenza in anticipo...certe cose, é meglio che restino sepolte-
-Ho letto delle cose...-
-Non pensarci. É inutile tormentarsi prima. Non credi?-
Non ne ero particolarmente convinta.
La McGranitt si alzò prendendo il libro
-Questo lo metto via.- sgattaiolò dietro ad una porta lasciandomi li da sola.
Sospirai alzandomi e avvicinandomi di nuovo al quadro del professor Silente.
-Ehm, Salve- ne avevo sempre sentito parlare, per zio Harry è stato come un padre.
-Dai tuoi capelli color fenice, deduco che tu sia una Weasley- disse lui scandendo ogni parola, come se avesse a disposizione tutto il tempo del mondo.
In effetti era cosi, insomma, viveva in un quadro.
-E anche dal fatto che ti trovi qui. I gemelli Weasley mi hanno fatto sbiancare tutti i capelli con i loro guai- disse lui ridacchiando e io mi unii a lui.
Finché non ricordai di ciò che era successo a Fred. Zio George non si era mai ripreso del tutto.
-La guerra, cara- disse Silente quasi leggendomi nel pensiero -ne ha presi tanti, me compreso-
-Professore? Posso farle una domanda?- chiesi timidamente.
Silente annuii sistemandosi il cappello blu notte. Sembrava in tenuta da pigiama.
-Beh, dopo che lei é...insomma, lei ha protetto mio zio per anni, era come se...come se lei sapesse già cosa sarebbe successo in futuro-
-Hmm- mormorò il vecchio mostrandomi un sorriso grinzoso. Gli occhiali a mezzaluna brillarono.
-Sapere...- disse lui piano -non sempre é potere.-
E detto ciò si girò su un fianco e chiuse gli occhi, cominciando subito a russare molto rumorosamente.
Grande, maestro yoda.
-Weasley-
Sobbalzai girandomi, la McGranitt mi stava venendo incontro con qualcosa tra le mani.
Ma possibile che quella donna spuntasse sempre fuori all'improvviso?
-Porti questo al signor Malfoy, lo ha dimenticato nella mia aula la scorsa sera-
Mi diede un...beh, miseriaccia, era un orologio da taschino.
Dico io, chi mai ha ancora una cosa del genere?
E perché dovevo portarglielo proprio io?
La McGranitt mi spinse verso le scale, e il portone si chiuse alle mie spalle.
Ma che maniere!
Scesi la scala a chiocciola e i gargoyle si richiusero appena mi allontanai.
Erano le dieci passate, volevo soltanto tornare alla sala comune, ma feci comunque tappa all'aula di Trasfigurazione, per ridare al mio peggior nemico il suo stupido orologio da taschino.
Ovviamente entrai nell'aula aprendola con un calcio.
Mi ero completamente dimenticata dell'esistenza di Pinky Blaiker, almeno finché non la vidi avvinghiata a Malfoy, intenta in quello che molti chiamerebbe bacio, ma che io chiamerei mangiarsi la faccia.
Sbattei un paio di volte le palpebre, e la coppia si accorse della mia presenza.
Due teste bionde si girarono verso di me mentre avanzavo, cercando di non inciampare, sebbene mi tremassero un poco le gambe.
Lanciai l'orologio sul tavolo, accanto a Scorpius
-Me l'ha dato la McGranitt- dissi e mi girai immediatamente andandomene, quasi di corsa.
Che scena disgustosa! Come poteva essere cosi patetico? La Blaiker aveva la profondità di una pozzanghera, per quel che mi riguardava, e Malfoy era un imbecille a interessarsi a lei.
Mentre ribollivo dalla rabbia, qualcuno mi intercettò per i corridoi.
-Pel di carota! Perché quel muso??- ghignò Pix facendomi una linguaccia.
Era tradizionalmente vestito con un suo abito da sera in velluto rosso, e il papillon giallo canarino. La sua pelle bluastra aveva un che di cadaverico.
Cercai di ignorarlo ma continuò a fluttuarmi attorno per darmi fastidio.
Era stata una giornata sin troppo dura.
-Immobilus!- enunciai puntandogli contro la bacchetta.
Pix si immobilizzò a mezz'aria come una statua.
Sarebbe bastato a tenerlo a bada per una quindicina di minuti, giusto il tempo di tornare nella sala comune.
Arrivata davanti alla signora grassa, mi fermai.
La parola d'ordine era cambiata di nuovo.
Dopo cinque minuti buoni mi arresi all'evidenza: non la sapevo.
Sì, era stata una giornata decisamente dura.
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~Rose e Scorpius~ "Secrets"
Fiksi PenggemarÈ il quinto anno ad Hogwarts per Rose Weasley. Un altro normale anno, in cui non sarebbe successo niente come nei precedenti. O almeno così pensava. Le cose nella scuola di magia e stregoneria cominciano a farsi burrascose quando Rose e Scorpius, gr...
