-Non hanno paura che ce la diamo a gambe?- chiese Scorpius con un sorriso, appoggiandosi alla fiancata di pietre della casa.
Un raggio di sole gli illuminava i capelli dorati, e faceva risplendere di un azzurro ancora più chiaro i suoi occhi.
Distolsi lo sguardo e lo puntai sulla foresta di aceri davanti a noi.
-Credo che la barriera anti smaterializzazione si allarghi per molti chilometri... secondo te dove siamo?- chiesi appoggiandomi alla parete, accanto a lui.
Faceva increbilimente freddo, quindi eravamo di certo molto lontani dalla Scozia, eppure non c'era traccia di neve, quindi supposi non ci trovassimo in Antartide.
Scorpius schioccò le labbra -Secondo me... beh dovremmo essere in Canada. È famosa per le foreste d'aceri- spiegò lui, raccogliendo una foglia rosso fuoco da terra, e rigirandosela tra le dita.
-Avrei preferito fare un viaggio in Argentina, ma non mi lamento...- mormorai.
Scorpius era insieme a me, quindi non avevo molto di cui lamentarmi.
Certo, ovvio, magari avrei potuto avere da ridire sull'essere stata rapita...
Scorpius lasciò cadere la foglia, che ondeggiò avanti e indietro come un'amaca, fino a poggiarsi al suolo senza fare rumore.
-Cosa ci faremo mai qui fuori... quelli sono tutti matti- borbottò il biondo, infilando una mano nella tasca dei pantaloni della divisa.
In effetti mi chiedevo anch'io qual era il senso di farci aspettare davanti a casa.
Scorpius tirò fuori una scatolina blu dai ricami dorati sui bordi, che riconobbi subito come la scatola di cioccorane che avrei preso a Mielandia, se Scorpius non me l'avesse fregata da sotto al naso.
Appena la aprì, la rana fece un lungo balzo, finendo per atterrare sulla mia spalla, dove si immobilizzò tornando a essere una normale rana di cioccolata.
-Ottima presa- commentò lui ridendo.
-La mia spalla ti ringrazia- risposi con un sorriso, prendendo in mano la rana e spezzandola a metà.
-Chi ti ha detto che l'avrei condivisa con te?- chiese lui prendendo il suo pezzo con un sorriso.
Mi guardai attorno curiosa -Vedi qualcun altro con cui condividerla? E poi la tua rana è venuta da me: avrei potuto tenermela tutta-
Mangiammo la cioccolata in silenzio, ascoltando i rumori del bosco, poi Scorpius tirò fuori la figurina dalla scatola.
Dopo una breve occhiata, me la porse.
-È tua- disse semplicemente, e afferrandola vidi che raffigurava Hermione Granger.
La figurina che mi mancava.
Mi venne un nodo in gola osservando il viso di mia madre, e chiedendomi come stesse e quanto fosse in pena per me.
Poi la donna scomparve, e io mi infilai la figurina in tasca.
Chissà, magari avrei potuto tornare a guardarla se fosse ricomparsa, era come avere una specie di foto: meglio di niente.
-Credi che torneremo presto a casa?- chiesi guardando il bosco davanti a me, e ricacciando indietro le lacrime che mi bruciavano gli occhi.
-Io credo di sì- rispose lui, e mi sembrò sicuro di ciò che diceva.
-Sai...- iniziò Scorpius titubante guardandosi le scarpe, i riccioli biondi gli ricaddero sulla fronte.
-...io e te non abbiamo ancora avuto l'occasione di parlare- disse piano.
Alzai la testa, guardandolo carica di aspettative.
Forse era giunto il momento...
Un rumore ci fece tornare sull'attenti, e io maledii chiunque stesse arrivando e il suo pessimo tempismo.
Dalla foresta rosso sangue, apparvero due uomini: uno era Antares, avvolto nella mantella scura che gli lasciava scoperto il viso e la cicatrice che gli scendeva sulla guancia, l'altro era un uomo grosso e bruno che non riconobbi.
-Eccoci!- disse Antares con un sorriso.
Fu solo in quel momento che tra i due notai una presenza: era una fata.
Era grande quanto un melone, molto più alta rispetto alle fate che conoscevo, la sua pelle aveva anche un colorito blu elettrico, e incastonata sulla piccola fronte spiccava una gemma biancastra dai riflessi azzurrini.
Avrebbe potuto essere confusa con un folletto della Cornovaglia, se non fosse stato per la sua grazia, e il suo vestito fatto di tele di ragnatela luccicanti che le fasciava l'esile corpicino.
Fluttuava tra i due, sbattendo le ali velocissima come un colibrì.
-Come osate rapire una fata?- esclamai indignata, guardando i due con odio.
Stranamente scoppiarono a ridere, e la fata mi guardò incuriosita con i suoi piccoli occhi neri.
-Le abbiamo solo chiesto gentilmente di venire con noi, e avrà una ricompensa...- spiegò Antares.
-Sangue di drago, immagino- mormorò Scorpius accanto a me.
Rabbrividii, mi ero dimenticata che quello fosse l'ambrosia delle fate.
-Non sembra una fata qualunque- dissi.
Fu Antares a rispondermi, l'uomo accanto a lui restava in religioso silenzio -Hai ragione, questa è una fata dell'acqua. Sono molto rare e... potenti- concluse con un sorriso.
Cosa se ne faceva il figlio di Voldermort di una fata? A cosa poteva mai servirgli?
-Questa fata è qui per te- mi disse Antares, studiando la mia espressione. Dovette aver intravisto la mia confusione, perché continuò.
-Non ricordi il nostro ultimo scontro, nella caverna? Dissi a tua cugina che mi servivi perché eri estremamente potente... molto più di quanto immagini, in quanto delle fate dell'acqua ti avevano impresso un sigillo per bloccare gran parte dei tuoi poteri- mi spiegò lui, e in quel momento lo ricordai.
Antares aveva detto che avrei avuto abbastanza potere da piegare un'intera città ai miei piedi, e Dominique aveva risposto che le sembrava di più il suo grande sogno, piuttosto che il mio.
E aveva ragione.
-No... non farlo, non sai quali potrebbero essere le conseguenze!- esclamai, mentre il cuore mi rimbombava del petto.
Antares scosse una mano in aria, come per scacciare qualche immaginario insetto, e sbuffò divertito.
-Invece lo so. Avrai un accumulo di energia da smaltire, data la sua prolungata inattività... e in un paio di giorni circa, sarai pronta per essere la mia arma più potente- spiegò lui con nonchalance.
-Perché le fai questo?!- sbottò Scorpius furioso, stringendo i pugni.
-Essere speciali non è sempre piacevole- disse Antares, dopodiché fece un cenno del capo all'uomo accanto a lui, che mi si avvicinò scrocchiando le dita.
Feci per indietreggiare, ma mi trovai con le spalle al muro.
Scorpius cercò di gettarsi addosso all'uomo, che però lo schiantò velocemente con un colpo di bacchetta.
Osservai a bocca aperta il biondo a terra, mentre l'uomo mi trascinava per un braccio portandomi tra gli alberi.
Guardai la fata, che fluttuava attorno a me e la vidi osservarmi con dispiacere quasi.
Mi fecero appoggiare a un enorme albero, e prima che me ne rendessi conto mi avevano immobilizzata con il Pietrificus Totalus, mentre lo scagnozzo di Antares mi legava al tronco con un enorme catena di ferro.
Doveva essere certamente incantata, dato che provai a romperla con la mia magia, ma senza ottenere risultati.
-No...- sussurrai a denti stretti, per quanto il Pietrificus me lo permettesse.
Antares sorrise, spostandomi una ciocca di capelli dagli occhi -Non ci vorrà molto, stai tranquilla- disse con dolcezza.
Dopodiché lui e l'uomo che mi aveva incatenata indietreggiarono.
Mi ritrovai davanti agli occhi la fata bluastra, che stava eseguendo una primitiva danza fluttuando in aria e agitando le esili braccia.
Mi si fermò a un centimetro dal naso, gli occhi neri le rilucevano dall'interno di un bagliore rossastro.
-Ectemiath...- quando parlò, la sua voce mi sembrò melodiosa e dolce come miele -...inta ivanthur erigetium-
Non capii una sola parola di ciò che aveva detto, eppure mi sembrarono parole cariche di magia e conseguenze.
Dopo aver pronunciato la formula, la fata si toccò la pietra biancastra che aveva incastonata in testa, e portò la mano sulla mia fronte.
Il suo tocco mi provocò un bruciore insopportabile: fu mille volte peggiore della maledizione Cruciatus.
Gridai a pieni polmoni e il dolore aumentò sempre di più, fino a iradiarsi in tutto il mio corpo.
Era impossibile da sopportare ancora, e non mi stupii quando la mia vista venne riempita da piccoli pallini neri, e svenni.
Angolo Autore
Salve a tutti! La storia del sigillo viene ripresa dal capitolo 31 ^.^
Spero che vi sia piaciuto!
Siamo a 12k visualizzazioni ♡.♡ grazie a tutti coloro che leggono questa storia!
A presto :)
STAI LEGGENDO
~Rose e Scorpius~ "Secrets"
FanfictionÈ il quinto anno ad Hogwarts per Rose Weasley. Un altro normale anno, in cui non sarebbe successo niente come nei precedenti. O almeno così pensava. Le cose nella scuola di magia e stregoneria cominciano a farsi burrascose quando Rose e Scorpius, gr...
