55. Duello

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-Sei morta- disse con un sorriso sadico e gli occhi rossi che luccicavano di soddisfazione.
Cercai di rialzarmi da terra, ma Antares mi lanciò subito un altro Cruciatus che mi fece contorcere dal dolore
Dopodiché lo sentii afferrarmi per un braccio, e si smaterializzò portandomi con se.
Non ero pronta per smaterializzarmi, fu così innaspettato che quando ricaddi sull'erba ebbi i conati di vomito.
Per fortuna non avevo nulla nello stomaco da rimettere.
-Molto meglio non credi? C'era troppa confusione in mezzo alla battaglia- sentii dire ad Antares, e alzai la testa rendendomi conto che mi aveva portata in cima alla collina da cui avevamo iniziato l'attacco.
Feci subito per attaccarlo, quando notai un piccolo particolare: accanto a lui si trovava quel bastardo di Rosier e puntava la bacchetta al collo di mio fratello Hugo, il quale mi fissavva con gli occhi azzurrini allarmati.
-Tu?! Non sei ancora morto?- esclamai sorpresa.
-Oh no, Rosier è duro a morire. Ecco perché è uno dei miei uomini migliori- spiegò Antares.
Notai che mi puntava ancora la bacchetta contro, ma stavolta non potevo reagire.
-Non fare scherzi, o Rosier ucciderà il tuo fratellino. E non toccare Rosier, o io ucciderò subito te- mi spiegò calorosamente Antares, piegandosi sulle ginocchia e guardandomi con un inquietante sorriso.
-Non temere, ti ucciderò davvero- disse come per rassicurarmi, e si rialzò in piedi.
Mi sollevai a mia volta da terra, guardandomi alle spalle: dal castello vedevo chiaramente i lampi colorati degli incantesimi.
-Siccome devi stare alle mie condizioni- disse Antares facendomi tornare all'attenti.
-Ho deciso che puoi riavere la tua bacchetta, e che il nostro sarà un duello leale- disse lui lanciando ai miei piedi la mia bacchetta di legno di vite.
-E...- aggiunse -... se oserai fare magie con la mente, tuo fratello morirà. Sono stato chiaro?- domandò.
-Cristallino- risposi a denti stretti, raccogliendo da terra la mia bacchetta.
-Hai paura di morire, ecco il perché di tutta questa messinscena!- esclamai indicando Rosier che teneva saldamente mio fratello.
-Crucio!- gridò Antares puntandomi la bacchetta contro, e caddi sulle ginocchia dal dolore.
-Come pensavo- mormorai guardandolo con odio, appena l'effetto della maledizione svanì.
Antares camminava avanti e indietro, aveva perso la sua aria scherzosa da pazzo, e sembrava parecchio arrabbiato.
-Io ti ho dato questo potere!- urlò avvicinandosi di scatto al mio viso e facendomi sobbalzare, non lo avevo mai visto così in collera.
Mi rialzai dal manto d'erba rendendomi conto che mi tremavano le gambe: avevo fatto troppe magie senza bacchetta e subìto troppi Cruciatus.
-Io ti ho resa la strega più potente della terra, e tu mi hai tradito!- esclamò gesticolando con le mani e continuando a camminare avanti e indietro.
-Succede quando costringi qualcuno a fare...- non finii la frase che lui mi lanciò un altro Crucio, facendomi ricadere a terra e urlare.
-Rose! Per Merlino smettila di provocarlo!- sibilò Hugo, guardandomi implorante.
-Ecco Rose, ascolta il tuo fratellino!- ringhiò Antares.
Presi un profondo respiro appoggiando i palmi a terra e raccogliendo tutte le mie forze per alzarmi nuovamente.
Il profilo di Antares si sdoppiò per un istante, mentre cercavo di restare lucida.
-Non mi sembri molto in forma...- disse lui esibendo un luminoso sorriso -...forse bruciare il mio intero esercito di Inferni con l'Ardemonio ti ha sfiancato? Gli effetti si fanno sentire?- chiese lui ridendo.
Avrei voluto ribattere, e dire a quell'idiota che il merito era degli innumerevoli Crucio che mi aveva lanciato, ma mi trattenni dal farlo arrabbiare ulteriormente.
-È quasi finita... hai perso- dissi stringendo forte la mia bacchetta e guardandolo con odio.
-Hai ragione, ma sto per avere la vittoria più importante: ucciderti- dopodiché alzò la bacchetta e lessi nei suoi occhi cremisi che stava dicendo la verità. Fui pronta.
-Avada Kedavra!-
-Stupeficium!-
Gridammo insieme, puntandoci le bacchette contro.
I nostri incantesimi si scontrarono: dalla sua bacchetta fuoriusciva un fulmine verde smeraldo e letale, mentre dalla mia uno rosso rubino.
Il punto di incontro dei due incantesimi creava scintille dorate, e quello di Antares inghiottiva sempre di più il mio, facendo avanzare il fulmine verde verso la punta della mia bacchetta.
Non ebbi scelta, e con uno sforzo immane puntai la mia bacchetta a terra, dove il maleficio si schiantò provocando un enorme boato.
Ricaddi all'indietro sbattendo la schiena, e mi rialzai in fretta vedendo la figura di Antares avanzare dalla coltre di fumo che si era creata.
Avevo il fiato corto e tremavo come una foglia per lo sforzo: Antares era un duellante più esperto di me e senza l'ausilio della mia magia aggiuntiva, avevo ben poche speranze di batterlo.
Lanciai un'occhiata a Hugo, e capii di dover continuare a lottare.
Perché se io fossi morta, allora Rosier ci avrebbe messo pochi secondi per eliminare anche mio fratello.
E non potevo permetterlo.
-Ti credi tanto forte, a vincere un duello contro una ragazzina?- gridai puntandogli la bacchetta contro -Come tuo padre di prima di te, sei sleale fino al midollo!-
Antares scosse la testa passeggiando e ridacchiò -Sleale è il dono che Merlino ti ha concesso- disse lui.
Gli lanciai uno schiantesimo, che parò subito con un rapido movimento di bacchetta.
-Sei invidioso?- domandai con un mezzo sorriso, anche a costo di dover subire di nuovo la maledizione Cruciatus.
Antares però mi colpì con un Flipendo, facendomi ricadere con la schiena a terra.
-Tutte le grandi cose che hai fatto oggi...- disse avvicinandosi e guardandomi dall'alto con disprezzo -...le hai fatte grazie al potere che ho sbloccato. Tu non saresti niente senza di me!- gridò, dopodiché mi afferrò per i capelli costringendomi ad alzarmi e mi spintonò in avanti.
-Guardami quando ti uccido!- urlò lui, fuori di sé dalla rabbia, mentre io guardavo spaventata mio fratello.
Cosa avrei dovuto fare?
Anche se avessi sconfitto Antares con la bacchetta, Rosier avrebbe ucciso ugualmente Hugo.
Mio fratello ricambiò il mio sguardo, e udii chiaramente la sua voce mormorare -Combatti-
In quel momento seppi che non mi sarei lasciata morire, che mai e poi mai mi sarei permessa di perdere quello scontro.
Mi resi conto che io possedevo il potere per fermare Antares, e che era il mio destino farlo. Dovevo reagire.
"Incarceramus" pensai guardando Rosier, e venne avvolto da delle catene di ferro che gli fecero volare via di mano la bacchetta.
Mentre il Mangiamorte cadeva al suolo, mi voltai verso Antares vedendo esplodere dalla sua bacchetta un lampo verde.
Mi buttai a terra, mentre l'anatema che uccide mi volava sopra, e atterrai battendo un pugno sul manto d'erba.
Dalla mia mano, la terra si spaccò dividendosi in due e creando un'enorme voragine che si dirigeva verso Antares.
Lui ebbe a malapena il tempo di rendersene conto, che la spaccatura nel terreno lo raggiunse facendogli perdere l'equilibrio.
Pensai che fosse caduto nel crepaccio, ma vidi le sue mani biancastre che si aggrappavano a uno dei due margini di terreno.
Mi avvicinai piano verso di lui, e lo vidi guardare spaventato l'abisso nero e profondo in cui sarebbe caduto se avesse mollato la presa.
-Lo sai cos'è quello?- chiesi piegandomi sulle ginocchia e guardandolo dall'alto con un sorriso.
-Quello non è Azkaban, e non è nemmeno il paradiso. È il fottuto Inferno- dissi indicando con un cenno la spaccatura nel terreno, che avrebbe potuto condurre benissimo agli Inferi da quanto era profonda.
-No... ti prego...- supplicò lui con gli occhi pieni di paura -...non voglio morire- piagnucolò l'uomo che pochi secondi prima mi aveva lanciato un Avada Kedavra.
-Hugo, prendi la sua bacchetta- dissi senza voltarmi, si trovava vicino alle sue mani sul bordo del crepaccio.
Mio fratello la raccolse subito, restando vicino a me a guardare Antares.
Puntai una mano verso di lui, e gli occhi di Antares si spalancarono dalla sorpresa.
"Levicorpus" pensai, e il suo corpo fluttuò in aria spinto da una forza invisibile.
Lo feci avvicinare al mio viso, guardandolo duramente
-Penso che meriti la morte, ma non spetta a me deciderlo- mormorai, e Antares mi fissò senza proferire parola, evidentemente troppo sconvolto per rispondere.
-Andiamo- dissi a Hugo, concentrandomi per tenere il mio prigioniero in volo.
Non sapevo quando ancora avrei retto, appena l'adrenalina sarebbe sparita ero certa che sarei crollata.
Il pop di una smaterializzazione mi fece sobbalzare, e puntai la bacchetta contro i nuovi arrivati mentre con l'altra mano facevo fluttuare Antares.
-Siamo noi!- esclamò mio padre, alzando le braccia al cielo.
Notai che vicino a lui c'era Draco Malfoy, che mi guardava sbalordito.
-Miseriaccia...- commentò Ron Weasley guardando il crepaccio dietro di me.
-Abbiamo visto delle luci in cima alla collina, e siamo arrivati il prima possibile- disse Draco, dopodiché raccolse Rosier da terra trascinandolo per le catene che lo avvolgevano.
-Weasley- disse a mio padre, tendendo una mano.
Ron si riprese dalla sorpresa, e gli passò un paio di manette magiche da Auror, con cui Draco legò i polsi di Rosier.
-Tu! Tu morirai!- gridò l'uomo dimenandosi nelle catene, e guardandomi con odio.
-Sì, questa l'ho già sentita- risposi alzando gli occhi al cielo.
Dopodiché feci atterrare malamente Antares ai piedi di mio padre, che gli mise le manette -Antares Blackswan, ti dichiaro in arresto per...- si bloccò ragionandoci su e grattandosi i capelli rossicci -...beh per parecchie cose!- concluse infine, e io e Hugo scoppiammo a ridere.
-Sei l'ultima persona che mi aspettavo di vedere- dissi avvicinandomi a Draco e squadrandolo.
Lui sorrise -Grazie, lo prendo come un complimento- rispose.
-Se foste arrivati dieci minuti prima, sareste stati davvero d'aiuto- disse Hugo incrociando le braccia al petto.
-Figliolo!- esclamò mio padre, lanciandogli un'occhiataccia.
-Come stanno andando le cose al castello?- chiesi notando che i botti luminosi nel cortile erano spariti.
-Harry e gli altri stanno finendo di ammanettare i Mangiamorte rimasti. Abbiamo vinto- disse mio padre con un sorriso, e mollò Antares a terra, per poi afferrare me e Hugo in un mega abbraccio da papà orso.
Sorrisi e sospirai di sollievo, mentre la tensione mi abbandonava i muscoli contratti.
Fu un sollievo chiudere gli occhi e lasciarmi sopraffare dalla stanchezza.
-Quando credete che si sveglierà?- chiese la voce di Scorpius, sentivo in lontananza come un sussurro.
-Era esausta dalla battaglia, ha solo bisogno di riprendersi- rispose mia madre.
-La mia bambina... è stata incredibile!- questo era mio padre, e sembrava abbastanza fiero di me.
-Sì, Weasley, hai una figlia prodigio. Posso capire che la cosa ti destabilizzi-
-Oh zitto Malfoy!-
Mi decisi ad aprire gli occhi e misi a fuoco l'enorme gruppo di persone attorno a me.
C'erano i miei genitori, i miei zii, Scorpius e la sua famiglia e tutti i miei cugini.
Ero sdraiata su un letto bianco dell'infermeria, e mi tirai su a sedere poggiando la schiena sul cuscino.
-Stai bene?- mi chiese Scorpius sedendosi sul bordo del mio letto e prendendomi per mano.
Intravidi mio padre diventare rosso come un peperone dalla rabbia.
-State tutti bene?- chiesi stringendo la mano di Scorpius e guardandoli uno ad uno.
Notai che una persona mancava all'appello, e ricordai il dolore che avevo provato al palmo ustionato durante la battaglia.
-Dov'è Castiel?- chiesi guardando gli altri letti occupati dell'infermeria.
-Rose...- fu James a parlare, e mi voltai verso di lui vedendolo abbassare il viso a terra, i riccioli castani gli finirono sulla fronte.
-Rose, Castiel è morto- disse infine, appoggiandosi alla ringhiera del mio lettino.
Mi sentii crollare il mondo addosso, mentre un peso mi sprofondava nello stomaco e mi si riempivano gli occhi di lacrime.
-No...- mormorai, e mi portai le mani tremanti alla bocca.
Li fissai uno ad uno, finché Albus non scoppiò a ridere interrompendo il silenzio.
-Dovresti vedere la tua faccia- disse Castiel spuntando da dietro Albus, e fissandomi con gli occhi color smeraldo divertiti.
Spalancai la bocca indignata.
-Siete un branco di deficenti! Vi sembrano scherzi da fare?!- urlai girandomi per cercare qualcosa da lanciargli.
L'unica cosa a mia disposizione era il cuscino, che colpì in piena faccia James mentre i presenti scoppiavano a ridere.
-Signorina Weasley- disse la McGranitt materializzandosi vicino al mio letto.
-Dobbiamo discutere del sigillo... se volesse ripristinarlo noi potremmo...-
-No- dissi subito interrompendola -I miei poteri fanno parte di me, e sono in grado di gestirli... e poi...- mi voltai verso mio padre e zio Harry -...sarei un Auror molto tosta con questa marcia in più, non trovate?- chiesi con un sorriso.
Harry e Ron si lanciarono uno sguardo d'intesa, e mio padre annuì tornando a guardarmi
-Sì tesoro, sarai un ottimo Auror-

Angolo Autore
Salve!
Allora, manca ancora un epilogo (che posterò domani) ma per il resto ci siamo.
Spero che il capitolo vi sia piaciuto :)

~Rose e Scorpius~ "Secrets"Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora