Spostai a fatica un grosso volume riguardante la guerra degli avvicini, e lo posizionai sullo scaffale.
Non ci era stato permesso di usare la magia, sarebbe stato troppo facile (questo secondo la McGranitt). I quadri alle pareti avrebbero controllato che non usassimo le bacchette.
Io non ero del tutto d'accordo.
Scorpius continuava a fare su e giù per l'aula, di tanto in tanto scorreva con il dito sui grossi volumi e ne leggeva i titoli, ma non ne prendeva in mano uno, figuriamoci sistemarlo.
-Stai facendo fare tutto a me- gli feci notare sospirando e poggiandomi le mani sui fianchi dalla stanchezza.
Lui girò la testa lievemente verso di me, mi lanciò un'occhiata, e tornò a fare quello che stava facendo.
Decisi di prendermi una pausa, dato che metà del primo scaffale lo avevo riempito da sola.
Mi feci largo tra i libri che avevo sistemato anche sul pavimento, vicino alla libreria, cercando di metterli in ordine storico.
Era un lavoraccio.
Mi appoggiai a un banco e voltai il busto per guardare cosa facesse Scorpius.
Stava passando a zig zac tra i banchi, mettendosi tra le braccia libri su libri, in una lunga pila.
Ma per Merlino, come riusciva a tenerli tutti?
Mi si avvicinò e li posò tutti sul mio banco con un tonfo.
Mi alzai guardandoli confusa.
Scorpius si tolse la cravatta e fece un sospiro.
-Dalla guerra degli avviccini..- disse lui indicandomi l'ultimo volume, fece scorrere il dito sulla pila -...fino alla pace dei Folletti- concluse lui soddisfatto. Si appoggiò al banco con nonchalance, incrociando le braccia al petto e guardandomi con aria divertita.
Io ero stupefatta, in cinque minuti aveva fatto il lavoro che io avevo fatto in un'ora.
-Come accidenti hai fatto?- gli chiesi prendendo metà della pila tra le braccia e infilandola nello scaffale. Scorpius mi affiancò subito sistemando vicino ai miei i libri che mancavano.
-Ho una buona memoria- si giustificò lui facendo spallucce.
Mi appoggiai alla libreria vicino al Serpeverde.
-Quanto manca?- gli chiesi guardandomi la punta delle scarpe.
-Poco più di mezz'ora- rispose lui tranquillo.
Restammo in silenzio, troppo silenzio.
Gli lanciai un'occhiata di sfuggita, per vedere cosa stesse facendo, e lo trovai a guardarmi.
Girai subito la testa e mi diressi verso alcuni volumi impilati sul pavimento.
-Se hai paura di non rivedermi..- disse Scorpius dietro le mie spalle _...non dovrai preoccuparti più di tanto. Saremo qui anche domani sera...per tante, tante sere. Qui. Io, te, la polvere e i libri. Non ne sei contenta?- disse lui ironico.
Sbuffai lanciandogli un'occhiataccia veloce e tornai al mio lavoro.
Scorpius dopo un po' fece lo stesso, e fui sollevata da ciò.
Spostai altri volumi, leggendone distrattamente i titoli: non avevo già più voglia di lavorare.
Un libro molto più piccolo degli altri catturò la mia attenzione.
Aveva una rilegatura in pelle, una pelle quasi di serpente, verde smeraldo e squamosa.
Quando le mie mani la sfiorarono, rimasero sorprese dalla sua freddezza.
Quel libro era freddo, terribilmente gelido.
E piccolo, considerando che era poco più grande delle mie mani. Ma lo spessore compensava tutto, a occhio e croce doveva avere almeno trecento pagine.
Non aveva titoli, ne immagini su quella copertina verde serpente.
Restai accovacciata per non farmi vedere da Malfoy: quel libro aveva qualcosa di diverso...
Alla luce ormai morta delle candele, riuscii a vedere una frase incidersi sulla copertina, per magia.
Sobbalzai, ma non distolsi lo sguardo.
Si formarono dei versi, tre semplici versi che io conoscevo benissimo:
"Do I dare run over there?"
"Do I stay and do I dare?"
Rimasi di sasso mentre lo leggevo: "oserei correre fin là? Devo restare ed osare?"
Mentre il libro scriveva l'ultimo verso, un vuoto mi sprofondò nello stomaco:
"Do I dare disturb the Universe?"
Oserò disturbare l'universo? Trattenni il fiato.
Conoscevo quei versi, una volta un babbano, un uomo di nome T.S.Eliot, li scrisse credendo nella sua convinzione.
Una persona poteva trovare facile seguire la massa, non ribellarsi, non farsi domande e non cercare risposte.
Ma tu, avresti osato andare più in là? Andare oltre? Avresti osato disturbare il verso del destino?
Era uno dei miei autori preferiti, me lo aveva fatto conoscere mamma.
Cosa stava succedendo? Perché era apparsa proprio quella frase, su quel libro.
Mentre ci stavo riflettendo, gli eleganti caratteri neri scomparvero, e la copertina tornò a essere di un verde più scuro.
Sapevo già cosa volevo fare, e lo feci d'istinto: mi infilai il libro nella tunica e mi alzai in piedi.
Purtroppo trovai Scorpius a pochi passi da me che mi guardava incuriosito.
-Cosa nascondi?- chiese lui avvicinandosi - La Mappa del Malandrino?-
Mi sistemai la divisa indietreggiando e cercando di mimetizzare il libro nel taschino.
Ci aveva in parte azzeccato, avevo anche la mappa con me.
-E se anche fosse?- chiesi alzando la testa, dato che Scorpius mi superava di almeno quindici centimetri buoni in altezza.
-Potrei sempre dire alla McGranitt che ti ho visto con una pergamena molto curiosa- disse la serpe facendo un ghigno.
Strinsi i denti -Non puoi farlo senza finirci in mezzo anche tu, e mi assicurerei tantissimo che succedesse- aggiunsi facendogli un sorriso innocente.
-Dammi la Mappa, la finiamo qui e nessuno finisce ancora più nei casini.- disse lui indicando i libri che riempivano la stanza.
-Non posso dartela- sottolineai decisa avanzando di un passo -finché tu non mi dirai a cosa ti serve. Davvero-
-Mi serve- disse lui calmo. Aspettai qualche secondo e, non sentendo altra risposta, lo guardai alzando un sopracciglio.
-E va bene! Come sei insistente..- cominciò a borbottare qualcosa fra sé, arrotolandosi la camicia sulle braccia fino ai gomiti.
Stava piuttosto bene così.
-Quell'Ivan, che hai visto sulla mappa...-
-..E nella foresta!- lo interruppi ma lui mi guardò male e continuò -É un tipo di cui non mi fido, ha iniziato a lavorare qui solo quest'anno-
Dal tono conclusivo della sua voce, capii che non mi avrebbe detto nient'altro. Infatti aggiunse -Non ti serve sapere altro, Weasley-
Ma in quel momento, non m'importava sapere altro, in effetti.
Il mio pensiero correva distrattamente al libro che avevo in tasca, la mappa era passata stranamente in secondo piano.
-Tutto bene, Weasley?- chiese Scorpius vedendo che mi stavo incantando.
-Ho un nome, ed é Rose, vedi di ricordartelo- dissi acida guardandolo infastidita. Ero fin troppo infastidita.
Vidi le sopracciglia bionde di Scorpius alzarsi leggermente per la sorpresa.
Mi avvicinai a lui e presi la mappa dal taschino.
Glielo sbattei sul petto guardandolo fisso -ecco la tua stupida e preziosa mappa, adesso sarai felice- dissi a denti stretti.
Eppure quelle iridi azzurro chiaro, con delle scagliette verdi, erano abbastanza interessanti da vicino, abbastanza da distrarmi dal pensiero del libro.
Scorpius mi prese la mano che gli puntavo al petto e vi sfilò la mappa.
Sentii un po' della tensione che mi pervadeva allentarsi, e mi allontanai guardando dall'altra parte della stanza.
-Beh, grazie..- disse lui.
Io guardavo l'uccellino azzurrino che dormiva nella gabbietta di ferro grossa almeno sei volte lui. Era la nostra campanella, si sarebbe svegliato solo alla fine del tempo prestabilito per la punizione.
"Dai stupido pennuto, canta!" Pensai stringendo i pugni e guardandolo fisso.
Mi sentivo stressata, arrabbiata e agitata.
Non urlai, ma sobbalzai sul posto quando il piccolo uccellino blu cominciò a volare nella gabbietta emettendo un verso melodioso, quanto il canto di una sirena.
-Grande!- disse Scorpius contento -strano, mancavano ancora cinque minuti...questi uccelli non sbagliano mai....- aggrottò le sopracciglia guardando verso le gabbia.
Io volevo solo uscire da quell'aula.
Superai Scorpius con una spallata e me ne andai quasi di corsa.
L'aria fredda e notturna del cortile mi rinfrescò un po' la mente.
Avevo dato la mappa a Scorpius! Per uno scatto di rabbia e basta...ma cosa mi era passato per la testa? Perché?
Mi diressi alla fontana, illuminata dalla luna, e mi bagnai il viso con quell'acqua cristallina.
No... non dovevo preoccuparmi della mappa, lo sapevo, la mappa non aveva più importanza...
Presi il libro dalla tunica e passai una mano sulla copertina che sembrava quasi nera alla luce della luna.
Era così bello...la mappa non aveva più importanza, avevo il libro...
Qualcunò mi afferrò la spalla e io sobbalzai lanciando un urlo. Mi affrettai a nascondere il libro nella tunica prima di girarmi.
-Hugo!- dissi premendomi una mano sul cuore, che stava galoppando -mi hai fatto prendere un infarto!-
Mio fratello si passò una mano tra i capelli color cioccolato, un po' dispiaciuto.
-Scusami Rose, ma ho provato a chiamarti avvicinandomi a te, non mi sentivi...-
-Be', ah io, ecco...scusa, lo so, é che stavo pensando e sono molto stanca e beh...-
-Okay- disse lui ridacchiando -Tranquilla, non ti faccio il terzo grado. Sapevo che staccavi a quest'ora e mi chiedevo se volevi compagnia fino alla sala comune.- disse lui, con quel tono cosi dolce, che conoscevo così bene.
Mi rattristii, pensando a quanto poco tempo avevo passato con mio fratello in quei giorni, e su quanto effettivamente mi mancasse. A casa Weasley eravamo inseparabili, come se fossimo gemelli.
E ora mi accorgo che non lo vedevo dal banchetto.
-Ma certo Hugo, grazie- dissi facendogli un sorriso e incamminandomi con lui verso la torre dei Griffond'oro.
Di sfuggita vidi Scorpius fuori dall'aula di Trasfigurazione.
Era ancora li, notai, e stava guardando me e Hugo allontanarci.
Sospirai e mi girai verso mio fratello -Allora- dissi mentre salivamo le scalinate -Come va?-
-Beh, penso che se non migliorerò in pozioni, Teddy mi darà un Troll.-
Sorrisi, già, non era cambiato poi molto.
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~Rose e Scorpius~ "Secrets"
FanficÈ il quinto anno ad Hogwarts per Rose Weasley. Un altro normale anno, in cui non sarebbe successo niente come nei precedenti. O almeno così pensava. Le cose nella scuola di magia e stregoneria cominciano a farsi burrascose quando Rose e Scorpius, gr...
