2 "Signorina Yoshida"

141 4 0
                                        

Porto le mani alla testa, scompigliandomi i capelli. Come è possibile che quel ladro sia scappato dalla centrale di polizia e sia sparito nel nulla?

La padrona di casa mi guarda di sottecchi, mentre finisce di bere il suo the. "Calmati Ayumi, agitarsi non serve a niente" "Grazie Mai, ora sì che mi sento meglio" commento sarcastica, osservando la bacheca di sughero, appesa in camera della ragazza, piena di foto, scritte, pezzi di giornale e di fili di lana rossa.
Nonostante la nostra analisi accurata degli spostamenti del malfattore non siamo riuscite, ancora, a capire dove si sia nascosto. "Harada ha qualche novità per noi?" Le domando, sperando in una risposta affermativa. Mai scuote la testa. "L'ispettore mi ha chiamato un'ora fa, rendendoci note tutte le informazioni di cui abbiamo discusso fino ad adesso"

Mi tolgo il cerchietto dai capelli per massaggiarmi le tempie. Che cosa mi sta sfuggendo? "Sicura di non voler fare una pausa?" "No Mai, no. Partiamo domani e ho promesso ad Harada che avrei trovato il suo fuggitivo." Lei annuisce, continuando a fissare la linea spezzata rossa, cercando di trovare una soluzione a questo rompicapo.

Spalanco gli occhi. Abbiamo avuto la risposta sotto il naso per tutto questo tempo e non ce ne siamo accorte? Indico con veemenza la foto del luogo dove probabilmente l'uomo si è nascosto.
Mai mi osserva, sorridente.

Indosso nuovamente il cerchietto e lego i capelli in una coda bassa. La mia migliore amica sa già che cosa questo significhi. "Allora? Che cosa hai scoperto, detective di Nikko?" "Che il nostro uomo si trova nei pressi della zona industriale" "È un'intuizione o ne sei certa?" "Ne sono abbastanza sicura, sì" "Chiamo direttamente Harada o mio cugino?" "Prova a chiamare tuo cugino... dopotutto è meglio se l'ispettore verrà a conoscenza di questa informazione da un suo sottoposto"

Cammino verso la porta, riprendendo la giacca che ho abbandonato sul letto della mia amica. "Dove vai?" "Harada avrà bisogno di una mano. Lo sai quanto quell'uomo possa essere inaffidabile" Mai ridacchia domandandomi se voglia essere accompagnata "Come preferisci" "Chiamo mio cugino, tu chiudi le imposte per favore" dieci minuti dopo siamo in sella sulle nostre bici, per raggiungere il luogo dove si sta recando anche l'ispettore, insieme alla sua squadra.

Il colore giallo del nastro della polizia segnala che siamo arrivate a destinazione. Allora il superiore del cugino di Mai non è poi così incapace se è riuscito a creare un perimetro nel giro di poco tempo. Senza autorizzazione superiamo la segnaletica, cercando il responsabile di tutto il trambusto.
Lo troviamo di fronte all'entrata principale del magazzino, intento a pavoneggiarsi con i suoi colleghi. Alzo un sopracciglio sorridendo bonariamente. Harada è sempre il solito sbruffone.

Mai saluta l'adulto con la mano, mentre gli agenti, a conoscenza della collaborazione tra noi due e il loro capo, ci sorridono.
L'ispettore cammina tranquillo verso di noi, informandoci che il ricercato è stato ammanettato ed ora è sotto stretta sorveglianza all'interno dell'automobile.

"Vede che le promesse le mantengo, ispettore" "Yoshida, non vantarti troppo. L'umiltà è una qualità necessaria" roteo gli occhi. Da che pulpito. Uno che si prende il merito delle pensate degli altri non dovrebbe venire qui a farmi la paternale. L'unico motivo per il quale non inizio una discussione di fronte a tutti è perché necessito di tornare a casa al più presto. E perché ho bisogno dei soldi che l'ispettore è solito consegnarci ogni volta che io e la mia migliore amica svolgiamo un lavoro per lui.

"Grazie per la soffiata" esordisce il mio interlocutore. È molto raro che sia grato per il lavoro svolto da noi due al suo posto. "Non faccia il ruffiano: non siamo i suoi superiori" aggiungo con un sorriso. L'uomo ci porge due banconote, ciascuna da 10 mila yen. Entrambe ci guardiamo negli occhi per poi rivolgere i nostri sguardi confusi verso l'uomo di mezza età.
"So che domani partite. Non è una cifra molto elevata, lo riconosco... ma negli ultimi anni siete state due consulenti molto preziose e ci tenevo a ringraziarvi in qualche modo. Signorina Tanaka tu e la tua migliore amica siete state un dono del cielo" Mai sorride, ringraziando l'uomo, mentre ripone il prezioso tesoro dentro la cover del cellulare; così faccio anche io.

"È stato un vero piacere, e un onore conoscervi ragazze. Spero che a Tokyo troverete quello che state cercando" lo spero vivamente anche io.
"Ci mancherà, ispettore" "Vi mancheranno i miei soldi, non il sottoscritto" ridiamo per la battuta, augurando poi al poliziotto un buon proseguimento di giornata e di carriera.
"Senza di voi non so se mi sarà possibile avanzare di grado" "con un po' di pratica tutto è possibile" risponde Mai.

È strano dover dire addio ad una figura adulta che negli ultimi anni ho imparato a conoscere a fondo. Non posso affermare che l'ispettore sia stato come un padre, ma è diventato un punto di riferimento al quale potersi appoggiare.
Quando mi serviva un passaggio a casa e lui poteva offrirmelo era il primo a rendersi disponibile. Quando una mia compagna alle medie è stata derubata lui si è occupato personalmente del caso.
Ed è stato proprio lui ad insegnare, sia a me sia a Mai, alcune tecniche di difesa personale, nel caso in cui entrambe ci fossimo trovate in pericolo. Lo stesso ispettore mi ha introdotto le basi per impugnare una pistola.

Sarà una delle persone che mi mancherà di più, insieme ai miei amici più intimi.
È una fortuna che sia riuscita a convincere i genitori della ragazza al mio fianco a lasciarla trasferire a Tokyo. Ma dopotutto... come potevano rifiutare? Studiare nel cuore di quella città rende una carriera prestigiosa più accessibile.

Inoltre, studiare lontano da casa mi permetterà di passare più tempo lontana dai miei genitori, diventati opprimenti e asfissianti.

Dopo aver salutato il cugino di Mai e gli altri agenti ci allontaniamo dalla scena, consapevoli che questo sarà l'ultimo caso di cui dovremmo occuparci. E che la bacheca di sughero sarà inutile d'ora in poi.

"Tutto bene Ayumi?" Domanda Mai. "Mi piaceva fare la detective... e quando arriveremo nella capitale non credo mi sarà più possibile: è pieno di testoline funzionanti lì" sorrido amaramente, ripensando a Conan Edogawa. Alzo gli occhi al cielo. Chissà che cosa starà facendo quel pallone gonfiato. Scuoto la testa: non è un mio problema. La mia migliore amica interrompe il flusso di pensieri appoggiando una mano sulla mia spalla. "Vedrai che troverai un passatempo migliore in città" le sorrido, non troppo sicura che la sua affermazione possa rivelarsi veritiera: non ho fatto altro da quando sono arrivata qui a Nikko.

Sarà difficile separarmi da questo lavoro, visto che lo svolgo con moltissima passione, da ormai 5 anni.
Le mie abilità deduttive sono state affinate a tal punto che alcuni mi hanno definito la "Miss Murple" del nuovo millennio, nonostante l'idea di rimanere nubile per tutta la vita non mi alletti poi così tanto. Ma quella donna creata dalla mente della mia scrittrice di gialli preferita è stata il mio punto di riferimento per tutto questo tempo.
Non conosciuta come Sherlock Holmes, quella vecchietta è sicuramente migliore di quel detective cinico in fatto di comprensione dell'animo umano: è inutile arrivare alla verità se non si conoscono le ragioni che si celano dietro ad essa, almeno questa è la mia opinione.

"Quale sarà la prima cosa che farai, una volta che ci saremmo sistemate nel tuo appartamento?" Mi domanda la ragazza dai capelli lunghi. "Mh?" Non ci ho mai riflettuto abbastanza. Non ho una motivazione per cui andare a Tokyo. Ne ho solo una per tenermi il più possibile a distanza da questo posto. "Io non vedo l'ora di visitare la "Tokyo Tower" l'ho sempre vista ritratta nelle cartoline e nelle fotografie. Ci tengo particolarmente a vederla di persona. Tu invece?" Ci deve essere un posto a cui sono stata legata particolarmente quando ero piccola. Sorrido. Forse un luogo c'è. "Una scuola elementare" "Una scuola elementare?" "È lì che si sono conosciuti i miei genitori" invento sul momento.

Mai non sa nulla sul reale motivo per cui io, insieme alla mia famiglia, mi sia trasferita da Tokyo a Nikko all'inizio della prima media. E così deve essere.
Kudo Shinichi è un nome che non verrà mai più pronunciato dalle mie labbra, così come quello di Ai Haibara, perché tutt'oggi non conosco il vero nome della mia prima migliore amica.

Forse un motivo per trasferirmi a Tokyo ce l'ho. Spero che tornando a casa i bei, ma strazianti, ricordi della mia infanzia possano essere sostituiti con altri.

---------nota autrice--------
La storia è narrata da due punti di vista diversi: quello di Ayumi e Mitsuhiko, i due protagonisti.
La voce narrante sarà, per i capitoli dispari, Mitsuhiko, per quelli pari Ayumi.
In alternativa al posto del nome del capitolo verrà scritto il nome del personaggio che narrerà i fatti in quella parte di storia

Detective GirlLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora