Mangiamo tutti e tre assieme. Devo dire che le ragazze hanno fatto un ottimo lavoro. "Alla fine Toshida ci ha capito qualcosa di tutta la faccenda?" Chiede Mai, dopo avermi riempito il bicchiere. "Sì, sì. Shinichi in macchina ha spiegato sia a lui sia a Ran e a Kazuha che cosa fosse successo" rispondo io. Prima il mio amico mi ha mandato un messaggio in cui mi diceva che tutte le spiegazioni opportune gliele aveva offerte Shinichi. Inoltre ha aggiunto che "avrei dovuto sfruttare la serata anche per lui". Come se potessi "sfruttare" questa situazione a mio vantaggio. Oltre ad essere un ragazzo timido sono in casa di altri. Non vedo l'ora che sia domani e che mia sorella mi riporti a casa. "Dovete spiegare anche a me un po' di cose, allora: nella telefonata che mi hai fatto all'inizio Ayumi, per avvisarmi della bomba, non mi hai spiegato granché"
Iniziamo così a raccontare delle lettere che ci invitavano a Miracle Land per una settimana, poi le racconto che per tutto il primo giorno di permanenza io e gli altri 2 detective abbiamo avuto dei sospetti riguardo a tutta la faccenda, le parlo del messaggio che ci aveva lasciato il nostro fan (ovvero di aspettarlo al bar dell'hotel), dei messaggi minatori ricevuti e di come io e Ayumi, ma soprattutto Ayumi siamo riusciti a collegare l'omicidio della vittima con una rapina in banca avvenuta lo stesso giorno; di conseguenza abbiamo capito che Toshie Abe era stata uccisa perché aveva visto troppo. "E come avete capito che la ragazza che ci teneva tutti in ostaggio era una dipendente dell'hotel?" "Anche qui è stato merito di Ayumi. Io in pratica non ho fatto nulla durante queste indagini" "Scherzi? Se tu non avessi recuperato i fascicoli da Megure non avremmo capito un accidente. In ogni caso Mai è stata pura fortuna: la migliore amica della ragazza morta teneva in casa una foto di lei e le sue due amiche più strette. Una era la vittima... e l'altra era la stessa tipa che vi aveva dato i bracciali, così ho collegato" "sì ma poteva essere una persona introdotta da fuori, no?" "Per questo ho chiesto all'amica se la ragazza nella foto lavorasse al nostro Hotel, lei ha confermato la mia ipotesi e mi sono subito precipitata lì" "Hai fatto comunque un gesto avventato Ayumi" la rimprovero io. "Hai disarmato una ragazza armata e l'hai messa K.O. rischiando veramente troppo" aggiungo. "sei stata TU a disarmare la criminale?" Chiede sbalordita Mai. "E chi altri sennò?" "Ayumi, tu sei fenomenale. Anche se sono più brava di te nell'arte marziale non avrei mai avuto il coraggio di combattere, non se c'era la vita dei miei amici in pericolo" "sono comunque la seconda arrivata nel torneo regionale. Non sono proprio una mezza calzetta" ribatte Ayumi sorridente. "E poi, altrimenti... come avrei potuto arrestarla?" "Ma tu non la rimproveri?" Chiedo io stupito. Mai scoppia a ridere. "Rimproverarla? Mitsuhiko mi ha salvato la vita e non è la prima volta che lo fa. Ti ho raccontato di Nikko, no?" È vero. Anche alle medie queste due correvano rischi del genere. Ma in tutto questo... i genitori dov'erano? Hanno mai saputo dei passatempi delle figlie?
"Tu invece? Come hai fatto a tenere tutti dentro il parco? Non ti ringrazierò mai abbastanza per aver protetto il mio migliore amico" "sì, ma l'ho protetto solo da un po' di vernice, nulla più. Non siamo potuti andare sulle montagne russe, purtroppo. Non è stato facile tenerli tutti all'interno del perimetro: Ran e Kazuha hanno proposto diverse volte di lasciar perdere il parco e di dirigersi in città. Le ho trattenute per miracolo" "Ti sei divertita nonostante l'ansia?" Chiede Ayumi. "In realtà poco nulla. Ero così concentrata nel tenere il gruppo unito che non sono riuscita a godermi le giostre, come avrei dovuto"
"Beh, possiamo tornarci in giornata noi tre e Toshida" "sì, certo. Con quali soldi?" Chiede Mai. "Purtroppo io e lei siamo costrette a lavorare per permetterci tutti gli sfizi: i nostri genitori si occupano solo del cibo e delle bollette" specifica Ayumi "ah, questo non me lo avevi detto Mai" "non pensavo che il mio lavoro fosse rilevante" "e che fate? Ora sono curioso" "Io faccio la cameriera in un locale, mentre lei fa quello che riesce a fare meglio: risolvere i misteri" "pagano abbastanza bene, ma questo credo che tu lo sappia già" aggiunge Ayumi con un sorrisetto.
A cena finita le due ragazze spreparano il tavolo e mi invitano a sedermi sul sofà in soggiorno e ad accendere la tv se lo desidero. Mi reco lì e accendo il "cubo parlante" solo per usarlo come sottofondo mentre utilizzo il cellulare. Scrivo a mia sorella chiedendole se domani mattina può passare a prendermi. "AYUMI!" la ragazza si affaccia dalla cucina. "Sì?" "Mi ripeteresti il tuo indirizzo? Lo devo mandare a mia sorella. Inoltre, fino a quando posso rimanere qui?" "Beh domani mattina puoi fare colazione con noi se vuoi" "ok, allora dico ad Asami di passare di qui per le 10 e mezza?" "Sì, sì non c'è nessun problema" ringraziata la ragazza che torna in cucina riprendo a scrivere.
Qualche attimo dopo aver inviato il messaggio le due coinquiline mi raggiungono. Ayumi prende posto accanto a me, al centro del divano e Mai si siede alla sua sinistra. "Che ci guardiamo ragazzi?" Chiede la detective. "A me va bene qualsiasi cosa" "anime?" Propongo io. "Anime" risponde quella seduta accanto a me.
Dopo aver discusso un attimo sulla tipologia del cartone si decide di guardare un poliziesco. Ha solo 12 episodi quindi posso finirlo tranquillamente domani.
Dopo il secondo episodio Mai ci informa che sta andando a dormire. "Ragazzi, ciao io vado a farmi la doccia e poi a riposarmi. Questi quattro giorni sono stati molto stressanti per me. Notte notte, a domani" "a domani Mai" saluta Ayumi, mentre io faccio un cenno con la mano.
Io e Ayumi guardiamo altri due episodi e poi la ragazza mi chiede di spegnere la tv: i ragionamenti del programma le stanno facendo venire il mal di testa. "Scusa è che uh... basta ipotesi complicate!" Sorrido e assecondo la sua richiesta. "Direi che per un po' eviteremo i misteri intricati" "puoi ben dirlo. Specialmente se la scena del crimine è un parco divertimenti".
Lei si stiracchia e mi comunica la sua stanchezza "penso che andrò a dormire anche io" "ok, allora ci sentiamo domani" "buonanotte!" "Notte Ayumi" la saluto mentre si dirige in camera sua.
La vedo uscire dalla sua stanza qualche secondo dopo con dei vestiti in mano e dirigersi verso il bagno; vorrà farsi una doccia... dopotutto è quella che ha faticato di più oggi.
Mi perdo tra i post e i direct di Instagram, quando dei passi mi distraggono: è Ayumi che sta venendo verso di me. "Mi sono dimenticata di darti questi prima" in mano ha un lenzuolo e un cuscino. Si è cambiata: ora indossa il pigiama con sopra una felpa. Appoggia ciò che ha in mano sul bracciolo del sofà, poi aggiunge "se hai bisogno di altro mi trovi in camera; non bussare alla porta di Mai, ha il sonno pesante. Mi dispiace non poterti dare un pigiama, ma qui non abitano più maschi da 10 anni... e non credo che i miei vestiti ti starebbero bene" "non preoccuparti: posso dormire anche così. È già tanto che tu mi dia dell'ospitalità, considerato che i tuoi non ci sono..." non continuo la frase e arrossisco di colpo. Come mi è venuto in mente di dire una cosa del genere? "Tanto le voci girano lo stesso... e poi tu sei tu. Potevo negarti questo piccolo favore dopo che hai sopportato i miei drammi?" "Capita a tutti di avere un crollo emotivo, specialmente se alle spalle si ha un trauma infantile" "sì, un trauma di nome Conan" sbuffa lei. È rimasta la ragazzina dolce e gentile che ho conosciuto un tempo.
"Vabbeh, allora a domani" tronca lei la conversazione, girandosi. Temporeggio qualche secondo, poi le chiedo di fermarsi un secondo. "Ti serve altro?" Domanda lei con gentilezza. "Em, sì... posso avere dell'acqua?" Improvviso. Lei senza dire nulla va in cucina, prende due bicchieri dalla credenza e li riempie con l'acqua in bottiglia presente in frigo. Mi porta un bicchiere e beve il suo tutto di un fiato. Dopo che ho bevuto anche io mi sfila la coppa di mano e la posiziona accanto al lavello. "Lo lascio qui in caso tu avessi ancora sete" esclama mentre risciacqua il suo bicchiere e lo riposiziona nella credenza. Ayumi così torna in camera sua, ma prima che possa lasciare il soggiorno la richiamo. "In realtà volevo che rimanessi qui con me ancora per un po': io non ho sonno" probabilmente l'ultima frase è stata fraintesa perché Ayumi è rossissima. "Per parlare" mi affretto ad aggiungere, diventando dello stesso colore di un pomodoro, probabilmente. "La tua compagnia è sempre ben gradita e, come ti dicevo, non sono stanco, ma se tu volessi andare a dormire capirei: in un solo giorno hai fatto arrestare una criminale dopo averla affrontata" farfuglio imbarazzato, con lo sguardo rivolto al pavimento. Sento qualcuno sedersi sul divano, lontano da me, vicino al bracciolo opposto rispetto al mio. Alzo lo sguardo e trovo Ayumi seduta rannicchiata. Beh, chi altri poteva essere?
"Ok, va bene... di cosa vuoi parlare?" Domanda non guardandomi in faccia. Ho fatto una piccola gaffe e di questo me ne rendo conto.
"Sì, veramente divertente!" "Le facce dei ragazzi erano impagabili!" Aggiunge lei. Stiamo parlando del litigio avvenuto tra i 4 fidanzati ventisettenni di qualche ora prima: Kazuha e Ran hanno proprio dato di matto. "Onestamente credo se lo meritassero: non informano mai le loro dolci metà" "credo che tu abbia ragione Ayumi, anche io sarei arrabbiato se la mia ragazza mi tenesse all'oscuro di quasi tutto" lei annuisce. "A proposito di ragazzi sfortunati... di a Toshida che un po' mi dispiace averlo abbandonato con due ragazze troppo grandi e una che si comportava in modo strambo" "stai scherzando? Lo abbiamo lasciato in piacevole compagnia: quelle tre sono molto carine... tu piuttosto: devi esserti sentita a disagio a lavorare con un detective che odi, uno che hai conosciuto da piccola e il sottoscritto, che in pratica era uno sconosciuto visto che non sono più quello di un tempo" "stai scherzando? Mi hanno lasciato in piacevole compagnia: voi tre siete proprio dei ragazzi carini, tu poi... sei venuto su bene" ribatte lei con un sorriso ironico in volto. "Non avrei dovuto dirlo, vero?" "Già" conferma lei. "No, comunque a parte gli scherzi... credo che il mio migliore amico non se la sia presa, ma che sia stato anche bene, tutto sommato" "spero per lui che sia andata proprio così" finisce la discussione la mia amica. "Qualche giorno fa mi accennavi di aver visto Genta" riprende lei dopo alcuni attimi di silenzio. "Sì, sì. È stato bello incontrarlo. È felice per te: lo sa che è sempre stato il tuo sogno diventare una brava investigatrice... mi ha detto anche del concorso... ora che ci penso... mi hanno detto che il mistero era super difficile e che era un caso inventato, le informazione a tua disposizione erano pochissime... allora dimmi... come hai fatto a battere il favorito?" "Intuito femminile, penso" dice lei alzando le spalle con un sorrisetto. "Sì, certo e io sono la regina Elisabetta. Dai! Dimmi come ci sei arrivata, sono veramente curioso" "non ci crederai mai..." interrompe la sua frase per poi dire "è stato tutto merito di un libro" "un libro?" Chiedo io confuso. "Aspetta torno subito" Ayumi si alza dalla sua seduta e in punta di piedi si dirige in camera sua. Torna qualche secondo dopo con un libro in mano. "È stato questo a farmi vincere: il caso era la trama pari passo di questo manoscritto" rimango a bocca aperta "vuoi dirmi che è stata pura fortuna?" "Più o meno... in ogni caso hai visto che cosa so fare... perciò puoi confermare anche tu che il titolo me lo merito" "su questo siamo entrambi d'accordo, però ancora non ci credo" "Credici perché è la verità" questa ragazza mi sorprende sempre di più, ogni secondo che passa. Nonostante sia brava nel suo lavoro il titolo lo ha conquistato solo grazie a una "botta di culo", perdonate il francesismo.
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Detective Girl
FanfictionShinichi Kudo è riuscito in un'impresa che sembrava impossibile: recuperare il suo corpo adulto e disintegrare l'organizzazione a partire dai suoi vertici. Ormai è passato quasi un decennio dalla sconfitta degli uomini in nero. I "Detective Boys" s...
