20 indagini preliminari

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Merda. Penso che questa parola basti per descrivere la situazione in cui ci troviamo. Mai in questo momento è in gravissimo pericolo così come Toshida, Ran e Kazuha. Aveva ragione Mai. Non dovevamo fidarci. Questo spiega gli sguardi angosciati dei ragazzi qualche minuto prima di scendere le scale.
"Che cosa facciamo quindi?" Chiedo io preoccupata, anzi terrorizzata, agli altri tre, che stanno reagendo in modo sorprendentemente calmo. Perché non sono agitati? Che lo avessero già sospettato da molto prima di me? "Risolviamo questo caso. Credo che non ci siano altre alternative piccoletta" dice Heiji scendendo dallo sgabello, portando la visiera del suo cappello davanti agli occhi, segno che è pronto per indagare. Anche Shinichi abbandona la sua seduta. "Sono d'accordo con lui. Se chiamassimo la polizia il malvivente probabilmente la farebbe pagare ai nostri amici" "ma ne siete sicuri? Voglio dire... noi 4? Ce la faremo?" "Siamo o non siamo i quattro detective più abili del Giappone?" Chiede Mitsuhiko sorridendomi per incoraggiarmi alzandosi dalla sedia su cui si trovava. "Dopotutto, abbiamo affrontato situazioni peggiori di questa, giusto?" Sottolinea Shinichi "Sì, per colpa tua però" gli faccio notare scocciata, questa volta senza alcun risentimento nei suoi confronti, almeno non troppo. "In ogni caso ce la faremo. Non ti preoccupare." Continua a rassicurarmi il mio coetaneo.
Chiedo al barista di aggiungere al conto del "serial killer" un cappuccino. Che almeno paghi, anche cifre elevate, se vuole permettersi di minacciare i nostri amici.
Mentre sorseggio la bevanda Shinichi ed Heiji stanno discutendo su come muoverci. Mi torna in mente il fatto che una parte del percorso delle montagne russe non sia compreso nel perimetro del parco. Rischio di soffocarmi con il caffè appena ricordata questa informazione vitale. "Scusate, sbaglio o i nostri amici non possono salire sulle montagne russe se indossano quella bomba?" "Per via del perimetro?" Chiede Heiji agitato. Annuisco. Lui guarda il suo migliore amico, spaventato.

Estraggo immediatamente il cellulare dalla tasca e senza pensarci due volte compongo un numero che ho imparato a memoria. "Che stai facendo?" "Non starai mica chiamando la polizia?" Ma le supposizioni dei due detective sono errate, per una volta. "Mai, pronto sono io" "sì, so leggere uno schermo eh" evidenzia lei dall'altra parte dell'apparecchio. "Senti. Niente domande. Allontanati dagli altri, non ci devono sentire" "Mi sono appena appartata. Cosa vuoi raccontarmi amica mia? " Chiede lei in tono malizioso. "Mai, fermati. Non pensare. Ora ascoltami attentamente. È di vitale importanza quello che sto per dirti. Tu e gli altri siete già dentro il parco?" "Madonna stai calma. Non penso sia una questione di vita o di morte" "invece lo è. Pertanto rispondimi" il suo tono di voce si fa serio. "Siamo già dentro il parco, sì. Che succede? Il tipo vi ha detto che non è più disposto a pagarci il soggiorno?" "No. Ora mantieni la calma. Quello che sto per dirti potrebbe farti perdere la ragione, promettimi che non darai di matto" "oddio Ayumi. Che succede?" "Giuri?" "Va bene giuro" prendo un respiro per alleggerire la tensione. "Mai nel bracciale che vi hanno dato c'è una bomba" scandisco le parole in modo chiaro per evitare fraintendimenti. Lei è zitta. Segno che è sconvolta, giustamente. "Tu e gli altri non dovete abbandonare il perimetro del parco e dell'hotel per nessuna ragione" "e che faccio se gli altri vogliono farsi un giro in città? Glielo dico?" "No. Scoppierebbe il panico. Convincili a rimanere nel parco o nell'hotel. Qualsiasi mezzo è lecito" "Ayumi, se questo è uno scherzo..." "no, non lo è. Non faccio scherzi di questo tipo. Lo sai" "ma non si possono sfilare? Ma chiamare la polizia, gli artificieri... chi vuoi tu, ma non è possibile fare qualcosa?" "Purtroppo no. Ci è stato detto esplicitamente che l'unico modo per evitare che la bomba esploda è quello di risolvere un caso" altro silenzio, alcuni respiri affannati. "Ah menomale. Allora di sicuro finirà bene. Giusto? Perché finirà bene, non è vero?" Questa volta sono io a rimanere in silenzio. "Sì, finirà bene. Te lo prometto" "dopotutto siete i migliori del Giappone e se siamo nelle vostre mani tutto andrà bene." Cerca di convincersi lei. "Mai hai affrontato situazioni peggiori." Cerco di rassicurarla "Sì, ma non senza di te al mio fianco e no. Questa è la cosa più grave che mi sia mai capitata." "Come hai superato le cose passate affronterai bene anche questo. Credo in te, lo sai." Prende un respiro profondo. "Va bene Ayumi. Ma ti prego di fare in fretta" "un'ultima cosa prima di andare. Non salite sulle montagne russe. C'è un pezzo del tragitto che non è compreso all'interno del perimetro del parco" "quindi se ci salissimo sopra ad un certo punto faremmo boom?" "Esatto Mai, esatto" altro silenzio. "Capito? No uscire, no montagne russe. Semplice" ricapitolo io per lei. "Va bene, però, come ti ho già detto, fai in fretta. Conto su di te, cerca di non deludermi" "farò il possibile. Ora devo andare. Indagini preliminari. Il solito no?" "Il solito" conferma lei. Schiaccio il tasto rosso. Quasi 2 minuti di chiamata.

"Ho avvisato Mai della bomba" "CHE COSA?" chiede Heiji sconcertato. "Tranquillo. Non è avvezza ai pericoli. Ne ha affrontati tanti, quindi ora le vostre fidanzate e il tuo amico sono al sicuro. Sarà lei che si occuperà di loro. E non provate a pensare che si possa far prendere dal panico. Vi dico solo che ha affrontato da sola più di un rapinatore e qualche assassino. Ha il sangue freddo la ragazza. Non dirà nulla agli altri ma sarà lei a preoccuparsi nel caso vogliano uscire dal parco o dall'hotel" i tre maschi tirano un sospiro di sollievo "me la sposo la tua amica" sdrammatizza Mitsuhiko. "Guarda, ti dico solo che lei sarebbe contenta" lui ride, ma solo per qualche secondo. Ora che la tensione si è alleggerita siamo abbastanza lucidi per decidere che cosa fare. "Scopriamo come sia morta questa poveretta" questa volta è Mitsuhiko che estrae il cellulare per chiamare qualcuno che ci possa aiutare "Ispettore Megure? Salve, sono io" e mentre saliamo le scale il ragazzo chiede informazioni sulla nostra vittima.
"Grazie mille ispettore" conclude il ragazzo chiudendo la chiamata.
Cerca qualcosa sul suo cellulare e poi inizia a leggere. "Toshie Abe, ragazza di 25 anni morta per colpa di un'incidente stradale il 9 dicembre a Yokohama, verso le 8. Sono passati 6 mesi giusti dalla sua morte. A quanto pare la ragazza stava attraversando un'incrocio con il semaforo rosso, perché vuoto, ma una macchina è arrivata a tutta velocità centrandola. È morta sul colpo poverina. Il pirata della strada non è ancora stato trovato." "E come possiamo risolvere un caso del genere?" Si lamenta Heiji. "Se il nostro fan ci fa risolvere un mistero simile è perché non ritiene che si sia trattato di un incidente" espongo la mia teoria. "Se si trattasse solo di un banale incidente il nostro serial killer avrebbe assunto qualcuno di noi per risolvere questo spiacevole delitto. In questo caso ritengo che il nostro mandante sia un amico o un familiare della vittima che vuole far luce sui motivi per i quali la ragazza sia stata eliminata" "sono d'accordo con la novellina. Se ha tutti questi soldi a disposizione avrebbe potuto benissimo usarli per ingaggiare uno di noi, senza coinvolgere ordigni esplosivi e i nostri amici." Mi sostiene il detective dell'est. "ho appena controllato i file. La ragazza viveva qui vicino" "Facciamo così: io ed Heiji andiamo a raccogliere più informazioni possibili sull'incidente stradale, mentre voi due cercate di scoprire il più possibile sul conto della vittima. Abitudini, familiari, amici, nemici. Di tutto" "va bene Shinichi" concorda Mitsuhiko. "Se trovate qualcosa chiamateci"
"Andiamo Ayumi. L'indirizzo di casa di Toshie dista solo 5 minuti a piedi. Ho appena controllato su Google Maps" iniziamo a correre a perdifiato lasciandoci alle spalle gli altri due. Dobbiamo assolutamente risolvere questo caso.
Prima di arrivare a casa della vittima Mitsuhiko ed io ci fermiamo in cartoleria, su insistenza del ragazzo, per comprare un taccuino e una penna. Riposti gli oggetti nel mio zaino pongo la seguente domanda al detective: "come facciamo a contattare gli altri?" "Ho il numero di cellulare sia di Shinichi sia di Heiji, non ti preoccupare"
Riprendiamo la nostra corsa fino all'appartamento designato.

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