Mi alzo dal letto piano piano: ho un gran mal di testa. Direi che non è stata un'idea geniale rimanere su fino alle 4 per parlare con Mitsuhiko di cose a caso. Abbiamo discusso di quello successo a Miracle Land, di come io abbia vinto il contest diventando la sua "rivale", della mia passione per la lettura e della sua passione per la musica; mi ha fatto piacere scoprire che almeno lui non ascolta solo il k-pop. Non è che non piaccia il genere... semplicemente è troppo presente nel nostro paese... anche se non siamo Coreani. Gli ho chiesto che cosa abbia intenzione di fare dopo le scuole superiori, ma anche lui non lo sa. "Probabilmente i miei vogliono che io diventi un medico o roba del genere, ma io sono più interessato al lavoro dei poliziotti, della C.I.A, dell' F.B.I" mi ha risposto lui. Fortunatamente io non sono troppo vincolata: siccome sono una ragazza dovrò lavorare solo per poco, fino a quando non mi sposerò, perciò potrò scegliere una qualsiasi università, non farà molta differenza.
Ammetto che la cosa sia un po' triste, ma questa è la società giapponese.
Mentre ripenso alla conversazione di ieri sera mi alzo dal letto e indosso il cerchietto che ho lasciato sul comodino.
Apro la porta di camera mia e con un gran sbadiglio vado verso la cucina.
"Ciao Ayumi, ti sei svegliata finalmente" sento dire da Mitsuhiko che, girato di schiena rispetto a me è seduto al tavolo con una tazza vuota vicino, mentre è tutto preso dal cellulare. "Ciao Mitsuhiko" dico mezza assonnata. "Che ore sono?" "Sono quasi le dieci" sgrano gli occhi. COME QUASI LE 10?? "Oddio, no, no... dov'è Mai?" "È andata a fare delle commissioni. Mi ha detto che starà via tutta la mattina e che per questa volta farà la spesa al posto tuo" tiro un sospiro di sollievo. "Poteva svegliarmi, no?" "Ha preferito lasciarti dormire perché ti meritavi un buon riposo" "non abbiamo fatto proprio bene a parlare fino a tardi eh?" "Mi sa che dovremo fermarci prima la prossima volta" concorda lui mentre posa il telefono e si alza dalla sedia.
Non appena mi vede, però volta lo sguardo in tutt'altra direzione, imbarazzato. "Posso farti una domanda?" Chiede lui. Gli do il consenso. "Ma tu dormi con il cerchiello?" Mi vergogno per qualche attimo. "Em, ah sì questo. No, no solo lo tolgo appena prima di andare a dormire ed è la prima cosa che indosso, anche prima dei miei vestiti" "te l'ho chiesto perché anche ieri lo avevi in testa, dopo che ti eri messa il pigiama. Ti ho fatto il caffè, ma credo che ormai sia freddo" noto vicino ai fornelli una moka. Che pensiero gentile! Mi verso in una tazza il contenuto, chiedendomi se io abbia qualcosa in faccia. Perché ha reagito così? Ok, magari appena sveglia non sarò una dea greca, ma a parte i capelli spettinati non credo di avere un aspetto così terribile... e non credo sia stata la domanda sul mio cerchietto a imbarazzarlo così tanto.
Aggiungo al caffè molto zucchero. Lo bevo... dai è rimasto ancora tiepido. "Grazie per la colazione, ma perché tanto disturbo?" "Beh per il divano comodo" dice lui, di nuovo seduto al suo posto. "Te l'ho già detto: nessun problema. Come hai trovato il caffè?" "Ho fermato Mai mentre stava andando in bagno e me lo sono fatto dire" Mi siedo di fronte a lui, non prima di aver preso il pacco dei biscotti dalla dispensa. Sbuffo: ce ne sono pochi. Una volta comoda sulla mia sedia inzuppo il piccolo dolce nel caffè e porgo il sacchetto al ragazzo. "No, no grazie" declina lui l'offerta, evitando accuratamente di guardarmi. Boh... devo essere proprio ridotta male. "Ah, Mai mi ha detto di dirti che l'ispettore ha telefonato prima. Ci vogliono tutti in centrale alle 3 questo pomeriggio" "fortuna che non ci hanno convocati questa mattina" asserisco mentre mangio l'ultimo biscotto del contenitore. Mi alzo e vado a buttare il sacchetto delle gocciole vuoto.
"vado a cambiarmi. Torno tra poco" lascio il ragazzo in cucina, mentre tira un sospiro di sollievo. Devo essere ridotta veramente male... vabbeh è casa mia dopotutto. Avrò il diritto di svegliarmi "brutta": che cosa pretende? Che io sia "perfetta" come quando esco di casa? Purtroppo il trucco non è permanente e sono troppo piccola (e povera) per una plastica facciale.
Chiudo la porta della camera a chiave e cerco nel mio armadio dei pantaloncini corti e una maglietta lunga. Una volta trovati gli indumenti mi guardo allo specchio arrossendo.
Sono sul serio andata in cucina con il pigiama addosso? Mi sbatto una mano sulla fronte. Ecco perché Mitsuhiko era così imbarazzato: la scollatura della maglietta che indosso è abbastanza profonda. Ieri mentre gli portavo cuscino mi sono messa una felpa apposta. Ripenso alla scena in cucina. Non posso averlo fatto sul serio. Sapevo che quel giorno al negozio non avrei dovuto ascoltare la mia migliore amica "ti sta tanto bene Ayumi!! Sì la taglia non è la tua, ma tu stai comoda no?" "Sì, ma Mai non posso andare per casa vestita così" "e perché no?" Mi aveva risposto lei. "Chi ti vede in pigiama? Io e basta" non dovevo darle retta.
Spero proprio che il ragazzo non stia pensando male di me in questo momento. Spero che faccia finta che questo "incidente" non sia mai accaduto. *
STAI LEGGENDO
Detective Girl
Fiksi PenggemarShinichi Kudo è riuscito in un'impresa che sembrava impossibile: recuperare il suo corpo adulto e disintegrare l'organizzazione a partire dai suoi vertici. Ormai è passato quasi un decennio dalla sconfitta degli uomini in nero. I "Detective Boys" s...
