11 vecchie conoscenze

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Toshida  mi sta parlando della partita di baseball di ieri sera, io però non lo sto ascoltando. Sono impegnato nel controllare i messaggi, le e-mail ricevute e i direct di Instagram. I miei followers si stanno complimentando per il caso che ho risolto brillantemente settimana scorsa: un ragazzino di dieci anni, figlio di un noto banchiere, è stato rapito e sono riuscito a smascherare l'aggressore e a scoprire la sua base prima che facesse del male al bambino. Scorro il dito sul cellulare. Un account mi colpisce in particolare... il suo nome utente mi è familiare. Mi ha scritto se mi ricordo di lui. Controllo il suo profilo, che è pubblico fortunatamente. Pochi secondi dopo capisco di chi si tratta: è il mio vecchio amico Genta Kojima. Non posso fare a meno di sorridere. È passato così tanto tempo dall'ultima volta... Gli rispondo senza pensarci troppo. Come posso essermi scordato di lui? "Eih, ma mi stai ascoltando Mitsuhiko?" Chiede scocciato il ragazzo seduto accanto a me. "No, scusa amico. Ho altro per la testa" lui sospira. "Come sempre. Hai sempre altro per la testa quando siamo insieme... sospetto che non si tratti solo dei casi che segui. Mi stai nascondendo qualcosa... non è vero?" "Ma cosa dovrei nascondere?" Chiedo portando in avanti le mani in segno di difesa. "Non lo so... magari a tormentarti è una ragazza" scuoto la testa sorridendo "ma che dici? Guarda che ti sbagli... però hai ragione... sono distratto ultimamente. Scusami" spengo il telefono e lo ripongo in tasca. "Ecco, ora possiamo parlare. Mi stavi parlando della partita di baseball, giusto?" "Sì, il lancio di Fujisawa ha salvato la squadra. Non pensi anche tu?" "Ritengo che sia stata la corsa di Kishikai a salvare la situazione" "non sono d'accordo amico"

"Ci vediamo domani a scuola allora?" "Certo Toshida, a domani" saluto il mio amico con la mano e ci separiamo. Devo farmi perdonare in qualche modo. Sono stato assente ultimamente, ma nonostante questo Toshida ha continuato ad essere mio amico, il mio migliore amico. Lui c'era quando avevo i nervi a fior di pelle a causa di alcuni casi che non riuscivo a risolvere e io come mi comporto con lui? Neanche lo ascolto. Uno di questi giorni gli offro il pranzo o lo porto in qualche karaoke. Oppure potrei procurarmi i biglietti per la prossima partita di baseball. Potrei riuscirci, dopotutto avere una giovane celebrità, se così mi posso definire, tra il pubblico sarebbe una buona pubblicità. Apro la porta di casa pensando a come farmi perdonare "Asami sono a casa" nessuna risposta. Che sciocco... questa mattina mia sorella è partita per un viaggio di lavoro. Dopo le farò una telefonata. Spero stia bene. Mi reco in camera mia controllando l'ora. Sono solo le sei e mezza, posso preparare la cena tra un po'. Riaccendo il cellulare. Alla fine Genta mi ha risposto chiedendomi come sto. Scrivo il classico "bene, tu?" E vado a "seguire" la mia vecchia conoscenza. Dopo pochi minuti sento il mio telefono vibrare. Controllo chi mi abbia mandato il messaggio. Come immaginavo, è di Genta.

Chattiamo per molto tempo fino a quando il mio stomaco inizia a brontolare, protestando perché non è già stato nutrito. "Scusami tanto, ora devo andare" qualche secondo dopo aggiungo "ma dammi il tuo numero così possiamo parlare domani o uno di questi giorni" "va bene, alla prossima allora" e mi inoltra il suo numero di telefono; lo salvo nella rubrica prima di andare a preparare la cena. Che cosa strana però: tra le altre cose mi ha detto che adesso frequenta un liceo molto vicino al mio... come è possibile che non ci siamo mai incrociati nel tragitto? Bah, forse abbiamo orari diversi. Comunque, è stato veramente un piacere sentirlo. Non sembra passato così tanto tempo dall'ultima volta.

"Eih Asami, come stai?" "Bene fratellino, grazie. Qui c'è un umidità pazzesca, ma escluso quello si sta bene a Nagasaki" "come procede il tuo lavoro?" "Mi hanno mandata qui per un servizio su un omicidio inspiegabile che la polizia non è riuscita a risolvere, ma una novellina forse ha trovato la soluzione. Scommetto che se ci fossi qui tu lo risolveresti in un batter d'occhio" "mi sopravvaluti sorellina. Non sono così bravo" "ah no? E allora perché sei stato nominato "detective del Sud" ? Per pura fortuna? No, no. È perché sei in gamba Mitsuhiko, anche se sei troppo modesto per ammetterlo" "lo sai che è stata solo fortuna" "sì, sì certo. Comunque... sai che forse otterrò una promozione? Il direttore trova i miei articoli molto interessanti e avere te come fratello è una benedizione" "sono contento di poterti aiutare, anche se non sono lì fisicamente" "mh, il capo pensa che io abbia un briciolo delle tue abilità deduttive perciò mi affida sempre i casi di cronaca nera" "spero che verrai promossa al più presto" "ecco beh, in realtà... è anche perché forse, e ripeto forse, ho promesso loro un'intervista esclusiva con te" "tu... COSA?" "Scusa, scusa, scusa fratellino... ero arrabbiata e frustrata perché secondo i miei colleghi i loro articoli sono più interessanti dei miei... quindi ho detto loro che mi sarei procurata un intervista esclusiva con te e che tu mi avresti rivelato un segreto" "sai che io non ne ho!!! Che cosa dovrei dichiarare alla stampa?" "Che ne dici dei tuoi vecchi contatti con Shinichi Kudo e Shiho Miyano?" Mi irrigidisco. È passato tanto tempo ma la faccenda è ancora imbarazzante. "Lo sai che non la voglio sentir nominare, allora cosa ti fa pensare che io voglia parlare di lei?" Dall'altro capo del telefono sento solo il respiro lento di mia sorella. "Scusami Asami, sono stato troppo brusco. In ogni caso non ne voglio parlare, davvero" ancora silenzio. "Scusami Mitsuhiko. Non hai nulla di cui rimproverarti. Hai ragione. Hai sempre ribadito che non ne vuoi parlare. Perdonami, sono stata insensibile; ma almeno un'intervista esclusiva me la concedi?" Chiede con voce supplicante la ragazza. "Va bene sorellina, ma solo perché sei tu" rimaniamo al telefono per altri venti minuti. Parliamo dei nostri genitori, di quanto sia bella Nagasaki e delle domande che la giornalista mi farà non appena tornerà a casa.

Guardo le stories dei miei amici su Instagram, tra cui quella di Genta. Mi viene in mente che se lui è sul social anche qualcun altro del mio passato potrebbe esserlo. Per curiosità cerco il nome di Ayumi Yoshida tra gli account. Nulla da fare. È un vero peccato. Ma dico... quale ragazza oggigiorno non ne ha uno? Sospiro e spengo il cellulare.

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