È il primo giorno di Agosto. Ieri sera al festival dei fuochi mi sono divertito moltissimo. Anche se mi è dispiaciuto perdere di vista Toshida e Mai. C'era moltissima gente e non siamo riusciti a rimanere tutti e quattro insieme.
Ciò che invece non mi è dispiaciuto è stato il fatto che ho avuto occasione di stare da solo con Ayumi, senza parlare di casi, misteri e delitti.
Ho dovuto prenderla per mano perché altrimenti la folla ci avrebbe separato e passare l'intera serata cercando gli altri (e in particolare lei) non era tra i miei desideri. La cosa è stata molto imbarazzante, ma esclusi i primi momenti ci è sembrato quasi normale. Dopotutto da piccoli lo facevamo sempre. Stava molto bene nel suo Yukata. Ma chi voglio prendere in giro? Era dannatamente bella ieri sera.
Osservo la foto che abbiamo scattato insieme ieri, salvata tra i miei scatti preferiti. Nessuno dei due l'ha pubblicata sui social... e onestamente ne sono felice. È bello avere un ricordo e una prova materiale che possediamo solo noi due, i diretti interessati.
"Come è andata ieri sera?" Chiede mia sorella, mentre fa colazione con me. Ci siamo solo noi in casa. "Come dici?" "Ieri sera. Il festival. Terra chiama Mitsuhiko. Insomma... che ti succede? Sembri sulle nuvole questa mattina" sorrido come un ebete fissando la foto sullo schermo. "Sono solo felice. Ecco tutto" "dai fa vedere" mi chiede mia sorella. "Te lo scordi Asami. Non sono affari che ti riguardano" "c'è di mezzo la bella detective, non è vero?" Chiede cercando di strapparmi di mano il telefono. Io non glielo permetto, mettendolo al sicuro dentro la tasca dei pantaloni. "Perché lo pensate tutti? Siamo solo amici" purtroppo. "Tutti?" "Anche Toshida pensa che io abbia una cotta per Ayumi" "e non è così?" Chiede lei scettica, con sguardo accusatorio. "Assolutamente no!" Cioè... forse no. Non ne sono sicuro al 100%. "Ayumi? Mai e poi mai: è una piagnucolona, è permalosa, se la prende con niente. Inoltre, certe volte si comporta come una stronza insensibile. Poi... lei è ancora fissata con Shinichi Kudo. Non credo che avrei qualche speranza in merito" è un tasto dolente questo. Lo ammetto. Non potrebbe mai notarmi se tutte le sue attenzioni sono ancora rivolte all'altro detective. E questo mi manda un po' fuori dai gangheri. È successo dieci anni fa. Perché non lascia perdere? "Allora è questo il problema" dice Asami, appoggiando la tazza del caffè sul tavolo. "Credi di non essere alla sua altezza" "Non si tratta di questo sorellina" e sospiro. "Ayumi ha standard piuttosto alti e utopici. Anche se mi piacesse, cosa che non è vera, non credo che potrei mai essere il suo ragazzo ideale" "e allora?" Chiede lei sorridendomi. "Il mio ragazzo del college non rispecchiava tutti i miei standard, eppure mi sono innamorata di lui. L'amore non è il rispetto di determinati parametri. È un sentimento che sorge spontaneo. Non è facendo o essendo qualcosa che Ayumi proverà qualcosa per te. Probabilmente anche se tu fossi la copia sputata di Shinichi Kudo lei ti considererebbe come un semplice amico" "non ha senso quello che hai appena detto, lo sai?" "Per te che usi solo il cervello sì. Non ha senso" le ragazze. IO NON LE CAPISCO. OK? CIOÈ DIMMI LE COSE COME STANNO. NON ESSERE VAGA. "Saresti così gentile da spiegarti meglio, sorellona?" "Sei proprio una testa dura! Quello che voglio dirti è che sei un ragazzo fantastico. Sei gentile, premuroso, non sei uno stronzo, sei così fastidiosamente intelligente e cosa più importante: a lei ci tieni. Perché questo non dovrebbe essere abbastanza?" "Perché lei è talentuosa, intelligente, premurosa, gentile, coraggiosa, intelligente, bella, spontanea... ho già detto intelligente?" Chiedo con ironia. Mia sorella inizia a ridere. "Che hai?" "Niente, niente... è solo che ho notato, in tutti questi anni, che il tuo tipo sono quelle intelligenti. E in questo mi ricordi molto nostro padre." "un vecchio detto dice che gli uomini bisogna prenderli per la gola. Io non sono d'accordo. Se la tipa non mi prende caratterialmente e mentalmente... non potrà mai nascere qualcosa" "e da quello che posso vedere Ayumi non ti ha solo preso. Ti ha proprio catturato!" Arrossisco e le dico di smetterla perché mi sta imbarazzando.
"Comunque non ti preoccupare. Tu vai bene così come sei. Non devi cambiare per lei. Se non le piaci così come sei, non ha senso fingere di essere qualcun altro solo per compiacerla" "questo lo so già. Se non mi vuole non ha senso insistere. Se il suo è un no, come credo che sia, lo rispetterò" "se può consolarti... non credo che tu le sia completamente indifferente" "ma se non l'hai mai vista da quando è tornata qui!" "Ma ho visto le sue stories" "e pensi di conoscerla per quei 15 secondi davanti allo schermo? Ma lo sai quante cazzate racconta?" "Non sono le sue parole a farmelo credere. Ma i suoi gesti" "eih, aspetta chi ti credi di essere?" "La sorella di un genio. E la figlia di nostra madre. Hai preso tutto l'intelletto da lei. Non credi che me ne abbia dato un po'?" Non posso contraddire le sue parole. Asami da piccola era bravissima a capire dove mi nascondevo quando giocavamo a nascondino. "Lo credi davvero?" Le chiedo sconfortato. Aggrappandomi alla mia tazza di latte per farmi forza. "Premetto che non sono nella sua testa, pertanto non posso offrirti certezze, ma credo che si sia accorta di te già da un pezzo. Quando parla di te su Instagram, anche solo quando ti nomina, si trattiene come. È difficile da descrivere, ma mi sembra quasi che si trattenga nei tuoi riguardi" "non è che si trattiene in negativo?" "No. Di solito lascia le sue frasi che ti riguardano a metà sospira, sorride e poi cambia argomento. Credo che non abbia ancora compreso i sentimenti che sente per te" "onestamente il fatto che tu l'abbia osservata così bene mi inquieta" "sono una sua fan. Da quando mi hanno mandato a Nagasaki per seguire un suo caso, mi sono interessata ad ogni sua peripezia" sorrido, guardando il latte. Spero proprio che mia sorella abbia ragione. Forse non è Shinichi il problema, ma la cecità della ragazza.
La mia sorellona si chiude in camera sua, cercando di scrivere un articolo riguardo a un fatto di cronaca di ieri sera. Io invece vado in camera mia per studiare. Come se ne avessi voglia. La scuola inizia tra meno di una settimana e non ho ancora finito molti dei compiti assegnati. Probabilmente chiederò a Toshida di passarmene qualcuno.
Qualcosa di educazione civica, giapponese e inglese. Per il resto ho praticamente completato tutto.
Mentre ultimo gli esercizi di matematica il mio telefono inizia a vibrare, segno che qualcuno mi sta chiamando. Ovviamente è Ayumi, la mia disturbatrice seriale. Sorrido, felice di avere una scusa per fare una piccola pausa.
"Hey" saluta lei. Percepisco subito che c'è qualcosa che non va. Non è il solito Hey. Il tono della voce è diverso. Non è squillante come sempre. La parola è stata detta con timidezza e insicurezza. Ok, forse mi sto facendo troppi film mentali. Magari la ragazza è semplicemente più lontana dal microfono. Svuoto la testa e rispondo "Hey" aspettando che lei inizi il discorso. Sento il suo respiro. "Ti ricordi del caso di cui ti ho parlato l'altro giorno?" "Quale dei tanti?" "Quello che mi avrebbe offerto la mia amica Sakura" "ah, quello. Ci sono novità? Non dovevi chiamarmi tipo giorni fa per questa storia?" "È che la mia amica ha avuto un contrattempo. Mi ha scritto un papiro per messaggio ieri sera e l'ho letto solo questa mattina. Te l'ho inoltrato poco prima di iniziare la chiamata... non so se lo hai letto" "no, mi spiace. Stavo finendo i compiti per le vacanze" "scusa se ti ho interrotto" "per te interromperei quasi qualsiasi cosa" silenzio. Non è stata una bella uscita. "Volevo dire... sono sempre felice di aiutarti nei casi difficili" altro silenzio. "Di che si tratta?" Chiedo per spezzare l'imbarazzo. Che situazione. Anche se... dopo ieri sera la ragazza mi sembra molto più tesa. Ma potrebbe essere solo la mia immaginazione, come ho detto prima. Lei prende un respiro e poi parte alla carica, illustrandomi la situazione. "In pratica, la mia amica Sakura abita nella periferia di Beika. Lì si è stabilito un gruppo di tipi poco raccomandabili che hanno occupato abusivamente un edificio abbandonato. Inoltre tengono sotto assedio la sua zona. Sono diventati dei despoti. Maltrattano gli anziani, rubano i giocattoli ai bimbi e sono maleducati oltremisura. Non è raro che molestino le ragazze della zona" "sono solo dei semplici bulletti di quartiere. Perché tanto scalpore?" "Non sono solo dei bulli, Mitsuhiko. Un amico di Sakura ha visto uno dei ragazzi di questo gruppo vendere delle pasticche sospette" "oh" questo non me lo aspettavo. "E sappiamo entrambi che il traffico di stupefacenti è solo il primo passo. Quando i loro prodotti e il loro nome saranno conosciuti stai certo che faranno di peggio" "capisco il problema" dico, spostando la sedia dalla scrivania. "E Sakura che cosa vorrebbe che facessi?" "Arrestarli" "Ti rendi conto che è una richiesta fuori dalla tua portata?" "Perché altrimenti ti starei chiamando?" "No, no Ayumi. Non se ne parla. Questa volta non ti aiuterò" "Ma Mitsuhiko!" Si lamenta la mia amica. "No Ayumi. È rischioso. Mi stai chiedendo di smontare un'organizzazione criminale. Ok che volere è potere, ma no. Non spetta a noi questo lavoro. I detective si limitano a formulare ipotesi e trovare le prove. Non fanno il lavoro degli agenti federali" "intanto non è un'organizzazione criminale ma solo un gruppetto di ragazzi impertinenti" "se fosse così perché mi staresti chiamando? Potresti fare tutto il lavoro da sola" "non vuoi nemmeno sentire che cosa ho in mente?" "No. Ayumi, credo che tu abbia la sindrome del supereroe: un desiderio compulsivo di salvare tutti e tutto" "se la polizia non svolge bene il suo lavoro e noi possiamo aiutare... perché non farlo?" "Non siamo onnipotenti. Siamo solo dei ragazzini. Solo perché sappiamo fare deduzioni logiche a partire da dettagli quasi irrilevanti non significa che siamo più qualificati di un poliziotto" "Shinichi alla nostra età stava smontando l'organizzazione pezzo per pezzo" "sì, ma dalla sua aveva una scienziata che apparteneva alla banda, un dottore geniale, un migliore amico affidabile e altrettanto intuitivo... e cosa più importante lui aveva l'appoggio dell'F.B.I." "Sì, ma la sua organizzazione operava a livello mondiale. Aveva migliaia di adepti e soci. Qui i numeri sono radicalmente più bassi" cala il silenzio che dura qualche attimo, fino a quando cedo, le concedo una possibilità. "Quanti sono?" Chiedo dopo alcuni secondi di riflessione. "12" "12. Almeno sai nome e cognome di ogni ragazzo?" "Sì. Sakura è riuscita a fare l'identikit di ciascuno e chiedendo un po' in giro è riuscita a risalire a tutti i loro account su Instagram" "bene. Perché allora semplicemente Sakura non li denuncia per disturbo della quiete pubblica? Credo che questi facciano un casino colossale, pertanto la denuncia sarebbe più che valida" "una vecchietta ci ha provato. Il giorno dopo ha trovato la porta di casa sua irrimediabilmente danneggiata e il giardino distrutto" è un bel problema in effetti. Non puoi dimostrare che siano stati loro, anche se lo sai quasi per certo. "Come volevi risolvere il problema allora?" "Volevo provare ad entrare nella banda e a distruggere il tutto dall'interno" scoppio a ridere. Sta scherzando. Di sicuro sta scherzando. "Aspetta... sei seria? Vuoi entrare nella banda per poi trovare qualcosa di compromettente e coglierli con le mani nel sacco?" "Esattamente" risponde la mia amica. "No, no, no. Semplicemente no. Tu sei fuori di testa"
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Detective Girl
FanfictionShinichi Kudo è riuscito in un'impresa che sembrava impossibile: recuperare il suo corpo adulto e disintegrare l'organizzazione a partire dai suoi vertici. Ormai è passato quasi un decennio dalla sconfitta degli uomini in nero. I "Detective Boys" s...
