POV's Gaia
Era arrivato il 30 dicembre. Mi trovavo in aeroporto per prendere l'aereo che mi avrebbe portato a Bari. Ero molto agitata. Come sarebbe stato rivederla dopo tutto questo tempo? I suoi occhi mi avrebbero fatto lo stesso effetto? Sarei riuscita a dirle quello che volevo?
Mentre pensavo a tutte queste cose, non mi accorsi di essere arrivata all'aeroporto di Bari e che ad attendermi c'era Nyv e Francesco.
<<Ciaoo Gozziii>> mi saltò addosso Nyv.
<<Ciao pandaa, ciao Fra>>
<<Andiamo che sono arrivati tutti>>
<<Di già?>> iniziò a salirmi il panico.
Non ero ancora pronta per rivederla.
Ci avviammo verso l'uscita dell'aeroporto e notai che erano tutti fuori ad attenderci.
<<Ahh finalmente Gozzi, ce l'abbiamo fatta>> mi disse Stefano. Io sorrisi, mi sentivo osservata.
<<Le star si fanno attendere>> disse scherzando Devil.
<<Esatto Angelo>> gli risposi ridendo a mia volta.
Mentre stavo salutando tutti arrivai davanti a lei, che mi guardò e si avvicinò per abbracciarmi.
<<Ciao Gà>> mi sussurrò all'orecchio.
<<Ciao Marti>>
Sentire di nuovo il calore delle due braccia intorno al mio corpo, mi ha permesso di ritornare a respirare, mi era mancata tanto, anche troppo. Nel suo abbraccio ritornai a respirare. Non mi accorsi che restammo così per un bel po', fino a quando skioffi ci riportò alla realtà.
<<Principesse, vogliamo stare qui ancora per molto?>>
Scoppiammo tutti a ridere, ma non riuscivo a staccare gli occhi dai suoi.
~~~~~
Arrivammo in hotel e aspettammo che ci indicassero le nostre stanze. Speravo di non capitare con Martina, non avrei retto tre giorni in stanza con lei.
<<Allora, adesso vi assegnerò le camere. Mi raccomando, non fate caos che qui alloggiano anche altri turisti. Iniziamo subito.
Gaia Gozzi 410 con Martina Beltrami>>
Ecco qua, esattamente quello che non volevo e combinazione la stessa camera di hotel che ho a Roma e nella quale c'è stato il nostro primo bacio.
Presi le chiavi e andai verso l'ascensore, senza aspettare Martina, che mi seguiva in silenzio.
Entrate nell'ascensore ci fu un silenzio assordante, quasi imbarazzante.
Arrivammo davanti alla porta e senza pensarci l'aprì, rivelando una cosa bel peggiore dello stare in stanza con Martina: non c'erano due letti singoli, bensì uno matrimoniale.
Mentre ero rimasta bloccata a guardare quel letto, notai che Martina si era già sistemata, togliendosi la giacca e buttandosi sul letto per testare se fosse comodo, era una sua abitudine farlo e sorrisi a quel gesto.
<<Bhe, che fai? Rimani impalata lì?>> mi risvegliò Martina.
Mi tolsi anch'io la giacca e andai in bagno per prendere il disinfettante, perché il labbro di Martina non era messo tanto bene.
Quando uscì con il disinfettante in mano, mi guardò in modo strano. Mi sedetti sul letto e bagnai il cotone con un po' di disinfettante.
<<Vieni qua che ti disinfetto il labbro>> le dissi e lei si avvicinò.
Le tamponai un po' il labbro, ma fu molto difficile, perché eravamo molto vicine, lei non smetteva di alternare il suo sguardo dai miei occhi alle mie labbra.
Finito di disinfettare il labbro, alzai per buttare il cotone, ma lei mi fermò.
<<Aspetta>>
<<Cosa c'è?>>
<<Possiamo parlare di quello che è successo?>>
<<Dimmi>>
<<Dire che mi dispiace è poco, non volevo andasse così. Ho parlato con Daniela, le ho detto quello che provo per te e soprattutto che quello che provo per lei non è migliorato con la distanza. Non mi manca quando sono a Roma. Il mio primo pensiero alla mattina non è sentire la sua voce, non è darle il buongiorno, non è dirle se la notte ho avuto un'incubo o un attacco di panico, non è dirle se ho litigato con qualcuno o come mi sento quando ogni settimana sono in sfida.
Invece è a te che rivolgo il mio primo pensiero la mattina, è la tua voce che voglio sentire la mattina, appena sveglia, è a te che voglio dare il buongiorno, è te che voglio accanto se ho un'incubo o un attacco di panico, voglio te al mio fianco quando litigo con qualcuno o quando sono giù perché ogni settimana sono in sfida.
Lo so che probabilmente mi odierai per quello che ho fatto, perché ne hai tutti i motivi, ma ti prego di perdonarmi, di darmi una seconda possibilità.
Non pretendo che tu provi quello che provo io, non pretendo che da adesso diventeremo un noi, se tu vorrai avere un rapporto di amicizia, io ci sarò, a prescindere da tutto>>
Rimasi a guardarla, non sapendo bene cosa dire.
<<Ho bisogno di tempo, Marti... Questa situazione mi ha fatto troppo male. Sei importante per me Marti, lo sai, ma devo capire in quale modo, devo capire se posso lasciarmi andare di nuovo, se riuscirei ad essere quella di prima. Ho solo bisogno di un po' di tempo..>>
<<Va bene Gà, io ci sarò>>
Rimanemmo ancora un po' a guardarci, fino a quando non bussarono alla porta.
<<Raga dobbiamo andare a fare il sound check>>
<<Si, arriviamo>> disse Martina.
~~~~~~
Arrivammo in piazza per provare. Mi vennero i brividi mentre salivo su quel palco. Non cantavo su un palco così grande da un sacco di tempo e ogni volta è sempre un'emozione assurda e una scarica di adrenalina incredibile.
Finimmo di provare e andammo a mangiare qualcosa in un pub e tornammo subito in hotel perché il giorno dopo ci aspettava una giornata impegnativa.
Capitolo trenta. Prima parte di quel famosissimo capodanno hahaha. Fatemi sapere cosa ne pensate.
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Dalle risate che mi nascondevi!
FanficQuesta è la storia di Gaia e Martina. Gaia, 22 anni, di Milano. La ragazza arriva ad Amici con la speranza di far sentire la propria musica, dopo tre anni di silenzio. Martina, 19 anni, di Rivoli. Martina arriva ad Amici grazie a suo fratello. La ra...
