13.
I'm staring at the mess I made
As you turn, you take your heart and walk away
(Parachute-The Mess I Made)
Quando Alycia si svegliò, si stupì di non essere nel suo letto. Si guardò intorno. Ora che ci pensava, quella non era nemmeno la sua roulotte. Si strofinò gli occhi e sobbalzò. Sul piccolo divanetto davanti al letto Eliza dormiva beatamente, tutta rannicchiata. Alycia pensò che doveva aver patito il freddo della notte, dato che non si era nemmeno procurata una coperta. Si alzò piano, senza fare rumore e le mise un plaid addosso. Si sedette sul pavimento e la guardò dormire. Era bellissima. Avrebbe voluto dirglielo, ma non poteva. Tre anni prima, Eliza aveva deciso di troncare quella che lei aveva chiamato "un'immedesimazione troppo forte con i nostri personaggi" e le aveva chiesto di andare avanti. Cosa che lei non era mai riuscita veramente a fare. D'altronde, come si fa a seppellire davvero dei sentimenti così forti?
«Ehi.» la distolse dai suoi pensieri Eliza. Aveva appena aperto gli occhi e le sorrideva, felice che fosse rimasta lì. Scivolò dal divano, sedendosi accanto ad Alycia. L'abbracciò, senza dire una parola. Non serviva. Alycia deglutì. Erano vicine, molto vicine, troppo vicine. Eliza sentì una mano posarsi sulla sua guancia e cominciare ad accarezzarla, con un tocco talmente delicato da risultare quasi impercettibile. Alycia si sporse in avanti, gli occhi fissi sulle labbra della ragazza che aveva davanti. Chiuse gli occhi.
«Ragazze, presto uscite!» esclamò Lindsey, entrando improvvisamente e spaventando a morte le due australiane.
«Ma che ci fate sul pavimento?» domandò la statunitense. Alycia si morse il labbro e chinò il capo. Lindsey sembrò intuire qualcosa e divenne rossa come un peperone.
«Non stavamo facendo niente, in realtà.» dichiarò Eliza, alzandosi da terra e mettendosi le scarpe. Solo in quel momento, Alycia realizzò che aveva dormito completamente vestita.
«Beh, vuoi restare lì tutto il giorno? Muoviti, su.» la incalzò la bionda. Alycia la seguì. Si vestì, in silenzio. Era rimasta colpita dall'indifferenza di Eliza. Si era comportata come se davvero non stesse per accadere nulla fra loro due. "Forse è giusto così." si disse, ma non ci credeva nemmeno lei. Raggiunse le ragazze fuori dalla casa mobile. C'era un gran trambusto, polizia dappertutto e Jason Rothenberg che inveiva contro chiunque.
«Ma che è successo?» chiese Eliza.
«Qualcuno è entrato questa notte nell'alloggio di Jason. Si era addormentato in ufficio e se n'è accorto troppo tardi.» spiegò Bob.
«Gli hanno portato via qualcosa?» domandò curiosa Alycia. Bob alzò le mani, segno che non lo sapeva.
«Stanno ancora indagando, ma ho il sospetto che anche oggi la giornata sarà libera.» osservò Marie. D'un tratto, Jason si diresse verso il gruppetto di attori, il dito puntato contro l'australiana.
«Sei stata tu, vero? Volevi riprenderti le pasticche?» urlava. Tutti si voltarono verso l'australiana. La ragazza non riusciva a replicare.
«Pasticche?» si girò sorpresa Lindsey. Alycia chiuse gli occhi e strinse i pugni.
«Jason, non ti azzardare! È stata tutta la notte da me e ti posso garantire che non c'entra niente con questa storia.» esplose Eliza. «In secondo luogo, gradirei che non tirassi più in ballo fatti privati davanti a tutta questa gente. E ora andate, lo spettacolo è finito.». Jason era visibilmente furioso.
«Solo perché sei la protagonista di questo show non significa che tu possa trattarmi così. Sei una mia creazione, Eliza. Ricordalo. Ricordatelo tutti!» sbraitò. Si avvicinò ad Alycia, la quale era completamente paralizzata per il panico.
«Difendi pure una tossica, Eliza, ti qualifichi da sola.»
«Alycia non è una tossica. È pulita ed è mia amica.». All'udire di quella parola, la mora volle urlare. Era quello per lei, un'amica, niente di più. Doveva farsene una ragione, prima o poi. Rachel aveva ragione. Lei non era mai andata avanti. Non ci era mai riuscita. Vide Jason allontanarsi, ancora furente per l'accaduto. Provò a muoversi, ma il corpo non le ubbidiva.
«Aly, ti porto dentro, vieni.» le sussurrò Eliza, prendendola per mano. Alycia si divincolò. La bionda la guardò stranita.
«Ehi, dai, perché non vai da Eli e vi fate un bella tazza di caffè caldo?» la incoraggiò Bob. Per tutta risposta, Alycia indietreggiò. Inciampò e cadde per terra. Eliza fece un passo in avanti per aiutarla, ma la mora si rialzò in fretta e furia e, senza fiatare, corse via sotto lo sguardo sbigottito di tutti i suoi amici.
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Crying Over You
Fiksi Penggemar«Ehi, no!» esclamò Eliza, ma non poté fare nulla. La vide gettarsi giù. «Eli, la polizia è qui. Ma che succede? Dov'è?» chiese Alycia, entrando improvvisamente. Quando intuì cosa era successo, si portò le mani davanti alla bocca, inorridita. Eliza s...
