36.
We'd both be better off alone
Still think I'd get you on the phone
With one last breath in me
I'd die before I let you leave
[...]
You want me to forget you
Okay, forget me too
(Machine Gun Kelly feat. Halsey-Forget Me Too)
«No Paul, non mi interessa se è un film di serie B, voglio farlo.»
«Aly, sei pazza? Un prodotto del genere stroncherebbe la tua carriera. Un film con degli squali zombie come antagonisti, dici sul serio? È pura spazzatura.» obiettò l'agente. L'attrice sbuffò. Si appoggiò con i palmi delle mani alla scrivania dell'uomo. Lo guardò dritto negli occhi. Come avrebbe mai potuto capire? Era un agente, faceva ciò per cui veniva pagato.
«Ho bisogno di cambiare aria e non ho ancora date per la produzione della nuova stagione di Fear The Walking Dead. Se non mi butto nel lavoro, impazzirò.» spiegò. Paul aggrottò la fronte.
«Non ho la più pallida idea di cosa stia succedendo, posso essere sincero? È da una settimana che sei strana. Perché non ti prendi una vacanza?»
«Perché ho bisogno di non pensare, Paul.» rispose Alycia, scandendo bene le parole. Si passò una mano sul volto. Non ne poteva più.
«Senti, non farò quel film, ma trovami qualcosa, ti prego.» supplicò. L'uomo si fece pensieroso. Si sedette alla scrivania e accese il computer. Alycia lo osservava armeggiare con la tastiera e il mouse, probabilmente stava controllando nella casella di posta se c'era qualche offerta allettante.
«Stasera non prendere impegni per cena, ti passo a prendere verso le sei e mezza. Se tutto va bene, potresti ottenere un posto in una miniserie che non sembra niente male.». Alycia gli saltò al collo.
«Grazie.» mormorò.
«Aspetta a ringraziarmi, magari si rivela un flop.» ribatté Paul.
«In quel caso rimpiangeremo gli squali zombie.»
*
«Rachel, perdiamo il pullman.»
«Arrivo!» esclamò la ragazza, chiudendo il borsone. Raggiunse l'amico alla porta e sospirò. Aveva un nodo in gola da una settimana ormai.
«Hai preso tutto?» domandò Duke.
«Sì, credo di sì. Rispose Rachel. Diede un'ultima occhiata all'appartamento vuoto e uscì, chiudendosi la porta alle spalle. I due camminarono in silenzio fino alla fermata del bus. Erano in anticipo. Rachel infilò le mani in tasca. Ne estrasse un foglio di carta patinata. Era una fotografia. Si morse il labbro. Lei, Duke e Alycia qualche anno prima. Ricordava quella foto, l'avevano scattata alla festa di compleanno di George, l'ex batterista dei Prune. Chissà che fine aveva fatto.
«Stai bene?» chiese Duke, preoccupato.
«Oh, io... È solo che...». Il ragazzo le posò una mano sulla spalla e le sorrise. Rachel si appoggiò al suo petto. Sospirò, alzando lo sguardo al cielo.
«Perché Duke? Perché parti sempre con me? Hai un ragazzo fantastico qui e potresti costruirti un futuro. Invece no, io combino un guaio, tu mi aiuti e ti esili con me. Perché?» domandò, quasi sussurrando.
«Tu faresti lo stesso per me. Siamo una famiglia, Rachel. Io non ti lascio, non finché non hai trovato un posto in cui stare e persone che ti vogliono bene.» rispose il ragazzo. Rachel chinò il capo. Le aveva trovate le persone che le volevano bene. E le aveva gettate via. Aveva distrutto tutto. Aveva perso suo fratello, Alycia ed Eliza in un colpo solo. Conosceva i motivi della sua scelta. Eppure, a distanza di una settimana, non le sembravano più così ragionevoli. L'arrivo del pullman la ridestò dai suoi pensieri.
«Silver City, arriviamo!» esclamò Duke, cercando di infondere più entusiasmo possibile. Rachel strinse il borsone a sé e si avviò verso il pullman. Sentì la mano destra di Duke cingerle il braccio.
«Che cosa c'è?» domandò. Duke la scrutò. Rachel sapeva di essere un libro aperto per lui e la cosa la terrorizzava.
«Non devi farlo per forza.» le disse il ragazzo, con una dolcezza disarmante.
«Sì che devo. Se non parto, non sarà mai finita.» ribatté Rachel.
«Se parti, tu sarai finita.» replicò il ragazzo. Rachel sospirò. Scosse il capo. Avanzò verso il pullman, i biglietti in mano. Salì un gradino, ma si bloccò. L'autista tese la mano, per controllare i biglietti. Rachel chinò lo sguardo. Che cosa stava facendo? Stava davvero scappando di nuovo? Stava davvero subendo ancora, senza nemmeno provare a lottare?
«Io non... Io non posso.» mormorò. L'autista le lanciò un'occhiata confusa.
«Signorina, ha intenzione di salire o no?». Rachel ignorò la domanda. Fece un passo indietro, ritrovandosi per strada. Duke la guardava arretrare, fino a raggiungere la pensilina. Era orgoglioso di lei. Forse, finalmente, aveva cominciato a scegliere per sé.
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Crying Over You
Fanfiction«Ehi, no!» esclamò Eliza, ma non poté fare nulla. La vide gettarsi giù. «Eli, la polizia è qui. Ma che succede? Dov'è?» chiese Alycia, entrando improvvisamente. Quando intuì cosa era successo, si portò le mani davanti alla bocca, inorridita. Eliza s...
