45.
If you really want your wounds to heal
Then tell me how you feel
(Trapt-Tell Me How You Feel)
«Non so che dissapori ci siano fra voi e Jason, ma penso sia opportuno arrivare ad un compromesso.». Eliza roteò gli occhi.
«Nessuno di noi vi vuole fuori dalla serie. Siete fondamentali per il suo successo.» continuò l'uomo, un delegato della CW.
«Non sembravo così importante quattro anni fa.» obiettò Alycia. Eliza la fulminò con lo sguardo.
«Se c'è da pagare una multa, lo faremo volentieri. Vero, Alycia?» intervenne Paul. L'attrice sbuffò. Fece per replicare, ma il vibrare del telefono nella tasca la fermò. Lo prese e, quando lesse il nome sul display, rimase alquanto confusa.
«Non l'hai nemmeno spento?» La rimproverò l'agente. Alycia lo ignorò e si alzò.
«Scusate.» disse, uscendo. Eliza si voltò verso la sua agente e fece spallucce. Rimasero in attesa qualche minuto, fino a quando Alycia rientrò, trafelata. Afferrò Eliza per un polso e la costrinse ad alzarsi dalla sedia.
«Aly, cosa stai...?». La mora non rispose. Si appoggiò alla scrivania e guardò l'uomo dritto negli occhi.
«Pagherò un risarcimento e resterò nella serie, ma a una condizione: Franklin non dovrà avvicinarsi mai ad Eliza, che si tratti di set, feste e quant'altro. Non ho nulla da aggiungere.». Paul sgranò gli occhi. Si chiese quale fosse il suo compito lì, dato che aveva deciso tutto l'attrice, senza nemmeno consultarsi con lui. Seguì con la coda dell'occhio le due australiane correre via e si arrese all'evidenza. Non l'avrebbe mai capita del tutto, ma sarebbe stato un buon amico. Sì, era di quello che Alycia aveva veramente bisogno. Le due ragazze scomparvero dalla sua visuale e si lanciarono in corsa nell'ascensore. Alycia schiacciava disperata il pulsante per il piano terra, ma non riusciva a far chiudere le porte. Eliza le prese delicatamente il polso e le abbassò la mano. Premette il bottone con calma e, finalmente, L'ascensore partì. Alycia trascinò Eliza fino alla macchina. La mora si sistemò al posto del guidatore e inserì le chiavi nel blocchetto d'accensione, ma la bionda la fermò.
«Aly, che succede?» domandò, preoccupata. Si era trattenuta dal chiederlo in quell'ufficio, ma necessitava di una risposta. Alycia chinò il capo.
«Mi ha chiamata Bob.». Eliza aggrottò la fronte. Bob non le avrebbe mai telefonato, se non fosse successo qualcosa di grave.
«Rachel ha una crisi. Ha chiesto di me. Onestamente, al diavolo i soldi e le discussioni con Jason, un giorno avrà quel che merita. Ora la mia priorità è altro.». Eliza le baciò la fronte.
«Guido io.» le sussurrò. Alycia annuì. Osservò la bionda mettere in moto l'automobile. Proseguivano lente, a causa del traffico. Alycia aveva lo sguardo rivolto verso il finestrino. Era rigida. I suoi occhi verdi si erano fatti scuri. Eliza vi lesse preoccupazione e angoscia, ma non solo. C'era un'ombra in quegli occhi, qualcosa di indecifrabile e cupo. D'istinto, le carezzò la schiena. Alycia si girò. Eliza le sorrise.
«Sta bene. Ne ha... Ne avete passate tante. Ne uscirete, ne sono sicura.». Alycia si morse il labbro. Non voleva scoppiare. Eliza accostò. Erano quasi arrivate, ma in quelle condizioni Alycia non avrebbe potuto aiutare nessuno. Le circondò il volto con le mani e la baciò, con tenerezza. La mora si scostò. Non capiva.
«Lo so che vuoi essere forte per lei, Aly. Lo vedo come ti comporti. Ma hai bisogno di affrontare questo dolore. Hai bisogno di sapere che tu e Rachel ce la farete. E, te lo giuro, sarà così. Io non vi lascio, è una promessa.». Alycia la baciò. Aveva di nuovo bisogno di percepire qualcosa ed Eliza era il suo unico aggancio con la realtà in quel momento. Scese dall'auto, correndo verso casa. Aprì la porta e trasalì. Rachel era seduta per terra, tremante. Lindsey era di fronte a lei e stava provando a tranquillizzarla, ma ogni secondo che passava la situazione precipitava sempre di più. Alycia si avvicinò alla ragazza. Fece segno a Lindsey di spostarsi e si accucciò.
«Ehi, sono qui.» sussurrò. Rachel respirava faticosamente, lo sguardo fisso nel vuoto, perso in un mondo colmo di chissà quali orrori.
«Aly, scusa se...»
«Bob, avete fatto bene. Ora ho bisogno che ve ne andiate.» asserì l'australiana. Bob e Lindsey annuirono ed uscirono in giardino, lasciando Alycia e Rachel sole. L'attrice prese le mani della ragazza, cercando di farla voltare verso di sé.
«Ti prego, guardami.» supplicò. Vide Rachel chiudere gli occhi e fare uno sforzo immane per girarsi. La abbracciò.
«Sono qui. Sono qui.» le ripeteva. «Siamo qui. Tu sei qui.» aggiunse. Rachel spalancò gli occhi. Il respiro era sempre più stentato. Alycia cominciò a preoccuparsi seriamente.
«Tu sei qui, Rachel. Non sei con loro. Sei qui, ci sono io con te.». La ragazza le si avvinghiò contro.
«Brava, così. Respira.» sussurrò l'attrice, guidandola. Rachel parve cominciare a calmarsi.
«Cosa ti agita? Che succede?» le chiese Alycia, carezzandole i capelli con dolcezza. La ragazza si accoccolò al suo petto. A poco a poco, riuscì a regolarizzare il respiro. Aveva ancora lo sguardo spento, ma sembrava ricominciare a riconoscere la realtà.
«Non voglio.» mormorò. Alycia la strinse ancora di più a sé.
«Non importa. Non devi parlarmene, se non vuoi.». Rachel scosse il capo. Alycia non capiva.
«Non voglio tornare... Tornare da loro.» confessò con un sospiro la ragazza. L'australiana sentì formarsi un nodo in gola.
«Sono un oggetto?» domandò poi Rachel. Non c'era disperazione nella sua voce, ma solo un puro e limpido bisogno di sapere. Ad Alycia si strinse il cuore.
«No.» rispose.
«E allora cosa sono?». Alycia non sapeva cosa rispondere. Aveva paura di peggiorare le cose. Le schioccò un bacio in fronte. Si voltò. Dietro di lei, Eliza le osservava con le lacrime agli occhi. Non disse nulla e si volatilizzò in giardino, raggiungendo Bob e Lindsey. Si vergognava ad ammetterlo, ma provava un pizzico di gelosia nei confronti di quella ragazza. Il rapporto fra Rachel e Alycia non era comprensibile fino in fondo. Era qualcosa di così intimo, da risultare insondabile. Sospirò. Si avvicinò alla finestra. Alycia era ancora seduta per terra con Rachel. Non le aveva ancora risposto. Cos'era lei? Un essere umano. Sì, ma non bastava. Alycia si stava torturando, incapace di dire qualcosa. Frugò nella borsa. Ne estrasse uno specchietto tascabile. Lo aprì e lo porse a Rachel. La ragazza sembrava confusa. Alycia le fece cenno di guardare il suo riflesso.
«Questa sei tu. E, come vedi, non c'è nessun altro. Sei solo tu. Non c'è il tuo passato, non c'è il tuo futuro, solo il tuo presente. Scegli tu cosa essere, ogni giorno.»
«Io non so scegliere.» replicò Rachel. Alycia la strinse a sé.
«Io e Eliza siamo qui. Non sei sola.» la rassicurò.
«Duke...»
«Manca anche a me. Sto cercando di essere forte, ma forse non è ciò di cui hai... Di cui abbiamo bisogno. Credo che dovremmo, non lo so, parlarne.» ammise l'australiana. Rachel annuì. Era molto più serena. Si accoccolò all'amica e sospirò. Alzò gli occhi al soffitto.
«Ti ricordi quando ti mandò da me, su quella spiaggia?» esordì.
«Capisti subito che era stato lui. Non so che cosa aveva visto in me. Mi disse semplicemente che era felice che tu potessi conoscere persone nuove.»
«Lui ha sempre cercato di spingermi verso di te. Non per liberarsi di me, no. Era come se in te lui avesse intravisto una possibilità per me. È buffo, lo capisco solo adesso.». Rachel si asciugò gli occhi lucidi con il braccio.
«Penso di averlo tradito portandoti a quelle feste. Eppure, non ci ha mai giudicate, neppure per un istante.» osservò Alycia. Rachel annuì. Arricciò il naso, cercando di arrestare il pianto.
«Ti ricordi quando ci ha convinte ad entrare in quella villa solo perché voleva andare in piscina? Fu un disastro.». Scoppiarono a ridere entrambe. Alycia sentì le lacrime bagnarle le guance. Finalmente si stava lasciando andare, senza sensi di colpa o imposizioni.
Eliza le guardava. Era fiera di Alycia. Stava finalmente cercando di affrontare il suo dolore, in libertà. E, nonostante tutto ciò che anche lei stava passando, si sentì, di colpo, leggera.
STAI LEGGENDO
Crying Over You
Fanfiction«Ehi, no!» esclamò Eliza, ma non poté fare nulla. La vide gettarsi giù. «Eli, la polizia è qui. Ma che succede? Dov'è?» chiese Alycia, entrando improvvisamente. Quando intuì cosa era successo, si portò le mani davanti alla bocca, inorridita. Eliza s...
