26.
I'd give you my heart if it was even there
I'd carry your world when it's too much to bear
These desolate eyes are at best, worse for wear
Oh my love, could you ever love again?
(Red Handed Denial-Worse For Wear)
Le mani di Eliza. Il suo profumo. Le sue labbra. Quanto le era mancato tutto questo.
«Volevate parlar-... Oh.». Le due attrici si voltarono. Rachel era davanti a loro, paonazza. Aveva il labbro rotto e gonfio e un grosso livido intorno all'occhio destro. Eliza si allontanò tempestivamente, spingendo Alycia il più lontano possibile. Quest'ultima sospirò. Se lo sarebbe dovuto aspettare, d'altronde. Certo che Rachel aveva un tempismo strabiliante.
«Non lo dirò a nessuno, qualunque cosa steste facendo. Anzi, facciamo che cancellerò tutto questo dalla mia mente, che ne dite?» provò a stemperare la tensione la ragazza. Eliza arricciò le labbra e rientrò nel locale, senza dire una parola. Alycia fece per seguirla, ma Rachel la condusse in disparte.
«Seriamente? Con lei? Okay, ti avevo chiesto di controllarla per proteggere Christian, non di baciarla per strada.». Sembrava infastidita.
«Che tu ci creda o no, ha cominciato lei.» asserì l'australiana. Rachel rimase a bocca aperta.
«E tanto se n'è già pentita. Hai visto come mi ha spinta via. Come biasimarla, d'altronde?» rifletté Alycia, sconsolata. Rachel non riuscì a ribattere e la accompagnò dentro. Eliza era seduta al tavolo, pensierosa. Quando vide le altre due avvicinarsi, fece loro cenno di sedersi.
«Dunque, che Alycia mi voglia vedere non mi sorprende, ma che sia tu a chiedere di me Eliza, beh, mi confonde abbastanza.» esordì Rachel, con una punta di strafottenza che innervosì visibilmente la bionda.
«Non l'avrei mai fatto se non ci fosse stata in gioco la vita di Christian, spero sia chiaro.» ribatté, dura. Incredibile come tutto fosse tornato esattamente come mezz'ora prima. Il suo sguardo si soffermò sugli occhi carichi di angoscia di Rachel. Con la mente, andò indietro nel tempo fino alla mattina in cui la ragazza era scappata via da lei. Sospirò. Era innegabile che volesse bene a Christian. Le raccontò per filo e per segno quanto successo a pranzo. Al termine della spiegazione, Rachel si buttò indietro sulla sedia. Stringeva i pugni talmente forte che poté sentire le unghie conficcarsi nella carne.
«Fammi capire. Alycia si raccomanda di stare lontano da Franklin e tu ci mangi assieme. No, dico, cosa ti aspettavi?» sbottò.
«E perché mai mi sarei dovuta fidare di lei?» ribatté Eliza. Con la coda dell'occhio osservò la reazione di Alycia a quelle parole. Si stava comportando come se il bacio di poco prima fosse stata solo una parentesi immaginaria ed era conscia di star esagerando.
«Mi avete mentito, mi avete tradita. E io avrei dovuto pure darvi retta?» continuò la bionda, sbattendo il pugno sul tavolo.
«Sei talmente egocentrica che non riesci a capire nemmeno che Alycia ha solo provato a proteggerti negli ultimi tre anni.» esplose Rachel. Non ne poteva più. Non le avrebbe permesso di ferire Alycia, non di nuovo.
«Chissà che cosa avevo visto in te a Vancouver. Pensavo che la futura madre di mio fratello fosse diversa.» concluse poi, con amarezza. Eliza deglutì. La osservò alzarsi e dirigersi verso Duke. Avrebbe voluto fermarla, dirle che le dispiaceva, chiederle dei suoi lividi, ma non fece niente. Si voltò verso Alycia, in cerca di un aiuto che la mora non poté darle. Si alzò anche lei, raggiungendo la sua amica. Eliza le osservava discutere fra di loro, animatamente. Ma cosa stava facendo? Che cosa era diventata?
«Rachel ha parlato con Duke. Sia io che lei siamo d'accordo sul fatto che Franklin non debba nemmeno sfiorare Christian. Domani ci troviamo a casa mia, forse abbiamo una pista su cui lavorare.» spiegò Alycia. Eliza realizzò che era così presa dai suoi pensieri, da non essersi nemmeno accorta che la mora era tornata al tavolo. Sorrise in modo forzato.
«Possiamo tornare a casa.» affermò. Alycia annuì. Le due si diressero alla macchina, in silenzio. Eliza mise in moto e cominciò a guidare. Nessuna delle due osava dire una parola. Di tanto in tanto, Eliza guardava di sottecchi Alycia, ma la mora continuava a fissare il finestrino alla sua destra. Dopo un viaggio che parve non finire mai, giunsero a destinazione. Eliza spense la macchina, aspettando che Alycia scendesse. La mora aprì la portiera, titubante. Si voltò verso la bionda. Eliza aveva gli occhi rossi e la faccia contrita. Le sorrise con dolcezza.
«Mi dispiace per tutto. Non so perché ho detto quelle cose prima. Io... stasera...»
«È stato un errore, Eli. Tu hai ragione. Io ho tradito la tua fiducia e non posso tornare indietro. Non capirai mai i motivi dietro ai miei gesti e io non posso spiegarti, non ora. Facciamo finta che non sia successo nulla e mettiamoci una pietra sopra.». Eliza scosse il capo.
«Metterci una pietra sopra? Sono stufa di questo gioco, Aly. Prima io, poi tu, poi entrambe. Quante volte dovremo scappare prima di arrenderci all'evidenza? Sì, tu hai tradito la mia fiducia, mi hai mentito, mi hai nascosto cose molto importanti, ma la verità è che in questi quattro mesi io non sono mai riuscita ad odiarti.» ammise, tutto d'un fiato. Alycia chiuse gli occhi per qualche istante, come a volersi proteggere da quegli angoli di cielo blu che aveva innanzi a sé.
«Tu meriti di meglio. Sei una donna in gamba e sicuramente troverai qualcuno che ti ami come meriti di essere amata.»
«Io non voglio qualcun altro, io voglio te!» ribatté Eliza. Alycia perse un battito. Doveva uscire immediatamente da quell'auto o non se ne sarebbe più andata.
«Mi dispiace.» mormorò, dando le spalle alla bionda. Fu un attimo. Un rumore sordo, come di uno scoppio. L'ultima cosa che vide fu Eliza correre disperata verso di lei, urlando una serie di parole che, però, le parvero indistinguibili.
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Crying Over You
Fanfiction«Ehi, no!» esclamò Eliza, ma non poté fare nulla. La vide gettarsi giù. «Eli, la polizia è qui. Ma che succede? Dov'è?» chiese Alycia, entrando improvvisamente. Quando intuì cosa era successo, si portò le mani davanti alla bocca, inorridita. Eliza s...
