Pansy e Draco

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Era metà Novembre, Esmeralda si trovava ancora al Bethlem Royal Hospital e Fred era ancora fidanzato con Angelina.
C'erano state varie discussioni tra i gemelli, George sosteneva che Fred non potesse sostenere la relazione con Angelina e la "relazione" con Esmeralda, di una poteva disfarsene, dell'altra no, ma Fred non voleva dargli retta.
Pianificavano ormai da giorni di andarsene da Hogwarts, senza Silente non era lo stesso, ma la lite tra i due li aveva portati a non parlarsi e così, non poterono più pianificare l'uscita in grande stile che pensavano di fare.
Lee non sopportava più i gemelli, i silenzi assordanti che imcombevano nella loro stanza era assordante, il fatto che poi, anche se erano in lite stavano comunque insieme senza allontanarsi l'uno dall'altro era ancora più frustrante.
Dall'inizio della lite si erano rivolti la parola poche volte, George chiedeva a Fred se avesse parlato con Esmeralda e lui rispondeva con un cenno positivo con la testa.
L'aveva poi aiutato qualche volta quando Fred iniziava a sentire gli stessi brividi della volta ai tre manici di scopa, ma dopo quelli niente di più.
Nessuno dei due accennava a voler riappacificarsi con l'altro.
Le uniche che all'inizio erano felice della situazione erano Angelina e Pansy.
Una più dell'altra.
Angelina aveva i suoi momenti da sola con Fred anche prima che i due litigassero, stando nella stessa casa, riuscivano comunque a stare soli insieme, con gli occhi di George addosso certo, ma comunque più appartati.
Pansy invece quando si rese conto che nemmeno la lite tra i due era riuscita a far sì che potesse stare sola con George impazzì.

Erano le dieci di sera, Piton aveva dato a Draco e Pansy il permesso di stare fuori dal dormitorio dopo il coprifuoco, per studiare nella torre d'astronomia.
"Torni a casa per natale?" Chiese lei all'amico.
"Non lo so, mia madre mi vuole a casa per le vacanze ma..."
"Ma Lucius no?" Disse lei ipotizzando in quanto il ragazzo non aveva finito la frase.
Draco annuì
"Dice che stanno succedendo cose e non vuole gente che vaga fuori e dentro casa"
"Per il signore oscuro?" Azzardò lei.
"Si, tu torni a casa?" Chiese lui smettendo di scrivere sulla pergamena e guardando l'amica.
"No, per il tuo stesso motivo, papà dice che anche Crabbe e Goyle rimarranno, se Narcissa non riesce a convincere Lucius almeno staremo insieme" disse lei togliendo anche lei piuma e pergamena.
Draco annuì sorridendole.
Pansy era la sua migliore amica da quando erano arrivati ad Hogwarts, si era seduta accanto a lui e lui le si era presentato.
Era la persona a cui teneva di più in quella scuola.
Era la sua unica amica oltre Crabbe, Goyle, Zabini e Theo.
Ma in quanto ragazza la considerava come sua sorella, o almeno così credeva, da tempo ormai aveva iniziato a provare qualcosa nei suoi confronti, da quando i gemelli la cercavano, per essere più precisi.
Pansy negli anni si era fatta sempre più bella, e si erano anche avvicinati sempre di più, per di più era purosangue e piaceva a suo padre e sua madre, infatti durante le vacanze estive l'avevano invitata più volte nella loro villa.
Draco aprì bocca per parlare ma venne interrotto.
"Malfoy, devo parlare con Pansy puoi andartene?"
George si trovava in cima alle scale affiancato da Fred.
"No" disse lui girandosi verso di loro.
"Devo parlarle ti ho detto" ribatte lui.
"E io ti ho detto di no, avete il permesso di stare qui, Weasley? Noi si"
George strinse i denti.
"Vattene se non vuoi che ti faccia cadere accidentalmente mezza pasticca vomitosa nel tuo succo di zucca domani mattina"
Questo fece rabbrividire Draco che lanciò uno sguardo a Pansy.
"Se Draco se ne va, deve farlo anche Fred" disse lei prendendo in mano la situazione.
Fred alzò la testa di scatto e guardò tutti i presenti.
"Fred è il mio gemello"
"E Draco è praticamente mio fratello"
"Non è la stessa cosa"
"E allora vattene te e portati Fred, Draco non si muove di qui"
"Dirai a Draco di cosa abbiamo parlato se entrambi se ne vanno?" Chiese George rivolgendosi a Pansy.
Lei annuì.
George allora parlò.
"Perchè mi ignori da giorni?"
"Non abbiamo privacy" rispose lei guardando il cielo.
"Tanto lo saprebbero comunque, tu hai detto che lo racconteresti a Draco, e Fred rimarrebbe lo stesso, rispondimi"
"No George non hai capito -si alzò in piedi guardandolo in faccia- non abbiamo mai privacy, ogni volta che stiamo insieme c'è anche Fred qualche metro più lontano, se voglio stare con te, sto con te non con te e Fred"
Fred guardò Pansy, non aveva mai pensato a come potesse sentirsi per la sua presenza, Angelina non aveva mai fatto così per la presenza costante di George, ma effettivamente loro a volte stavano soli.
"Ti da così noia la sua presenza?" Sibilò George.
"No. Mi sta anche simpatico ma non abbiamo mai un momento per noi due."
"Non ci siamo mai divisi da quando siamo nati. Non puoi ignorarmi per questo"
"Bene allora smetto di ignorarti" disse sorridendo per poi raccogliere le sue cose.
Draco fece lo stesso.
"Finiamo direttamente qui la nostra frequentazione." Concluse dura sorpassandolo e scendendo le scale con Draco al suo seguito.
Fred e George rimasero imbambolati a guardarsi.
"Mi dispiace" disse Fred.
"Non è colpa tua. Non ci siamo mai divisi, non ho intenzione di farlo ora per una ragazza carina" disse George iniziando a scendere le scale.

Esmeralda sdraiata nel suo letto guardava la foto che le aveva portato Alessandro, la mise poi sotto il cuscino e si avvicinò alla finestra.
Il cielo era limpido e le stelle si vedevano alla perfezione.
Erano ormai settimane che si sentiva strana, aveva vuoti di memoria e aveva strane sensazioni quando prendeva le pasticche che le venivano date.
Grazie a quelle però aveva avuto la certezza di non essere pazza e che Fred fosse reale, se non lo fosse stato quelle medicine avrebbero dovuto far smettere la voce nella sua testa e calmarla a quanto diceva lo psichiatra.
Morgana entrò in stanza.
"Ho finito il turno, torno a casa, ci vediamo domani ok?"
Esmeralda annuì senza guardarla.
Si aspettava di sentire la porta chiudersi e così fu, ma l'infermiera era ancora lì, se lo sentiva.
"Deja-vu" disse senza voltarsi.
Era già successo ma non ricordava quando.
"Cosa?" Chiese la donna alla porta.
"Niente, lo dico quando mi sembra di aver già vissuto una situazione simile o uguale. Perchè sei ancora qui?"
"Come ti senti? Come ti senti davvero?"
"Me ne voglio andare, qui sei l'unica persona con cui parlo e con te sto bene, ma questo non è il mio posto.
Non dovrei dirlo ma le medicine non funzionano, sento ancora Fred, è reale capisci?"
Morgana annuì.
"Se vuoi andare via però non puoi dirlo.
Esmeralda io ti... no, niente"
Morgana non finì ciò che stava dicendo e si alzò andando alla porta per poi salutarla.
Era di nuovo sola.
I suoi pensieri vagarono a Fred.
Era tornato a parlarle chiedendole cosa fosse successo tempo fa, per quale motivo lo chiamasse chiedendole aiuto, ma lei non ricordava di averlo fatto, era successo poi altre volte che Fred si mettesse in contatto con lei per lo stesso motivo, ma lei non aveva idea di ciò che dicesse, lui le aveva raccontato di cosa gli capitasse quando lei lo faceva e, lei si sentiva terribilmente in colpa per ciò che succedeva a causa sua.
Ormai era metà Novembre, a breve avrebbe avuto un altro incontro con Gianfranco per sapere del suo stato.
Da quell'incontro dipendeva la libertà di Esmeralda.
O sarebbe tornata a casa per natale se fosse stata abbastanza brava a recitare da far credere di non sentire più la voce di Fred o avrebbe dovuto passare ancora tempo li dentro.
Quando fu sicura di essere sola e che nessuno sarebbe entrato nella sua stanza di li a breve, andò verso il letto e prese il telefono per poi andare in bagno.
Lo accese e chiamò Alessandro.
Erano le 22:30, era impossibile che Alessandro dormisse, ma da lui si aspettava di tutto sinceramente.
Aspettò qualche minuto sperando che il ragazzo la richiamasse, ma non successe, e spense il telefono. Non lo vedeva da più di 2 mesi, non poteva più stare lì fuori a parlarle in quanto c'erano guardie che controllavano il giardino e la strada, era passato qualche volta in strada e lo vedeva dalla finestra della camera, lui però non la vedeva, a quanto pare i vetri erano oscurati. Uscì dal bagno e quando si accasciò per nascondere il telefono sentì una voce che la fece sobbalzare.
"Cosa stai facendo?"

Weasley, Fred WeasleyDove le storie prendono vita. Scoprilo ora