Passaggi Segreti

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Ciò che detestava di più Esmeralda era fallire.
Deludere le persone a cui teneva, era inaccettabile.
Mai, avrebbe pensato di poter deludere suo marito in soli due mesi, non vedeva fine al rapporto tra lei e Fred, invece, adesso era come se fosse stato tutto un errore.
"Sei terribile"
"Come è possibile che tu sia qui?" Chiese Esmeralda voltandosi verso il rosso lentigginoso.
"Calien mi ha confessato che per portarti i pasti usa un passaggio segreto, essendo i passaggi segreti una delle mie specialità ci ho messo poco a trovarlo"
Spiegò George sedendosi ai piedi del letto.
"Sei venuto qua per insultarmi?"
"Che gusto ci sarebbe? Non rispondi nemmeno, fammi spazio"
Si distese sul letto accanto alla ragazza abbracciandola.
"Anche con i capelli tutti spettinati, la pelle spenta e gli occhi tristi, rimani una delle ragazze più belle che io abbia mai visto"
"Che fortuna"
"È quasi un mese che non esci da questa stanza, capisco il tuo dolore, ma ci manchi, mi manchi tu e mi manca Fred. Ho bisogno, tutti abbiamo bisogno di tornare insieme, Esmeralda."
"Non voglio" sbuffò dandogli le spalle.
Si alzò non riuscendo più a sopportare quel contatto, ma George fece lo stesso e le si avvicinò.
"Non è colpa tua, Fred lo sa"
"Mi odia" iniziò a piangere e tremare guardando fuori dalla finestra.
Nevicava, avrebbe voluto uscire a guardare la neve da vicino, ma non aveva nemmeno le forze di uscire dalla stanza.
"Non ti odia, lo sai"
"Dovrebbe, io mi odio"
"E capisco per quale motivo. Ma non è colpa tua Esme, è stato orribile ciò che è successo, capisco che tu stia male ora, ma hai bisogno di vederlo, lui ha bisogno di vederti.
Io non sopporto più di alzarmi la notte e non trovare mio fratello nel letto accanto al mio, ma trovarlo con la schiena poggiata alla tua porta mentre piange silenziosamente.
Viene tutti i giorni a chiamarti ma tu non gli parli, una persona che ti odia farebbe ciò?"
"Si"
"Si ma non scoppierebbe a piangere a caso" ribattè lui grattandosi la fronte.
Esmeralda aveva notato che lo faceva spesso quando non sapeva più come convincere una persona, e succedeva raramente in quanto solitamente non doveva nemmeno impegnarsi a farlo.
"Non gli dirò che ti ho parlato, non immagino nemmeno come si sentirebbe a sapere che io ci sono riuscito e lui no"
Le spostò una ciocca di capelli dalla fronte e poi la guardò negli occhi.
"Ma appena torna per parlarti, ti prego aprigli la porta, d'accordo?"
Esmeralda annuì.
Sembrava pensierosa, gli occhi le si riempirono di nuovo di lacrime, la vista offuscata, un flebile suono le uscì dalla bocca, non se ne era nemmeno accorta.
"Un mese...ne avevamo parlato ma non era nemmeno nei piani, o almeno non nei primi"
"Lo so, tranquilla, stai tranquilla"
George l'abbracciò stretta e cercò di tranquillizzarla ma ormai la ragazza aveva dato il via alle lacrime.
La notizia dell'improvvisa gravidanza di Esmeralda aveva portato gioia e confusione nella famiglia Weasley.
Era passato solo un mese dal matrimonio, quando un giorno si sentì male.
Molly conosceva bene quel malore, così lei, Esmeralda e i gemelli, camuffati da babbani di una città vicina alla casa di zia Muriel, andarono al San Mungo per una visita.
Era incinta.
Fred e George esultarono abbracciandosi e dandosi il cinque, Esmeralda era rimasta sbalordita e non sapeva come comportarsi, mentre Molly piangeva mentre li rimproverava di essere stati imprudenti in quanto fosse troppo presto, ma poi li abbracciò entrambi felice di diventare nonna.
Era incinta di 3 settimane e non se ne era accorta, fino a che 4 giorni dopo la visita, iniziò a perdere sangue.
'Delle perdite' aveva detto inzialmente Molly, fino a che il sangue non era aumentato ed era diventato troppo per essere solo delle perdite.
L'aveva perso, il bambino che non avevano nemmeno previsto di avere era morto, e lei si era chiusa in camera senza più parlare con nessuno.
I primi giorni sentiva Fred e George parlare nella camera accanto, poi Fred aveva iniziato a bussare alla sua porta e a chiamarla tutti i giorni.
Si era accorta che a volte si appoggiava alla porta e sentiva dei piccoli colpetti segno che stesse singhiozzando appoggiata su di essa, ma non aveva mai avuto il coraggio di aprirla.
Si vergognava a farsi vedere, non voleva vedere la delusione che provava Fred per lei.
George la prese in braccio e la mise nel letto accarezzandole il volto.
"Dormi un po', riposati"
Con il volto umido per colpa delle lacrime e il corpo che ancora tremava, si addormentò.
Una volta sveglia si accorse che per la prima volta dopo tempo non aveva avuto incubi, probabilmente grazie al calore del corpo di George accanto al suo, forse perchè sapeva di non essere rimasta sola.
Aveva solo bisogno di qualcuno che la proteggesse, ma se ne accorgeva solo in quel momento, era lei a sbagliare, aveva bisogno di Fred con lei e non importava la vergogna, la delusione o il probabile odio che lui provava nei suoi confronti.
Lei ne aveva bisogno ora e non riusciva più a badare a ciò che provavano gli altri, in quel momento doveva pensare a se stessa.
Si voltò verso la porta da cui provenivano dei colpetti e una voce che le parlava, si era scordata che era stato quello a svegliarla, guardò nel letto trovando vuoto il posto che aveva occupato George, era ancora caldo, probabilmente era andato via da poco.
Si alzò e prese un bel sospiro.
Aprì la porta ritrovandosi Fred che la fissava a bocca aperta.
Lei si fiondò tra le sue braccia e immerse il capo nel suo petto.
Fred la prese in braccio entrando nella stanza e chiuse la porta con il piede, si mise a sedere mentre lei non spostava il capo dall'incavo del suo collo.
Lei sentì il battito del suo cuore colpire forte nel suo petto, passò un tempo indeterminato in cui lei continuava a seguire i loro battiti che avevano iniziato ad andare a tempo insieme.
Nessuno dei due osava dire niente, si abbracciavano solo, era tutto ciò di cui avevano bisogno.
I discorsi, i chiarimenti e le inutili scuse sarebbero arrivati dopo, ora avevano solo bisogno di sentire che c'erano uno per l'altro, che non tutto era perduto.
Si stesero sul letto, Esmeralda solitamente teneva la testa sul petto di lui, le piaceva sentire il suo cuore battere, ma in quel momento aveva bisogno di avere la sua faccia vicino a se, davanti alla sua, erano talmente vicini e lui era così agitato che respirava più velocemente, riusciva a sentire il suo respiro sulle labbra.
Le accarezzava la mano mentre le faceva qualche carezza sul viso, lei chiuse gli occhi, aveva sonno, dopo giorni che non dormiva il suo primo riposo l'aveva avuto con George poco prima, ma Fred l'aveva svegliata.
Chiuse gli occhi, beandosi del tocco leggero del ragazzo.
Le dita ruvide per quanto fastidiose potessero essere, in realtà davano un tocco paradisiaco, qualche brivido le attraversava il corpo ogni tanto.
"Non è colpa tua"
Aprì gli occhi sentendolo, avrebbe preferito addormentarsi, non era nei suoi piani parlare di ciò così presto.
"Non sono stata abbastanza forte"
"Da quando l'hai saputo hai smesso di bere quel poco di whisky che bevevi ogni tanto e hai iniziato a regolare i pasti. Non puoi controllare il destino"
"Me ne sarei dovuta accorgere prima"
"Come ho già detto, non puoi controllare il destino.
E non c'era alcun segno che potesse alludere a una gravidanza"
La voce dolce di Fred la tranquillizzò a livelli esorbitanti.
Le parlava come se fosse una bimba, in altre situazioni le avrebbe dato noia, ma in quel momento si sentiva fragile esattamente come una bambina.
"Tu volevi un figlio però"
"E lo avrò, da te. Quando te la sentirai avremo un bellissimo bambino, tutto nostro.
È brutto dirlo così ma è stato un errore, non era nei nostri piani, se fosse successo sarebbe stato stupendo ma non è così.
Quindi noi ora dobbiamo andare avanti, insieme.
Non ha sofferto Esme, aveva poche settimane non era assolutamente formato.
Avremo un bambino, ma non ora, e a me va bene così, ci sono stato molto male in questi giorni, davvero molto, ma ho realizzato che sono cose che possono succedere, e a noi è successo.
A noi è successo tutto in questi due anni, ma come siamo sempre andati avanti dobbiamo continuare a farlo, per noi. Capisci?"
Esmeralda annuì, a entrambi scendevano delle lacrime che andavano a depositarsi sul tessuto del cuscino.
"Ti amo lo sai vero?"
"Ti amo anche io" rispose lei asciugandosi le lacrime e avvicinando la mano per asciugare quelle di lui, ma lui la bloccò.
"Io lo so che mi ami. Ma voglio sapere se tu sai che io amo te"
Esmeralda annuì.
"Giura di ricordartelo sempre. Qualunque cosa accada"
Si strusciò una mano su un occhio togliendo le lacrime che gli coprivano del tutto la vista bagnando il dorso della mano e una tempia.
Esmeralda annuì freneticamente e gli asciugò le lacrime nell'altro occhio.
"Te lo giuro" sussurrò per poi avvicinarsi a lui e baciarlo.

Spazio 🌻☀️
Una domanda.
Ma secondo voi, se Piton avesse ottenuto ciò che voleva, ovvero Lily e una vita con lei.
Dite che sarebbe stato un buon padre?
Perchè, vedo che su tik tok tutti dicono 'preferisco un 'prendi harry e scappa' ad un 'sempre'. Ma secondo me se Piton fosse diventato padre sarebbe successo lo stesso. Avrebbe detto a Lily di mettersi in salvo con loro figlio.
Poi boh ditemi voi come la pensate.
☀️🌻

Weasley, Fred WeasleyDove le storie prendono vita. Scoprilo ora