Prima che i ragazzi lasciassero la donna, le avevano fatto promettere di non dire a nessuno che si fossero visti, e sopratutto, se l'avesse detto di non rivelare dove fossero diretti.
Morgana aveva chiesto di avvisarli per qualunque cosa, si era anche offerta per aiutarli in qualunque cosa, ma loro avevano rifiutato e si erano diretti ancora una volta, alla stazione ferroviaria.
Avevano cambiato due treni, da quando erano saliti sul secondo non aveva aperto bocca, 1 ora e qualcosa di silenzio da parte sua, in cui Alessandro cercava di smuoverla un po' raccontandole le novità del mondo ma sopratutto, facendole ascoltare nuove canzoni che aveva scoperto e che erano uscite negli ultimi due anni.
Ma niente sembrava riuscisse a distoglierla dalle parole di Morgana.
Probabilmente sarebbe stato più facile scegliere cosa fare quando sarebbe stata a conoscenza di nuove informazioni, ma ora che lo era, sembrava ancora più combattuta.
Alla fine appoggiò la testa sulla spalla del ragazzo e chiuse gli occhi, fino ad addormentarsi.
Sentì due voci chiamarla ma non si svegliò del tutto, solo quando si ritrovò tra le braccia di qualcuno, e sentì un brivido attraversarle il corpo decise finalmente di aprire gli occhi.
Sopra di lei si stagliava il volto di Alessandro che si guardava intorno.
"Che fai?" Chiese con la voce assonnata chiudendo di poco gli occhi.
Lui si bloccò e abbassò lo sguardo.
"Sto cercando il Community Centre, dobbiamo prendere il Bus ora, tu dormi tranquilla" disse dolcemente per poi alzare di nuovo lo sguardo e sorridere una volta accortisi di aver trovato il posto.
Esmeralda chiuse gli occhi e rimase a pensare agi ultimi attimi che aveva passato con Fred.
Le mancava terribilmente.
Era colpa sua tutto quello che era successo, se avesse dato ascolto a Fred per una volta o se avesse dato ascolto a Ginny, ora sarebbe ancora con lui.
Sentì gli occhi riempirsi di lacrime e il fastidio crescere dentro, aprì gli occhi per scacciare le lacrime, si accorse che Alessandro la stava guardando, fece cenno di farla scendere e lui l'accontentò.
Si strinse nel maglione di Fred e si asciugò le lacrime per poi assumere la solita espressione apatica che aveva il più delle volte.
"È il nostro, vieni" disse Alessandro senza proferire parola su ciò che aveva appena visto.
Esmeralda annuì e lo seguì.
Salì sul bus e si mise a sedere nei posti infondo, Alessandro pagò i biglietti per poi raggiungerla e tirare fuori dallo zaino un panino.
"Mangi ancora?"
"Ho fame, la bocca mi è stata fatta apposta per mangiare" replicò lui masticando.
Sorrise ricordandosi di Ron.
Si ricordò che durante il soggiorno da Muriel, era molto preoccupata per lui, Hermione e Harry.
Ma ora tirò un sospiro di sollievo sapendo che stava bene ed era vivo.
"In che Hotel staremo?" Chiese il ragazzo una volta finito il panino.
Esmeralda si voltò a guardarlo.
"Staremo in una casa"
"Come pensi di trovare una casa appena arrivata e pretendere che te l'affittino o vendino subito?"
"Non penso sia occupata da qualcuno onestamente"
Alessandrò si accigliò e lasciò perdere il discorso.
Se si fosse immerso troppo in esso, ne sarebbe uscito pazzo.
Il viaggio in Bus fu breve, quando scesero mancavano ancora una ventina di minuti però per arrivare nel Devon, così iniziarono a camminare fino a vedere in lontananza un piccolo cartello sulla strada con su scritto "Benvenuti nel Devon".
Circa 200 metri dopo raggiunsero il centro del paese.
Si guardarono intorno, Alessandro era sopraffatto dall'emozione, ma quando si voltò verso l'amica, sbuffò.
"Eddai, siamo nel Devon. Rallegrati un po', non ci siamo mai stati" cercò di tirarle su il morale Alessandro, prendendo le mani della ragazza nelle sue e girando un po' in cerchio.
"Ora mi fai vedere dove abiteremo?"
Chiese lui sorridendo.
Lei annuì e prese il telefono per chiamare un taxi, ma Alessandro cambiò subito idea notando un negozio con dei vestiti che voleva ma che non era riuscito a trovare a Newquay.
Così rimandarono l'entrata in casa di qualche ora, dove Alessandro fece il giro di alcuni negozi mentre Esmeralda si mise ad aspettarlo su una panchina.
"Hey" sentì dire.
Sorrise e prese le cuffie dalla tasca.
Meglio far finta di star parlando al telefono con qualcuno, prima che qualcun'altro la credesse pazza.
"Hey" rispose con ancora il sorriso sul volto.
"Tutto bene? Sei arrivata sana e salva?" Chiese con voce preoccupata.
Esmeralda annuì, poi si ricordò che non poteva vederla.
"Si, tutto bene.
Sono con Alessandro ora"
"Che fate?"
"Siamo nel Devon"
Ci fu un momento di silenzio in cui Fred non rispose.
"Nel Devon?"
"Si"
"Siete...qui" disse lui incerto.
"Qui, ma nel nostro mondo"
"Stai andando-"
"Si" rispose subito lei senza farlo finire.
"I tuoi che ne pensano?"
"Mia madre è rimasta a urlare il mio nome dalla mia stanza mentre mio padre la bloccava" disse lei amaramente ripensandoci.
"Come stanno i ragazzi?" Chiese poi.
"In ansia, Ginny è un po' sconvolta dal fatto che tu non sia più qui ed essendo che fino ad ora non ci siamo sentiti pensava che tu fossi morta.
Prima ho dovuta convincerla del fatto che avevo sentito quel...brivido e che quindi non eri morta. Si è arrabbiata dicendo che non ci provavo abbastanza bene"
Esmeralda sorrise pensando a quante la rossa ne avrà dette al fratello in quel momento.
"È strano parlare così. L'ultima volta che l'abbiamo fatto era quando io andavo ancora a scuola"
A Esmeralda scese una lacrima.
"Già"
"AleDraco?" Chiese poi ricordandosi del furetto.
"Sempre con George. Non glielo toglie più nessuno dalle braccia ormai, ha già spostato la gabbia in camera nostra, non vuole lasciarlo solo"
Ad Esmeralda passò per la testa che era meglio così.
A George era sempre piaciuto il furetto, e dopo la battaglia, avrebbe avuto bisogno di tutto l'affetto che quell'animaletto poteva dargli.
Ripensandoci si rattristì di nuovo, ma si asciugò le lacrime in fretta e sorrise pensando che fosse ancora presto e che le cose sarebbero potute cambiare.
"Molly e Arthur come stanno?"
"La mamma non riesce a credere che tu non sia più qui, per un attimo si è disperata perchè non ascolti mai ciò che ti viene detto e pensava tu fossi morta, ma quando abbiamo battuto Bellatrix, e non abbiamo trovato il tuo corpo, mi sono reso conto di essere riuscito a mandarti di nuovo nel tuo mondo e si è tranquillizzata parecchio.
Ora è più agguerrita che mai, vorrebbe ucciderla" spiegò lui sdraiato nel suo letto.
"Ce la farà" sussurrò senza rendersene conto.
"Inizia ad essere tardi, vado a chiamare Alessandro o non arriveremo più a casa, non so nemmeno se la troverò"
"Segui sempre la strada, in ogni caso ti aiuto io, sei sempre nei miei pensieri"
"Sdolcinato" disse lei alzandosi dalla panchina e dirigendosi vicino all'ultimo negozio in cui aveva visto entrare Alessandro.
"Per Merlino, devi sempre rovinare i momenti in cui faccio il dolce"
"Lo stradolce diabetico" replicò lei entrando nel negozio.
"Tu non puoi vederlo ma ho appena tirato un cuscino per terra, solo perchè non posso buttare te sul letto o farti il solletico"
Esmeralda ridacchiò, trovò Alessandro e le fece cenno di uscire.
Lui la seguì dopo aver pagato e chiamò un taxi.
"Buttarmi sul letto? Che proposta allettante" disse quando notò che Alessandro era a qualche passo di distanza.
"Molto, toglierti i vestiti, baciare ogni centimetro della tua pelle fino a farti pregare di-"
"Smettila cretino" disse lei stringendo gli occhi e sospirando.
Lui rise e continuò con voce sensuale e bassa, quella voce che faceva impazzire Esmeralda più del solito.
"Perchè? Dillo che ti piacerebbe. Porta chiusa, un bel muffliato e via, urleresti il mio nome come facevi sempre, mentre io-"
"Smettila sto salendo sul taxi" rispose di nuovo stringendo le gambe avvicinandosi al migliore amico.
"Smetti di interrompermi" disse con la sua voce normale, che per nessun motivo apparente, era comunque una delle cose più sexy che esistessero.
"Dove eravamo rimasti? Ah si-"
"No. No sh, sto per salire sul taxi e non voglio...diciamo pensare a tutto ciò" disse leggermente rossa in viso.
"D'accordo" ridacchiò lui.
"C'è Alessandro, vuoi dire qualcosa?" Disse lei una volta davanti al ragazzo.
"Digli che dovete dormire in due letti separati o in qualche modo arrivo in quel mondo e gli spezzo mani e gambe" disse lui convinto.
Esmeralda rimase a fissare l'amico.
"Cosa dice?" Chiese il riccio sorridendo.
"Dice che gli farebbe piacere conoscerti" rispose lei ricambiando il sorriso.
"No Esmeralda dai" protestò Fred nella sua testa.
"Abbiamo sempre dormito nello stesso letto quando si dormiva uno a casa dell'altro, sta zitto" sibilò lei abbassando la testa. Alessandro capendo cosa avesse detto precedentemente in realtà Fred, ridacchiò, per poi fermare il taxi che stava andando nella loro direzione.
"Ora salgo davvero sul taxi" disse lei passando la valigia al migliore amico, per poi salire.
"Buon viaggio amore" disse Fred.
Esmeralda sorrise e appoggiò la testa al finestrino.
"Dove vi porto?" Chiese l'uomo rientrando nel taxi insieme ad Alessandro.
"A Ottery St. Mary" rispose lei prima che l'uomo partisse.
Il ragazzo si voltò a guardarla e assottigliò gli occhi.
"Dove stiamo andando?"
"L'hai sentito, a Ottery St. Mary" disse lei senza rivelargli nulla.
Dopo 20 minuti di viaggio, in cui Esmeralda si era appoggiata alla spalla del ragazzo, e gli aveva preso le mani, finalmente l'uomo avvisò di essere arrivati.
"Può continuare?"
"Certo, direzione?" Chiese lui guardandola dallo specchietto.
"Un secondo perfavore" uscì dalla macchina e iniziò a chiamare Fred sperando che lui rispondesse.
Si guardò intorno ma non riconobbe nulla.
"Dimmi bellezza"
"Finalmente. Sono a Ottery St. Mary, da che parte bisogna andare per arrivare?"
Fred disse cose a casaccio per qualche secondo, poi rispose bene.
"Ok. C'è un'edicola, dovete prendere la strada che c'è alla sua destra.
Non ci sarà più strada però dovete continuare sempre dritti, dopo un centinaio di metri dovrebbe riprendere una specie di stradina e arriverete" spiegò lui.
Esmeralda annuì inutilmente ed entrò di nuovo nel taxi.
"Segua la strada dietro quell'edicola" disse lei indicandola.
Il taxista annuì e partì di nuovo seguendo le indicazioni della ragazza, fino ad arrivare vicino ad una casa alta e instabile.
Esmeralda la guardò sorridente, mentre l'uomo sembrava un po' scioccato.
"Ecco a lei" disse lei tirando fuori i soldi per pagarlo.
"Andiamo Ale" lui rimase sbalordito e indicava la casa.
"Ma quella è-"
"Già"
Disse scendendo e aprendo il portabagagli.
Alessandro tirò fuori le due valigie mentre Esmeralda prendeva i vestiti che il ragazzo aveva appena comprato e si diressero davanti la casa.
"Se chiamiamo lo stesso numero viene sempre lei?" Chiese Esmeralda all'uomo ancora dentro il taxi.
Lui scosse la testa e allungò la mano con un biglietto.
"Questo è il mio numero" disse per poi salutarli e tornare indietro.
"Arrivata?" Chiese Fred facendole prendere una scossa, pensava che la connessione si fosse interrotta.
"Arrivata" disse davanti alla porta di casa.
"La Tana" disse voltandosi verso Alessandro che aveva ancora la bocca aperta.
Spazio 🌻☀️
Ho iniziato a scrivere questo capitolo ieri ma c'erano i pirati dei caraibi in tv e, ovviamente a Johnny Depp non si dice mai di no, quindi ci ho messo 2 ore solo per scrivere le prima 300 parole.
Comunque, non so se si dica taxista o tassista però vabbè, internet dice che vanno bene entrambi.
I Weasley abitano davvero nel Devon, a Ottery St. Catchpole più precisamente, però è un paese inventato vicino a Ottery St. Mary, quindi insomma, la descrizione del viaggio fa un po' cagare perchè non sono mai stata lì e non saprei come descrivere i luoghi, stradine e cavoli vari.
Poi, altra cosa, ho iniziato a scrivere un'altra ff, sta volta su Regulus Black, se aveste voglia di leggerla, vi chiedo di non eliminare questa storia dalla biblioteca perchè quando questa sarà finita, avviserò qui la pubblicazione del primo capitolo.
Lasciando perdere tutto, spero che il capitolo vi sia piaciuto.
☀️🌻
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Weasley, Fred Weasley
Fiksi PenggemarAl compiere dei 17 anni, i maghi possono sentire la voce della propria anima gemella e comunicare mentalmente. Ma non tutti i maghi sono così fortunati da avere la propria anima gemella in un certo senso...vicina. Tralasciando i personaggi creati d...
