"Le dico che ha reagito normalmente alle medicine. Non c'è bisogno che la controlli, può tornare domani" sentì Esmeralda.
Morgana stava litigando con qualcuno che a quanto pare voleva controllare la salute di Esmeralda, ma la ragazza aveva un'idea di chi potesse essere.
"Ho bisogno che mi faccia fare il mio lavoro"
"Può farlo domani" ringhiò Morgana.
Lo psichiatra però sembrava non voler cedere.
La porta della stanza si spalancò rivelando lo psichiatra e l'infermiera.
"Le ricordo che lei è qui da due settimane. Le cose non funzionano così"
"E io le ricordo che il suo turno è finito, non stava andando via? Vada" disse una volta entrato nella stanza, sbattendo la porta in faccia a Morgana che, effettivamente non aveva la solita divisa bianca.
L'infermiera si arrese e andò via dopo aver tirato qualche pugno sulla porta e qualche minaccia. L'uomo si girò e sorrise ad Esmeralda stesa sul letto.
Stare nella stessa stanza sola con quell'uomo non la entusiasmava per niente.
"Posso sedermi?"
"Prego" le fece segno lei indicando la sedia, ma lui si sedè sul letto.
Esmeralda si alzò di scatto andando a sedersi su una delle due sedie.
"Allora Esmeralda, come stai oggi?"
"Fino a 15 secondi fa una meraviglia" rispose lei.
"Che sarcasmo pungente.
Mi è stato detto che hai risposto alle medicine normalmente, è cosi?"
"Definisca normalmente"
"Ti sei addormentata dopo quanto?"
"Pochi secondi"
"Straordinario."
A Esmeralda non era mai capitato di ritrovarsi da sola in una stanza con un uomo che non conosceva. Aveva un disperato bisogno di avere Morgana accanto a lei.
Lo vide scrivere qualcosa su un foglio e tirare di nuovo fuori le pasticche.
"Ti vado a prendere dell'acqua" esclamò alzandosi, ma rientrò subito dopo.
"Fuori non c'è nessuno e io non so ancora dove è la mensa qui, riesci a prenderle senza acqua?"
Esmeralda tirò però fuori da sotto il letto la bottiglietta d'acqua, prese le pasticche sul tavolo e le mandò giù sdraiandosi nel letto e aggrappandosi ai lati.
"Abbiamo finito?" Chiese iniziando a sentire la stanchezza avvolgerla.
"Si, rimango qui fino a che non ti addormenti, così se avessi bisogno di me sono qui"
"Non ce ne è bisogno...so cavarmela anche...da- da sol-a" la sensazione di cadere si stava di nuovo impossessando di lei.
"Certo"
Esmeralda aprì gli occhi con fatica, era tutto sfocato e girava, ma vide una figura camminare verso la porta, la vide aprirsi e allora Esmeralda chiuse gli occhi, sentì la porta chiudersi di nuovo e si rilassò, ma un respiro accanto a lei la insospettì, ma era troppo tardi, non riusciva più ad aprire gli occhi e si addormentò pensando a Fred.
Era l'ultimo fine settimana che gli studenti di Hogwarts passavano ad Hogsmeade, la Umbridge aveva chiesto che fossero bandite le uscite nel paese li vicino, a breve avrebbe avuto l'approvazione del ministro, allora Fred aveva deciso di uscire con George e Lee.
"Abbiamo trovato il negozio, a Diagon Alley, e abbiamo anche un appartamento sopra di esso" stava spiegando George a Lee mentre Fred sorseggiava la sua burrobirra.
"Mi dite dove avete preso i soldi per comprare un negozio a Diagon Alley?"
Fred sbuffò. Ormai tanto valeva dirglielo o avrebbe continuato a chiederlo per tutta la vita.
"Harry. Harry ci ha dato il denaro vinto al torneo tre maghi. Abbiamo comprato un po' di vestiti a Ron e comprato il negozio"
"Che bel gesto"
I gemelli annuirono dandogli ragione.
Fred era da un po' che non sentiva Esmeralda, quella ragazzina un po' le mancava anche se lo negava, ma non poteva parlarci, avrebbe solo reso tutto più difficile.
La porta dei tre manici di scopa si aprì rivelando Angelina, Katie e Alicia.
Angelina si guardò intorno fino ad incrociare lo sguardo di Fred che la guardava sorridendo.
La ragazza le andò incontro per salutarlo e Fred si alzò dalla sedia con lo sguardo del gemello addosso e la burrobirra in mano, fece pochi passi fino a che non venne colpito da un brivido. Il brivido di quando finiva il contatto mentale con Esmeralda.
Non ci fece caso, ma quando iniziò a sentirlo a scatti non poté fare a meno di evitarlo. Una fitta le prese tutto il corpo e lui lasciò cadere il boccale con la bibita dentro, sentì una sedia spostarsi e il suo nome uscire dalla bocca di George, Angelina lo guardava preoccupata dopo essersi bloccata sul posto.
Fred cadde a terra con il corpo tremante e brividi che lo percorrevano, George su di lui gli teneva la mano e cercava di richiamarlo senza risultati.
"Fred, Fred mi senti? Fratello che ti succede?"
Studenti e abitanti di Hogsmeade avevano accerchiato i gemelli. Lee si fece spazio tra la gente e cercò di aiutare George a prendere in braccio Fred, Angelina come Lee si avvicinò ai 3 cercando di parlare a Fred.
Il ragazzo però sembrò non sentire nessuno.
Nella sua mente sentiva solo la voce di Esmeralda sussurrare aiuto e pronunciare il suo nome più volte.
Faceva fatica a pensare ma le sembrava strano, dopo il brivido il contatto finiva, non avrebbe dovuto sentire ancora la sua voce, ma non ci fece caso.
Fred iniziò a sentire il brivido diminuire ma non abbandonarlo.
"Fred, Fred mi stai facendo preoccupare che hai?" Chiese ancora George.
Fred aprì gli occhi e guardò il fratello finalmente.
"Esmeralda"
Angelina lasciò la mano di Fred e lo guardò un po' più fredda.
"Cosa?" Chiese George non sentendo bene il fratello al contrario di Angelina.
"Esmeralda" ripeté il rosso sdraiato a terra.
"Ancora lei" sussurrò infastidita Angelina.
George la fulminò con lo sguardo e improvvisamente si sentì parecchio a disagio. George tra i gemelli era quello più dolce e calmo, al contrario di Fred, a lui non piaceva litigare e non aveva mai tirato occhiatacce a nessuno. Angelina aveva esagerato.
"Cosa hai detto, Angelina?"
"Niente..."
"Ah ecco, pensavo di averti sentito dire qualcosa"
Le disse minaccioso.
"Andiamo Angelina, torniamo a scuola, George e Fred ci seguiranno"
Cercò di salvare la situazione Lee.
Angelina si alzò dirigendosi alla porta.
Lee lanciò uno sguardo a George.
"Vai tranquillo, ora ti raggiungiamo"
Gli rispose George.
"Vi aspetto all'entrata del castello"
E uscì accompagnando Angelina e le altre 2 ragazze che erano con lei.
"Fred stai meglio?"
Il ragazzo annuì.
George cercò di farlo rialzare aiutato da un signore che aveva assistito alla scena.
"Grazie"
"Di niente ragazzo"
George uscì dai tre manici di scopa reggendo il fratello per la vita.
Contando il freddo e la stessa stazza dei gemelli però si stancò in fretta, ma si riprese il prima possibile, la via per arrivare ad Hogwarts non era breve.
"Scusa Georgie"
"Tranquillo Freddie"
"Vorrei toglierti il peso ma non riesco a leggermi in piedi"
"Ti ho detto di stare tranquillo, non importa, vedrai che tra poco arriviamo"
Ma le forze di George dopo 10 minuti vennero a mancare e si fermarono.
George si sedè a terra con il fratello appoggiato a lui.
"Cosa è successo?"
"Non lo so, ho sentito il brivido pervadermi il corpo, e li tutto bene ma poi hanno iniziato ad essere di più, a scatti, mi ha tolto tutte le forze e poi c'era Esmeralda che chiedeva aiuto e mi chiamava, ma a bassa voce, come se avesse poche forze pure lei"
Disse a fatica, George annuì ma non seppe cosa dire.
Si alzò di nuovo e riprese a camminare aiutando il fratello.
Fred si mise a ridere.
"Perche ridi?" Chiese George ridacchiando.
"Questo mi ricorda un po' quando ci fu quella festa nella foresta vicino casa ed ero ubriaco, hai cercato di accompagnarmi a casa tenendomi nello stesso modo di ora, solo che li non sentivo i brividi"
"Già, li però ti eri anche messo a saltellare ad un certo punto urlando di essere un Doxy che aveva preso le mie sembianze e che faceva finta di essere il mio gemello da 16 anni"
Fred rise a fatica e annuì.
"C'è Lee"
Disse George vedendo il migliore amico corrergli incontro.
"Vieni ti aiuto" disse stando al lato opposto di George aiutandolo a portare Fred.
Quando arrivarono a scuola era ormai il crepuscolo, trovarono la Umbridge ad aspettarli alle porte della scuola.
"Oh i signori Weasley e Il signor Jordan, il coprifuoco è passato, dovevate essere qui almeno 10 minuti fa mi pare, non è così?" Disse con la sua vocina squillante.
"Si ma ai tre mani-" cercò di spiegare Lee invano essendo che fu interrotto dalla signora vestita in rosa.
"Non mi interessa, punizione"
"Ma Fred sta ma-"
"Ho detto che non mi interessa, punizione" cantilenò lei girandosi e rientrando nella scuola a passo lento.
"FRED STA MALE" urlò di nuovo il gemello.
La Umbridge si bloccò sul posto e si girò con lentezza disumana.
Aprì bocca per parlare ma venne interrotta da una voce più profonda.
"Punizi-"
"Non le permetto di proibire i miei studenti Dolores se essi hanno una buona scusa per ciò che hanno fatto, sopratutto se uno di essi non è in buone condizioni di salute" irruppe Silente.
"Ragazzi immagino che Madam Pomfrey sarà felice di aiutarvi"
Disse rivolgendosi ai ragazzi quando la Umbridge stava per riaprire bocca.
Lee e George annuirono portando a fatica Fred verso l'infermeria.
Silente li seguì con lo sguardo fino a che non girarono l'angolo.
L'Umbridge sembrò voler iniziare a litigare, ma Silente si girò e se ne andò.
I ragazzi quando furono di essere sicuri fuori dal controllo visivo dei professori, si guardarono intorno ed entrarono in uno dei passaggi segreti che li portarono direttamente davanti dall'infermeria, dove una volta varcata la porta, furono raggiunti da Madam Chips che fece stendere Fred in un letto.
George e Lee si misero in due letti vicini a quelli dell'altro gemello, esausti dal percorso fatto.
George era sempre più preoccupato per il fratello, aveva avuto una terribile paura di perderlo, e inoltre il commento di Angelina non faceva altro che vagargli per la mente.
Fred aveva bisogno di distaccarsi da una delle due ragazze, se non era possibile farlo da Esmeralda, allora doveva farlo da Angelina.
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Weasley, Fred Weasley
Fiksi PenggemarAl compiere dei 17 anni, i maghi possono sentire la voce della propria anima gemella e comunicare mentalmente. Ma non tutti i maghi sono così fortunati da avere la propria anima gemella in un certo senso...vicina. Tralasciando i personaggi creati d...
