Arriviamo in classe io, Sun e Liam.
Luke è nell'aula accanto, Zac invece prima di allontanarsi mi prende in un angolo.
"Andate pure" dico a Sun e Liam.
"Che c'è?" Chiedo a Zac seccata.
"Sarò anche possessivo. Però voglio che tu sia mia. Non voglio che ti fai incantare dalle parole dolci dei tuoi amici" cerca di mantenere un'espressione tranquilla, ma capisco dai suoi occhi e dal tono della voce che è molto nervoso.
"Da quando hai l'autorità di dirmi con chi devo o non devo parlare?" Mantengo la mia posizione, senza farmi 'sottomettere'.
"Da quando sei la mia ragazza. Da quando ho capito che tu devi essere solo mia, che solo io posso averti, che devo essere l'unico ad avere a che fare con i tuoi sentimenti" lo dice abbastanza seriamente.
Sono in parte felice da quello che ha detto, è bello sentire che sono la sua ragazza, ma dall'altra parte devo avere la mia autorità. Devi decidere io con chi stare. Non lui.
"È dolce quello che hai detto, ma ti ripeto che devo avere la mia autonomia. Non devo vivere con la costante ansia del tuo fiato sul collo che mi ricorda 'non avvicinarti a quel ragazzo perché tu sei solo mia devi essere solo mia'. Devi capire che devo avere i miei spazi. Ora scusa, ma la lezione è iniziata" mi allontano da lui ed entro in classe.
"Ma tu rimani comunque mia" dice tra i denti. Riesco a sentire la frase, ma non so se abbia detto altro perché sono entrata in classe.
"Buongiorno signorina Trainor. Dov'era? La lezione è iniziata" il professore mi rimprovera.
"Scusi. Ero in..bagno" mento. Non posso dire altro, direi.
"Si sieda. Sto spiegando" dice con tono arrabbiato.
Alzo gli occhi al cielo mentre non mi vede e mi siedo affianco a Sun.
Le racconto quanto successo in corridoio, e la lunga e noiosa giornata finisce.
Non ce la potevo fare a reggere altro tempo tra quelle mura.
"Ragazzi, mangiamo qualcosa insieme?" Chiedo a Luke, Sun e Liam.
"Certo" rispondono all'unisono Liam e Luke.
"Emy, non riesco, mi spiace. Magari ci vediamo nel pomeriggio" dice Sun dispiaciuta.
"Non c'è problema" sorrido.
"Venite, andiamo" dico a Liam e Luke.
"Bene. Ci mangiamo una pizza?" Chiede Liam.
"Si, direi che ho voglia di una bella pizza. Non ne mangio una da non so quanto" sorride Luke.
"L'hai...l'hai mangiata ieri" dice Liam.
"Appunto. È tanto tempo" scoppiamo tutti a ridere.
Il pranzo passa. Zac non si fa vedere, il che non mi dispiace troppo, anche se avrei voluto almeno salutarlo.
Arrivo a casa per le 4.
"Emma!" Mamma si avvicina.
"Ehi. Che ci fai a casa? Non sei mai ci sei mai a quest'ora" chiedo imbarazzata.
"Oh. Ho..finito..prima" abbassa la testa.
"C'è qualche problema?" Chiede.
"Oh, no. Ti pare?" Sorrido e salgo in camera.
//Zac: Devo parlarti. Fatti trovare alle 17.30 fuori dal tuo cancello. È importante. Tuo, xx//
Una specie di sorriso mi spunta in viso. Ma sono anche preoccupata da quello che potrebbe dirmi.
Passo quest'ora e mezza a camminare avanti e indietro nella stanza mangiandomi le unghie e continuando a toccarmi i capelli.
Sono le 17.30. Scendo dalle scale ed esco dal cancello.
Da quanto vedo, la puntualità non è il suo forte, dal momento che sono le 17.45 e ancora non si è fatto vivo.
"Ah, stavo per andare a denunciare la tua scomparsa" vado verso di lui mentre si avvicina con le mani in tasca con una brutta espressione in viso.
"Dobbiamo parlare" le sopracciglia arricciate.
"Di..cosa?" Sono preoccupata.
"Di tutta questa situazione. Di te, di me, di noi" mi guarda negli occhi con espressione arrabbiata.
"Cosa c'è che non va in noi?" Sono preoccupata e il mio cuore va a mille, accompagnato dal respiro affannato.
"Lo sai bene. Non farmelo ripetere. Sai che ci sto male a dirlo" abbassa lo sguardo e alza la voce.
Non riesco a capire.
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No Sense
Fiksi PenggemarIl suo brutto carattere e la sua introversione mi sconvolge. È proprio questo quello che mi fa innamorare di lui, delle sue imperfezioni, del suo brutto carattere, del modo in cui mi guarda, di lui. Questa cosa NOn ha SENSo -Chia -Cami
