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Passò molto tempo da quando finimmo di parlare.

Io mi stavo preparando per tornare a casa mentre Dylan sceglieva la macchina.

Presi le cose principali che mi servivano. Il cellulare era morto ormai da quando avevamo lasciato l'hotel.

Dylan mi chiamò <<Kassie! Sei pronta? >> io gli dissi<< Un attimo arrivo!>> misi l'ultima scarpa è la allacciai.

Scesi le scale in fretta e nel mentre dissi <<Eccomi qua. >>

Lui mi prese l'unica cosa che avevo cioè la mia borsettina. Andammo entrambi verso l'auto e ci accomodammo io al posto passeggero mentre lui ovviamente al guidatore.

Ci grammo rivolti uno verso l'altro <<Kassie pronta per... >> non finí la frasi ma capii che ri riferiva a Jhon, allora io risposi <<Tu? >> rifacendomk a Kayla.

<<Io tornerò nel mio appartamento in centro. Dopo averla lasciata... Non sopporto il tradimento. >> disse l'ultima frase a voce bassa.
<<Beh credo di fare lo stesso con Jhon. Ma prima torno a casa. >>

Durante l'intero viaggio ognuno era perso nei suoi pensieri.

Come avrei fatto a lasciare Jhon? Dopo quello che mi aveva fatto non riuscivo neanche a guardarlo in faccia.

Ora avevo solo una persona su cui contare solo perché era nella mia stessa situazione.

Avrei detto a mio padre che non mi piaceva più e che non era una cosa seria fin dall'inizio. Non volevo farlo preoccupare ancora di più per me. Lo è già abbastanza.

Arrivati davanti a casa mia scesi e ringraziai Dylan del passaggio. <<Grazie Dylan per questa giornata stupenda. Vuoi entrare? >> lui scosse la testa ma alla fine entrò.

Subito mio padre si precipitò ad abbracciarmi. <<Tutto ok tesoro? >> disse mio padre guardandomi dalla testa ai piedi.
<<Tranquillo papà. Tutto a posto. Dylan mi ha portato lontano un secondo dalla città visto che ho lasciato Jhon. Ma non era una cosa seria. Quindi tutto ok. >> gli risposi.

<<Mi dispiace sembravi felice. Quindi lui è...? >> chiese mio papà indicando Dylan che era dietro di me.

<<Ah! Lui è Dylan il mio... >> non sapevo che dire. Non eravamo insieme. Non sapevo neanche se gli stessi simpatica. Non sapevo niente. Solo che mi sono affidata a lui.

<< Conescente. Piacere di conoscerla. >> disse dilan mentre allungava la mano verso mio padre.
Si strinsero la mano e poi io feci salire in camera mia Dylan.

<<Bene di me che vuoi fare. Bicchiere d'acqua? >> domandai.
<<No grazie sono a posto. >> rispose.

Iniziò a calare un silenzio impara Zante in tutta la stanza. Così decisi di fare la domanda che nessuno dei due aveva il coraggio di fare.

<<Dylan senti. Chiariamo subito quello che è successo ok? >> lui si girò e mi guardo.
<<Esatto. Tanto non è stato niente. Entrambi eravamo appena stati... Come dire... Delusi dai nostri tipi. Eravamo da soli entrambi nulla di ché. >> disse guardandomi serio.

Sentii il mio cuore rompersi e sbriciolarsi in mille pezzi. Non potevo credere a quelle parole. Tutte quelle sue dolci frasi, prendermi per mano, salvarmi da Jhon, farmi sorprese della spiaggia. Niente.

Tutto ciò era stato il nulla totale per lui. Questo mi diede la conferma che Dylan O'Brien non ha un cuore.

Si avvicinò verso di me per accarezzarmi una guancia. Ma io mj alzai e gli dissi. <<Si hai completamente ragione... Che stupida come ho fatto a pensare che tu avessi un cuore. TU SEI SOLO COME GLI ALTRI! Fai tutto il cattivo ragazzo. Poi ti comporti in modo dolce, carino e gentile con tutte. Ovviamente dopo che loro si fidano le porti a casa tua e te le scopi giusto? >> dissi urlando scazzata, arrabbiata, delusa e allo stesso tempo triste.

<<Kassie io non->> non lo feci finire.
<<Tu non cosa? DYLAN. Hai sbagliato per caso a scoparmi? Vattene fuori da questa casa adesso. Pensavo che la stronza fosse Kayla ad averti tradito ma se tu facevi così come biasimarla. >>
Dylan iniziò ad avere gli occhi lucidi.
<<Avevi anche un amico giusto? Il tuo migliore amico. Forse lo hai ucciso tu con il tuo comportamento di merda! >> Gli urlai addosso.

Dopo questa mia frase il suo sguardo si fece cupo e vandicativo. Si avvicinò a me spingendo i contro il muro talmente forte da farmi male alla schiena.

<<Tu non sai un cazzo come tu permetti di dire così. Non sono io quello che ha ucciso la proprio madre. >> mi urlò in faccia.

Come aveva osato. Mia madre. Iniziai a vedere tutto nero la testa mi girava fortissimo come una trottola.

<<Dylan vattene. >> dissi a voce bassa. Lui lasciò la presa e uscì dalla mia camera sbattendo la porta.

Io mi lasciai cadere sul pavimento e rannicchoandomi piangendo tra me e me.

Mi aveva appena lasciata lì, da sola, senza nessuno. Dopo avermi accusata di omicidio verso mia madre.

Io che mi incolpa o già da sola per l'incidente e la sua morte.

Abbiamo anche cambiato città, un altro stato. Proprio perché i troppi ricordi a Toronto mi facevano urlare la notte e non riuscivo a stare più con nessuno.

In Canada era molto più difficile la situazione. Perché i ricordi riaffioravano. Mi spingevano a farmi del male.

Abbiamo cambiato mondo proprio per dare una nuova vita a me. Ma io sono riuscita a distruggere anche questa.

Sentii il bisogno di vomitare. Corsi in bagno e mi chinai sopra il wc.

Tutti i ricordi di nuovo in mente e oltre a quelli si aggiunsero il pensiero della discoteca e Jhon, Dylan e la frase appena detta, la preoccupazione per mio padre.

Tutto veniva incanalato nei miei pensieri.

Incomincia a vomitare l'anima. Dopo essere stata in bagno per almeno un'ora. Sentii ancora quel emozione.

Mi sentivo vuota, spenta, abbandonata. Sola tra me e i mei pensieri megativi tutto per cosa?

Perché io non ero capace di accettare una nuova vita.

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Ciao ragazzi. Lo so è molto triste come capitolo ma spero che la storia vi piaccia. La nostra Kassandra riuscirà ad affrontare Dylan? Bacioni.

108//Dylan O'BrienDove le storie prendono vita. Scoprilo ora