Grammy

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Eravamo arrivati in America da pochi giorni ed ero già al limite.

Dovevo darmi un contegno, soprattutto durante le interviste ma diventava sempre più difficile.

MI era bastato vedere una coppia sorseggiare una cioccolata calda per ricadere nel baratro.

I miei tremori e gli attacchi di panico stavano aumentando e nemmeno Jimin riusciva più ad essermi d'aiuto.

Più si avvicinava la partenza per New York, più gli episodi aumentavano. Non ero più padrone delle mie emozioni. Stavano prendendo il sopravvento e non avevo più la forza di contrastarle.

"Taehyung non puoi stare sempre chiuso in questa stanza. Non ti fa bene e lo sai!" - disse Jimin.

"Non mi va e poi uscire vuol dire ricordare e non sono così forte come voi pensate. Il pensiero di dover andare a New York mi sta uccidendo!"

"Fa come vuoi, ma non potrai evitare tutto per sempre. Sai quanti impegni abbiamo in America ogni anno? Cosa pensi di fare?"

"Non lo so, ma per adesso preferisco scappare da tutto ciò che mi possa ricordare Liz"

"Sai una cosa? Sono proprio stufo di questo tuo atteggiamento. Odio che parli di lei come se non ci fosse più!"

"In realtà io non lo so! Non so niente! Per quanto ne sappiamo potrebbe davvero non esserci più!" -  esplosi nascondendo il mio volto in lacrime nel cuscino.

"TaeTae, ascoltami bene. Non pensarlo nemmeno per scherzo. Liz è forte, starà lottando con tutta se stessa e tu devi fare lo stesso! Torna ad essere il ragazzo di cui si è innamorata, quello che ama il suo lavoro e che per nulla al mondo vorrebbe vedere tristi le persone intorno a lui! Liz è un'Army l'hai dimenticato? Cosa pensi direbbe vedendoti così? Non regali un sorriso ai nostri fan dal Golden Disk awards e iniziano tutti a domandarsi cos'è che ti rende triste. Tra un po' verranno a consegnarci gli abiti per il red carpet e per l'amor del cielo, oltre a quelli indossa anche uno due tuoi sorrisi! Ne abbiamo tutti bisogno. " - disse prima di uscire dalla stanza.

Tutto quello che aveva detto era la verità, non riuscivo più a sorridere, nemmeno alle persone che mi avevano regalato il mio sogno. Gli Army non ne avevano colpa, ma come potevo sorridere se dentro di me stavo urlando dal dolore?

Ero talmente immerso nei miei pensieri che nemmeno mi resi conto che qualcuno stesse bussando insistentemente alla mia porta.

"Signor Kim le lascio gli abiti per la serata. Mentre gli abiti di scena li troverà direttamente sul posto." - disse prima di congedarsi.

Mi buttai sotto la doccia cercando di lavar via i segni delle mie lacrime e, con un po' di fortuna, anche po' della tristezza che mi avvolgeva.

Mi buttai sotto la doccia cercando di lavar via i segni delle mie lacrime e, con un po' di fortuna, anche po' della tristezza che mi avvolgeva

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Avevamo già partecipato ai Grammy eppure sembrava avessero organizzato l'evento ancora più in grande. C'erano più giornalisti e, sopratutto, sembravano più interessati a noi rispetto all'ultima volta. Cercai di apparire il più naturale possibile e, devo ammettere, non ci sarei mai riuscito se non ci fossero stati i miei fratelli con me.

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