Run Away With me

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La luce del nuovo anno mi svegliò illuminando di felicità il mio volto.

Tutti i brutti momenti, tutte le lacrime erano ormai un lontano ricordo.

Mi girai e trovai il bel viso di Tae ancora serenamente addormentato.

Non riuscii a trattenermi e gli accarezzai la guancia.

Non era quindi in sogno, la notte passata era stata la realtà e adesso mi trovavo al suo fianco.

Feci per allontanarmi ma sentii la mia mano bloccata sotto la stretta di quella di Tae.

"Buongiorno" - disse continuando a tenere la mia mano sul suo volto.

"Buongiorno! Pensi di lasciarmi andare prima o poi?"

"Non ci penso nemmeno! E se scappi via di nuovo?"

"Non vado da nessuna parte, non più!"

"Risposta corretta! Questo si che è un bel modo di iniziare il nuovo anno! Oh...Buon Anno Liz!" - Pronunciò prima di schiantare le sue labbra sulle mie.

"Buon anno!" - risposi con un filo di voce.

"Vieni qui!" - disse prima di stringermi a se.

"Così non riesco a respirare però! Ti ho detto che non vado da nessuna parte, non serve stritolarmi così!"

Tae rimase in silenzio mentre pian piano allentava la presa.

Improvvisamente si mise a sedere e mi regalò uno dei suoi meravigliosi sorrisi rettangolari.

"Perchè mi guardi così? Ti prego di qualcosa!"

Potevo quasi percepire il rumore delle rotelle che giravano nella sua testa.

Stava tramando qualcosa ma non proferiva parola.

"Tae ti prego? Mi stai facendo paura!"

"Ho deciso!" - finalmente disse - "Scappiamo via! Adesso. Prendi le tue cose e usciamo!"

"Ma cosa dici!" - risposi incredula - "Non possiamo farlo! Non puoi farlo!"

"Chi dice che non posso? Abbiamo qualche giorno libero prima del nostro prossimo impegno e Nam sarà sicuramente d'accordo. Abbiamo provato fino allo sfinimento nei giorni scorsi, posso permettermela una piccola pausa!"

"Ma.."

"Niente ma! So anche dove andare!"

Tae continuava ad andare avanti e indietro per la stanza parlando al telefono.

Prima Nam e poi altre persone che non conoscevo.

"È fatta! Vestiti, tra due ore e mezza abbiamo il nostro volo! Sveglia, mi hai sentito? Non restare lì impalata. Preparati!"

Come ridestata da un sogno obbedii e in un batter d'occhio eravamo entrambi pronti ma con delle valigie fin troppo diverse. La mia era piccolissima e con il minimo indispensabile, la sua enorme, come se dovesse partire per un mese intero.

"Non preoccuparti, compreremo qualcosa una volta arrivati."

"Ma.."

"Basta con questi ma, andiamo!" - concluse trascinandomi fuori dalla stanza.

Pensavo avremmo preso l'ascensore ma Tae lo superò e aprì la porta adiacente.

"Niente ascensore, meglio le scale d'emergenza! Arriviamo al garage senza destare sospetti e senza rischiare che l'ascensore si fermi a ogni piano!"

Avevo capito che aveva paura di incontrare Seijin ma preferii non dire nulla.

Era così felice della sua decisione che non volevo rabbuiarlo.

Una macchina ci stava già aspettando per condurci in aeroporto.

A causa delle feste c'era un traffico terrificante e riuscimmo ad arrivare a destinazione solo dopo più di un'ora. Fortuna che eravamo in anticipo.

"Qual è il nostro Gate?" - chiesi non conoscendo la nostra meta.

"Nessun di quelli che vedi!" - rispose soddisfatto.

Superammo una serie di controlli per poi arrivare nella zona vip.

"Aspetta! Non vorrai dire che viaggeremo con un volo privato?"

"Ovvio, i voli di linea sono troppo rischiosi!"

Una gentilissima hostess ci fece accomodare ed ebbe così inizio il mio viaggio verso l'ignoto.

Provai a chiedere a Tae innumerevoli volte dove fossimo diretti ma ogni volta invece di rispondermi si avvicinava, faceva finta di dire qualcosa e mi baciava.

Non che mi lamentassi, ma non sapere dove mi stesse portando mi faceva impazzire.

Ero sul punto di fare per la millesima volta la solita domanda ma quando mi voltai verso di lui mi bloccai.

Guardava fuori dal finestrino completamente perso nei suoi pensieri. La sua espressione era indecifrabile, non riuscivo a capire se stesse solo ammirando il panorama o se qualcosa lo preoccupasse.

"Tae ma sei sicuro che questa fuga non ti darà problemi?" - esordii - "Ho capito che abbiamo preso le scale per evitare di incontrare Seijin. Ti ho già creato fin troppi problemi, non vorrei aggiungerne degli altri!"

"Liz ascoltami bene!" - disse voltandosi - "Siamo su questo aereo perché sono stato io a volerlo, sono io che avevo bisogno di una pausa da tutti e da tutto. Sono io che...lascia stare!"

Improvvisamente si fermò e voltandosi interruppe la conversazione.

Non riuscivo a capire cosa fosse appena accaduto. Era forse arrabbiato?

Mi avvicinai con cautela e sfiorandogli il viso provai a riportarlo da me.

"Non voglio lasciar stare, voglio sapere. Ogni volta che uno di noi si tiene dentro i suoi pensieri non va mai a finire bene. Non deve succedere mai più, mai più!"

"Oh Liz, stavo semplicemente dicendo che sono io che bisogno di passare del tempo con te, ma non un attimo fugace. Voglio vivere nell'illusione di non doverci nascondere, nell'illusione di poter stare con te ogni volta che voglio, di poterti tenere per mano, abbracciarti, baciarti senza il terrore di essere visti. Anche se per poco voglio poterti vivere!"

lo abbracciai senza nemmeno accorgermene e rimasi tra le sue braccia fin quando una voce attirò la nostra attenzione.

"Fra meno di 30 minuti arriveremo a destinazione. È consigliabile iniziare ad allacciare le cinture di sicurezza e preparasi alla fase di atterraggio!" - fece la hostess.

Ci separammo quasi a rallentatore senza mai perdere il contatto visivo.

La nostra bella illusione stava per iniziare.

"Ammettilo, stai per scoppiare! Su, chiedimelo di nuovo!"

"Questa volta me lo dirai vero?"

"Chiedi!"

"Visto che stiamo per atterrare...dove siamo?"

"Guarda fuori dal finestrino!"

Ero già pronta a mettere il broncio per l'ennesima risposta negata ma ciò che vidi mi lasciò senza fiato.

"Nuova Zelanda!"

"Nuova Zelanda!"

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