Ricordi 11

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I giorni seguenti furono talmente pieni di impegni che stava diventando sempre più complicato trovare del tempo per avere una vera e propria conversazione con J. Era come lasciare un messaggio in segreteria per poi aspettare con ansia la risposta. Mi aveva avvisato che sarebbe stato molto preso dal lavoro prima della partenza per New York, ma avrebbe comunque provato a ritagliarsi del tempo per noi.
Ogni volta che usava il termine noi avevo le farfalle allo stomaco. Ero ben consapevole di quello che mi stava succedendo, ma non volevo ancora ammetterlo.
Ormai mi capitava spesso di sognare di essere tra le braccia di questo sconosciuto che mi stava sconvolgendo la vita e una delle tante sere feci l'errore di scriverglielo.

"Sai J, questa mattina ho aperto gli occhi e ho provato una strana sensazione. Un misto tra tristezza e delusione. Ho sognato di essere tra le tue braccia e poi...mi sono svegliata. A te è mai capitato?"

Cosa mi era saltato in mente? Perché gli avevo raccontato del sogno? Spero che lo ignori, non volevo leggere la sua riposta. Continuavo a commettere sempre lo stesso errore. Gli scrivevo d'istinto e poi me ne pentivo. Ero in un circolo vizioso.

"Lascia stare, non badare alle sciocchezze che scrivo."

Mi affrettati a lasciargli un nuovo messaggio per cercare di migliorare la situazione e andai a letto.
In effetti andai semplicemente a letto perché di dormire non se ne parlava proprio. Non facevo altro che controllare lo schermo del computer ormai in stand by.
Alle due la luce del pc illuminò l'intera stanza. Aveva risposto.
Mi precipitai alla scrivania e lessi.

"Come puoi scrivermi una cosa del genere e pretendere di non farci caso? Leggendo il tuo messaggio ho quasi perso il respiro. Giuro che vorrei essere già a New York e rendere realtà il tuo sogno. Non solo il tuo se devo essere sincero. I miei colleghi mi dicono che in questi giorni non sono molto lucido e non posso dargli torto. Hanno notato che appena ho un secondo corro a sbirciare il cellulare. Vuoi sapere cosa guardo? La foto che mi hai mandato."

"Hai ancora quella foto? Ma è orrenda? Ti prego cancellala!"

"Ma allora sei ancora sveglia? Non ci penso proprio a cancellarla. Magari potrei farlo una volta che ci saremo incontrati. Ma solo perché la sostituirò con delle altre."

"Finiscila! A proposito, tu hai una mia foto. Io invece non ho nulla. Come farò a trovarti e riconoscerti?"

"Lascia che sia io a trovarti! Sarò quello che ti stringerà tra le sue braccia. Che ne dici?"

"Mi sembra poco equo...ma accetto la proposta!"

"Hai già prenotato il viaggio? Il 10 febbraio arriverà in fretta!"

"Non ancora, ma lo farò nei prossimi giorni."
Di certo non potevo dirgli che speravo di racimolare qualche soldo vendendo qualche scatto. Ero, come al solito, al verde e non potevo permettermi i biglietti per New York. Neanche quelli per il bus.

"Per l'alloggio non devi preoccuparti. Penso a tutto io."

Avrei voluto ribellarmi, ma data la mia situazione economica mi limitai a non controbattere.

"Sai, ormai sei il mio pensiero fisso. Non riesco nemmeno a essere brillante nelle nostre conversazioni. La mia mente è completamente proiettata al 10 febbraio. Improvvisamente il numero 10 è diventato il mio numero preferito. Stavo dimenticando una cosa importante. Ci sarà un posto riservato per te all'evento benefico!"

"Cosaaaaaaaa!!! Cioè, mi stai dicendo che potrò assistere alla loro esibizione dal vivo? Puoi già dirmi cosa canteranno? Comunque anch'io non faccio altro che pensare al nostro incontro."

"Secondo me stai solo pensando alla possibilità di incontrare Tae! Dimmi la verità!"

"Ma cos'è una competizione? Incontrare Tae sarebbe un sogno, ma adesso sono più ansiosa di incontrare te. Sono seria. Dal giorno del tuo compleanno a oggi sembra passata un'eternità. Invece sono solo un paio di settimane eppure sei diventato una mia costante e l'idea di vederci mi elettrizza. Poi se aggiungi i BTS...non potrei chiedere di meglio! ^-^"

"Finiscila di scrivere queste cose, altrimenti prendo il primo volo e vengo a Chicago! Liz, vai a dormire prima che dica qualcosa di cui potrei pentirmi. :)"

"Vado a letto! Domani sarà una lunga giornata. Ultime lezioni all'università prima degli esami."

Andai a dormire e mi cullai immaginando essere tra le braccia di J.
I giorni successivi passarono molto in fretta. Tra le lezioni e la ricerca di acquirenti per le foto non mi resta molto tempo per pensare al tempo che passava.
La nostra chat era sempre aperta, ma scrivevamo davvero poco. Sapevamo che a breve avremmo potuto parlare guardandoci negli occhi e volevamo lasciarci tutti gli argomenti per quel momento.

Danielle e Sarah non facevano altro che prendermi in giro dicendomi che me ne andavo in giro sempre con un gran sorriso! Praticamente mi davano spudoratamente della pazza. Non potevo farci nulla, ero troppo felice.

Peccato che la felicità non è sempre facile da raggiungere. Dopo svariati giorni e innumerevoli contatti ero riuscita a vendere una sola foto e il ricavato sarebbe bastato giusto per il viaggio di andata in bus.
Chiesi alle ragazze una mano, ma anche loro erano senza soldi a causa delle tasse universitarie.
Non sapevo più cosa inventarmi. Le lezioni erano obbligatorie e la sera dovevo studiare, cercare un lavoro era impensabile.
Decisi di prenotare un bus notturno per risparmiare e sperare di riuscire a racimolare qualcosa per il ritorno. Stavo facendo una pazzia dopo l'altro per uno sconosciuto. Forse avevano ragione le mie amiche...ero impazzita.

Il tempo passò più velocemente del previsto e in men che non si dica erano finiti anche gli esami. Erano gli ultimi ed erano stati davvero impegnativi. Ma adesso non volevo più pensarci, finalmente era arrivato il meritato riposo prima della laurea. Per il progetto avevo ancora del tempo, quindi potevo godermi un po' di riposo e pensare al mio viaggio.
Sarei partita la sera successiva e dovevo ancora preparare la valigia.
Salutai le ragazze e promisi loro che al mio ritorno avrei raccontato tutto, non avrei tralasciato nessun dettaglio. Così facendo le avevo convinte a non contattarmi durante i miei giorni a New York.

Corsi a casa tirai fuori la valigia e iniziai a buttarci dentro cose alla rinfusa. Ero così nervosa che non riuscivo a pensare lucidamente. Non avevo la minima idea di cosa portare. Jeans, gonne, abiti, una tuta, probabilmente in quella valigia c'era il mio intero guardaroba invernale. Preparai anche la mia macchina fotografica. Sarebbe stata la mia prima volta nella Grande Mela e non volevo catturare ogni attimo.
Per rilassarmi un po' feci partire la mia playlist e "Spring Day" riempì subito la stanza. Era una canzone così malinconica e allo stesso bellissima. Ne ero ipnotizzata! Non riuscivo a smettere di ascoltarla. E proprio mentre iniziavo a calmarmi, ecco un messaggio da J.

"Ehi Liz! Come procedono i preparativi? Approfitto ora a scriverti perché da domani ci sarà il delirio e poi un lunghissimo volo."

"Ho appena finito di preparare la valigia ascoltando la mia playlist i preferita. Cosa starò ascoltando?"

"Vediamo un po'...BTS?"

"Sono così prevedibile? Hai indovinato, adesso sto canticchiando "Spring Day". Mi piace tantissimo! Sono così nervosa che non credo riuscirò a dormire fino alla partenza."

"Ottima scelta musicale! ^_^ Cerca di riposare, ricordati che il giorno stesso del tuo arrivo hai un evento al quale partecipare. Prima che mi dimentichi. Ti ho mandato tramite email tutte le informazioni necessarie. Purtroppo non potrò venire a prenderti, ci vedremo direttamente all'evento. Ti ho mandato la prenotazione della stanza e l'invito che dovrai presentare all'ingresso. Piccola sorpresa...ho già dato disposizione all'hotel per assegnarti un autista per accompagnarti. E' tutto organizzato."

"Mi sento privilegiata! Così mi vizi però!"

"E' esattamente il mio scopo! Adesso devo proprio andare! Cerca di riposare e...non cambiare idea! Ci vediamo a New York!"

"Ci sarò..."

L'ultima chiacchierata tramite una tastiera terminò così, la prossima sarebbe stata con J davanti a me!

Winter Bear - Last/FirstDove le storie prendono vita. Scoprilo ora