Ricordi 24

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I giorni passarono in fretta e il giorno della consegna della laurea finalmente arrivò
I miei genitori erano arrivati da poche ore e, anche se sotto effetto del jet-lag, erano super agitati. Forse anche più di me.
Mio padre aveva con se la sua costosissima attrezzatura ed era pronto a ritrarre ogni mio piccolo movimento.
Mia madre aveva iniziato a piangere appena entrata nel campus. Diciamo che questo tratto l'avevo sicuramente ereditato da lei.
Una volta arrivati nel luogo dove si sarebbe svolta la cerimonia li salutai e andai a sedermi vicino a Sarah e Danielle. Eravamo proprio carine con le nostra toghe.
Devo ammettere che Sarah aveva davvero buon gusto, i tacchi che ci aveva consigliato davano un tocco di eleganza misto al sexy sotto la toga.
Uno studente dopo l'altro venimmo chiamati a salire sul palco predisposto per ricevere la pergamena.
Dopo una stretta di mano e un saluto educato tornammo tutti al nostro posto per il discorso finale del rettore.
Un discorso tremendamente lungo sul nostro meraviglioso futuro e sulla possibilità di fare donazioni all'università come ex studenti.
Passarono svariate ore prima di essere finalmente liberi.
Mio padre mi scattò così tante foto da poter creare calendari per i prossimi dieci anni.
Le foto più belle e significative sarebbero state sicuramente quelle con Sarah e Danielle, loro erano la ragione per cui non avevo rinunciato. Se non le avessi incontrate forse sarei tornata in Italia dopo un mese.
Finiti tutti gli obblighi era finalmente giunto il momento di andare a festeggiare.
Passammo una bellissima serata, credo di non aver mai mangiato così tanto. I nostri genitori non avevano badato a spese per festeggiare al meglio. Cibo di qualità e vino in abbondanza. Ripensando cosa fosse accaduto l'ultima volta che avevo bevuto decisi di non esagerare anche se, a fine serata, un po' brilla lo ero.
Danielle, Sarah e i loro genitori ci salutarono e presero un taxi nella direzione opposta alla nostra.
I miei genitori avevano deciso di stare in hotel visto che il mio appartamento era piccolino, così fui la prima a scendere dal nostro taxi. Li salutai con la promessa di vederci per pranzo. Promettere la colazione sarebbe stato un vero azzardo conoscendomi.
Arrivai davanti la porta e inciampai in qualcosa. Cercai di mettere a fuoco il pavimento e vidi una scatola.
Nonostante vivessi in America da un po' ancora mi stupivo del fatto che il corriere lasciasse i pacchi tranquillamente fuori dalla porta. Non so quanto funzionerebbe questo sistema nella mia amata Italia.
Lo raccolsi con noncuranza e varcai la soglia di casa.
Lanciai quei bellissimi e fastidiosissimi tacchi in un angolo della stanza e, come al mio solito, mi buttai sul letto.
Stavo per addormentarmi quando mi ricordai che avevo promesso a Tae di scrivergli una volta rientrata.

Stavo per addormentarmi quando mi ricordai che avevo promesso a Tae di scrivergli una volta rientrata

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"Finalmente libera!"

Nemmeno cinque minuti più tardi Tae decise di chiamarmi.

"Dottoressa Liz, congratulazioni!" - esordì.
"Non fare lo scemo, comunque grazie!"
"Allora, hai trascorso una bella giornata?"
"Una giornata bellissima e adesso è diventata perfetta!"
"Hai ricevuto bei regali?"
"In realtà solo da parte dei miei genitori, con le ragazze c'è un patto. Niente regali, in nessuna occasione. Con i soldi che riusciamo a risparmiare andiamo a divertirci insieme. Credo sia stata la miglior decisione mai presa. I miei genitori, in realtà mio padre, mi spediranno tutta l'attrezzatura fotografica di cui avrò bisogno nel caso dovessimo prendermi al master. Avrei preferito mi pagassero la retta, ma va bene così!"
"Interessante, nessun altro regalo?"
"No!"
"Sicura?"
"Certo, vuoi che non sappia che regali ho ricevuto?"
"Che strano, avrei giurato di aver visto una scatolina vicino al cuscino!"
"Cosa? Ah, giusto la scatolina! L'ho trovata davanti la porta quando sono tornata! Però non so cosa sia, non ricordo di aver ordinato qualcosa!"
"Adesso sono curioso, perché non la apri?"
"Va bene, se insisti!" - dissi non capendo la sua improvvisa ossessione per i regali e, soprattutto per quella scatolina.

Non era molto grande ed era leggerissima. Per quanto ne sapevo poteva anche essere vuota.
L'aprii e vidi che era piena di coriandoli, all'inizio pensai a uno scherzo ma poi lo vidi. Un sacchetto ricoperto da tutti quei coriandoli. C'era un piccolo bracciale, sottile in argento. Delicato e bellissimo. Però avevo l'impressione di averlo già visto da qualche parte. Rimasi a guardarlo per qualche minuto e poi realizzai.

"Questo é tuo!" - mi trovai a urlare.
"Ce ne hai messo di tempo per capirlo!"

Ovviamente la mia reazione fu un pianto senza freni.

"Se piangi per una cosa del genere cosa farai quando toglierai tutti i coriandoli dalla scatola?"
"Cosa?"

Tornai ad occuparmi della scatola e vidi una busta. Pensai si trattasse di una lettera, ma all'interno c'era qualcosa di più rigido. Quando scoprii il suo contenuto le lacrime che ero riuscita a frenare tornarono più impetuose delle prime.

"Tae...questo è quello che penso?" - sussurrai.
"14 aprile 2018...Seoul, segna questa data perché quel giorno sarai con me!"
"Ma è solo un biglietto di andata?"
"Per il ritorno poi vedremo, magari non ti permetterò di andare via!" - sorrise.
"Tae...!"
"Per adesso voglio pensare solo a tuo arrivo, la tua partenza voglio tenerla lontana dalla mia mente!"
"È il regalo più bello del mondo!"
"Sai qualcuno mi ha detto che fra un mese sarà il tuo compleanno e andava festeggiato come si deve!"
"Qualcuno? Oh...Jimin!"
"Davvero pensavi non me lo dicesse? Credo sia stata la prima cosa che mi ha detto dopo la vostra conversazione ancor prima di dirmi che volevi parlarmi!"
"Dovrei essere arrabbiata, invece sono felice che te l'abbia detto! Sarò egoista, ma almeno adesso ho tra le mani un biglietto per raggiungerti!"

Tae non rispose. Rimase in silenzio con lo sguardo fisso sullo schermo.

"Perchè non parli e continui a fissarmi? Ho qualcosa sul viso?"
"Stavo pensando che finalmente abbiamo una data, non sono solo parole. Questa volta il presto lo è davvero."
"Un mese!"
"Un mese!"

Quel momento venne interrotto da una voce che riconobbi essere di Namjoon.

"Devo proprio andare adesso! Notte Liz!"

"Devo proprio andare adesso! Notte Liz!"

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"Solo 30 giorni!"

Winter Bear - Last/FirstDove le storie prendono vita. Scoprilo ora