Ricordi 19

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La mia fuga dalla realtà finì in men che non si dica.
Ero di nuovo seduta sui sedili del bus, ma questa volta non mi avrebbero portata da Tae, bensì a casa. A ben quindici ore di fuso orario da lui.
Non avrei voluto piangere, ma ogni volta che chiudevo gli occhi la mia mente mi riportava ai giorni appena trascorsi.
Dal nostro incontro in macchina, fino al momento di salutarci.
Se non avessi avuto delle foto sul cellulare e nella macchina fotografica avrei pensato di aver sognato tutto.
Mi convinsi che presto l'avrei rivisto e quindi non serviva a nulla piangere, ma la parte razionale in me non faceva altro che ricordarmi che sarebbe accaduto tra tantissimo tempo.
I BTS erano così pieni di impegni che non sapevo neppure se Tae avrebbe trovato il tempo per scrivermi un messaggio.
Questi pensieri mi fecero scoppiare in lacrime, in un pianto silenzioso che bruciava in gola come fuoco.
Non so quanto tempo impiegai, ma riuscii a prendere sonno e mi sveglia solo arrivata a Chicago.
Come previsto Sarah e Danielle erano in stazione ad aspettarmi.
Ripetemmo per la milionesima volta da quando ci conoscevamo il nostro rito dei saluti. Le persone intorno a noi avranno pensato che ci fossimo riviste dopo anni di lontananza, mentre erano passati solo pochi giorni.
Iniziarono a tempestarmi di domande ma le fermai immediatamente.

"Andiamo a casa, parleremo una volta arrivate."
"A casa?" - chiese Danielle - "Non andiamo alla caffetteria?
"Meglio andare a casa! Se volete sapere tutto fate come vi dico" - risposi.

Prese completamente dalla curiosità non si opposero e andammo subito alla metropolitana.
Una volta arrivate presero i miei bagagli e li gettarono nella mia stanza.

"Adesso ci racconti tutto, non ce la facciamo più! Come promesso non ti abbiamo chiamata, ma stavamo morendo dalla curiosità! - fece Sarah.
"Siamo state delle brave amiche e adesso ci meritiamo la ricompensa!" - continuò Danielle.

Ero stata in dubbio su cosa raccontare, ma alla fine decisi di raccontare tutta la verità, tralasciando, ovviamente, le parti più imbarazzanti e private.

"Taehyung? Quel Taehyung? Kim Taehyung?" - Urlò Sarah.
"Eh già, proprio lui! Non riuscivo a crederci nemmeno io in realtà! Ogni mattina pensavo di aver sognato tutto, ma quando lo vedevo dormire al mio fianco sapevo che era tutto reale!" - dissi senza riflettere troppo sulle mie parole.
"Dormire al tuo fianco? E brava la nostra Liz! Non hai perso tempo tempo!" - disse ridendo Danielle - "Chi se lo sarebbe mai aspettato? La super riflessiva Liz che si lascia andare fino a questo punto!"

Ci guardammo senza parlare e scoppiammo a ridere. Era vero quello che diceva Danielle. Quello che era successo a New York non era assolutamente da me. Con Tae la mia razionalità sparì completamente e mi lasciai trasportare dalle emozioni.

"Comunque." - iniziò Sarah - "Danielle oggi offrirà il pranzo!"
"Come?" - chiesi.
"Danielle ha perso la scommessa e deve offrirci il pranzo!" - continuò Sarah.

Le guardai con aria interrogativa fin quando, proprio Danielle non spezzò il silenzio.

"Quando ci hai raccontato tutta la storia ne abbiamo parlato un po' tra di noi e siamo giunte alla conclusione che tu stessi chattando davvero con un membro dei BTS. Per me si trattava di Jimin, vista la dolcezza dei messaggi, mentre per Sarah si trattava di Tae."
"Liz, non dirmi che non ci hai mai pensato? " - Disse Sarah - "Dalla tua espressione direi proprio di no. Come hai fatto a non capirlo? I segnali c'erano tutti, chi altri poteva accedere a una chat privata su un social dove le chat private non esistono? E poi il nome...cavoli Liz, ha detto di chiamarsi J. Tae ha usato questo pseudonimo una volta. Possibile che non te lo sei ricordato?"

In quel momento mi sentii un'idiota. Come avevo fatto a non capirlo? Ripensandoci ora mi resi conto di quanto sarebbe stato facile arrivarci. Gli impegni di lavoro, le foto, pass per il concerto, la stanza nello stesso hotel. Chissà quanto si sarà divertito Tae alle mie spalle.

"Oddio ragazze, sono stata proprio stupida! Ma come ho fatto a non capirlo?"
"Facile, perché tu ti fidi sempre di tutti! Lui ti ha detto di non essere Tae e tu gli hai creduto immediatamente." - disse Sarah - "Sei fatta così e noi ti vogliamo bene per questo!"
"Mi vorrai bene lo stesso se ti dicessi di aver conosciuto il tuo bias?" - chiesi a Sarah.
"Cosaaaaa! E me lo dici così? Hai incontrato Jimin? Raccontami ogni cosa!"

Passammo la giornata a casa mia tra chiacchiere e risate fin quando, guardando le foto di New York, Danielle mi chiese:

"Quando vi rivedrete?"

Quella domanda ebbe l'effetto di una pugnalata al cuore. Le guardai e senza parlare scoppiai, nuovamente, in lacrime. Le ragazze capirono immediatamente la situazione e non dissero nulla.
Silenziosamente restammo abbracciate fin quando i miei singhiozzi si calmarono.

"Succederà presto! Non preoccuparti!" - sussurrò Danielle.

Le guardai e annuii. Sì, sarebbe accaduto presto! Ma quel presto sarebbe stato comunque troppo tempo. La sua mancanza faceva già così male! Come avrei fatto ad aspettare?

Arrivata la sera Sarah e Danielle andarono via e mi ritrovai nuovamente sola.
Presi il telefono per scorrere le foto della galleria e proprio in quel momento arrivò una chiamata FaceTime. Sullo schermo, chiaramente, si poteva leggere.

Taehyung

Winter Bear - Last/FirstDove le storie prendono vita. Scoprilo ora